Progetto Narrare e narrarsi: l’importanza dell’avvicinamento alla lettura nella scuola dell’infanzia

NewTuscia – VITERBO – Si è concluso il progetto per l’avvicinamento alla lettura “Narrare e narrarsi”, istituito presso la scuola dell’Infanzia di Santa Barbara dell’Istituto Comprensivo Ellera (Viterbo).

L’iniziativa si inserisce nel modulo “Lettori attivi” collegato alle al Programma Operativo Nazionale “Per la scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” 2014-2020. Asse I – Istruzione – Fondo Sociale Europeo (FSE), “Costruiamo il nostro futuro”.

Il progetto, promosso dal dirigente scolastico Claudia Prosperoni e strutturato secondo un’analisi dei bisogni del territorio, è stato molto apprezzato dalle famiglie, coinvolgendo 24 bambini, di 4 e 5 anni, ha inoltre contribuito a creare una rete di scambio e cooperazione tra scuola e servizi territoriali, quali Biblioteche e Musei.

I docenti responsabili, tra cui Maria Grazia Caprioli all’ideazione, la Dott.ssa Alda Picozzi come psicologa scolastica e le insegnanti Ermelinda Pallotta e Antonia Cerboni, hanno assunto il ruolo di mediatori di cultura e di competenze, facilitando, stimolando e orientando i percorsi di scoperta intrapresi dai bambini.

Le attività hanno permesso l’attivazione di percorsi di promozione della lettura, il dialogo e l’apertura della scuola al territorio, accostando i bambini ai testi di letteratura per l’infanzia, con l’intento di farli diventare non soltanto lettori, ma fruitori dell’opera, cioè capaci di un’interpretazione personale del testo. Una cura particolare è stata riservata alle attività di educazione al rispetto del libro come bene durevole e comune.

Attraverso letture ad alta voce, contatto con le illustrazioni, gruppi di narrazione, roleplaying e teatro interattivo, rielaborazioni grafiche, utilizzo di schede didattiche, creazione di storie e di piccoli libri, i bambini hanno avuto modo di avvicinarsi al mondo della lettura con interesse ed entusiasmo.

Secondo l’orientamento narrativo, la narrazione riflette la capacità della mente di pensare, organizzare e rappresentare l’esperienza. Nel racconto è come se la trama della nostra vita facesse emergere significati nuovi nel presente, così che il narrarsi all’altro diviene anche uno strumento per comprendersi meglio, lo stesso sé è un raccontare continuo, che modifica ed è modificato costantemente da ciò che narra. Far nascere e crescere l’amore per i libri, nei bambini e nei loro genitori, favorire lo sviluppo della competenza narrativa, avvicinare al raccontare e al raccontarsi, sono processi fondamentali per la costruzione dell’identità, psicologica e scolastica, permettendo lo sviluppo di un atteggiamento attivo nell’organizzazione del sapere, lo sviluppo di riflessività e creatività, del senso critico e delle capacità di problem solving.

Tra le metodologie utilizzate, la tecnica della “fiaba viva”, caratterizzata da una lettura interattiva, partecipativa, drammatizzata, promuoveva la comprensione del testo e la capacità di ascolto.

Attraverso la creazione di finali alternativi, storie condivise, giochi di carte, personaggi e racconti realizzati da ciascun narratore e resi dinamici e attivi nella condivisione con gli altri, i bambini sono diventati piccoli scrittori e “cantastorie”, permettendo di esercitare l’attività immaginativa con un approccio partecipativo e trasformativo.

Sono state incoraggiate rielaborazioni iconiche e verbali delle storie, sia a livello individuale, che di gruppo, utilizzando tecniche, strumenti, colori e discussioni in circle time per trasmettere il proprio vissuto e il personale punto di vista in merito alle diverse sequenze narrative.

Nello scambio di emozioni e di opinioni, il raccontare e il raccontarsi hanno promosso l’esercizio delle competenze espressive, verbali e interpretative, centrali per la costruzione dei significati propri e del mondo, per favorire l’autoconsapevolezza, lo sviluppo dell’autostima e l’attenzione ai nessi causali e alle inferenze.

Sono stati inoltre attivati laboratori per il potenziamento dei prerequisiti degli apprendimenti disciplinari, in particolare delle competenze fonologiche, linguistiche produttive e di comprensione, attentive, prassiche, notazionali, competenze trasversali fondamentali per assicurare a tutti i bambini un buon successo formativo.

Fondamentale è stata la collaborazione della Biblioteca Consorziale di Viterbo, nello specifico della Biblioteca Provinciale “Anselmo Anselmi” di viale Trento (Viterbo) e della Sala Ragazzi, permettendo al gruppo classe di effettuare un’uscita didattica dall’alto potenziale conoscitivo, didattico ed evocativo. I bambini hanno infine realizzato piccoli libri da donare alla biblioteca, che andranno anche a far parte anche di un Ebook finale del Progetto, formato dai lavori dei piccoli autori e con la presentazione di alcune strategie didattiche e consigli per la lettura utili a genitori, educatori ed insegnanti per attività di avvicinamento al mondo dei libri e alla narrazione nella scuola dell’Infanzia.

Con l’invito a creare reti progettuali dinamiche e propositive, tra scuole, famiglie, associazioni, si conclude con la speranza di creare molteplici occasioni, affinché la promozione della lettura diventi una pratica attiva nel territorio viterbese.

 

Dott.ssa Alda Picozzi