Sutri, Pittoritto (Civiltà Italiana): “Museo di palazzo Doebbing, poche visite e molti aspetti non chiariti”

Riceviamo e pubblichiamo
NewTuscia – SUTRI – Il Museo di palazzo Doebbing a Sutri sarebbe dovuto essere la grande risorsa culturale che avrebbe ricreato il “nuovo rinascimento” nella Tuscia trasformando il paese nella sua capitale. Parrebbe proprio che le cose non siano andate affatto così. Finché c’è stato il considerevole e altruistico supporto di quel moderno mecenate che risponde al nome di Emmanuele Emanuele e della Fondazione Terzo Pilastro da lui diretta, tutto è stato in qualche modo contenuto, dopo di che… vedremo.
Ma intanto alcune domande da tempo dovrebbero trovare una risposta perché troppe cose sono oscure su questo museo.
Innanzi tutto sarebbe bene che tutti sapessero da chi è composto l’organico, del Museo. Chi sono gli sponsor e quali le partnership. In che misura sono coinvolti, privati, enti, Comune e Curia. In quale misura ne è parte integrante il Sindaco e con quali rapporti. Come vengono istituite le mostre, le gare d’appalto, i collaboratori scelti. Come giungono i fondi per la sovvenzione, a chi e a chi vanno poi i ricavati. Chi può verificare il numero effettivo dei biglietti. La reale presenza di protezioni antifurto e di coperture assicurative visto il considerevole valore di alcune opere esposte. Insomma chi dirige chi e cosa, chi paga chi, come e cosa e chi riceve e come.
Tutto ciò non è mai stato chiaro, non è mai stato chiaro come si siano attribuite le mansioni, distribuiti i compiti lavorativi e se, nel caso lo fossero, come retribuiti.
Un museo poco visitato se non nelle affermazioni dei diretti interessati, con opere già esposte altrove, che di fatto esiste soltanto per la consueta vanità e autocentrismo del Sindaco di Sutri, di fatto non avendo portato alcun noto beneficio alla città.  Un “museo nel deserto” del disinteresse di tutti tranne che dei pochissimi, diretti, interessati.
Candida Pittoritto 
Civiltà Italiana