Fiaccolata a Viterbo per ricordare Paolo Borsellino nel 27 anniversario del sacrificio

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di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Viterbo ricorderà domani  19 luglio con una fiaccolata che partirà da Piazza del Teatro alle ore 21,30  il sacrificio di Paolo Borsellino, in ricordo della strage del 19 luglio 1992 in via d’Amelio a Palermo.

Paolo Borsellino vive per ispirarci il senso profondo della legalità e della giustizia, fondamenta di un avvenire di libertà e progresso.

“A ventisette anni di distanza sono vivi il ricordo e la commozione per il vile attentato di via d’Amelio, in cui hanno perso la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina”. Queste le parole del  presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Borsellino era un giudice esemplare: probo, riservato, coraggioso e determinato. Le sue inchieste hanno costituito delle pietre miliari nella lotta contro la mafia in Sicilia. Insieme al collega e amico Giovanni Falcone, Borsellino è diventato, a pieno titolo, il simbolo dellItalia che combatte e non si arrende di fronte alla criminalità organizzata. Onorare la memoria del giudice Borsellino e delle persone che lo scortavano significa anche non smettere di cercare la verità su quella strage”, conclude il capo dello Stato.

“A 27 anni dalle stragi di Capaci e di via D’Amelio – ha affermato ancora il presidente  Mattarella – legate dalla medesima, orrenda strategia criminale, la Repubblica si inchina nel ricordo delle vittime e si stringe ai familiari”.

Il Capo dello Stato ha ringraziato “quanti una ferita così profonda hanno tratto ragione di un maggior impegno civico per combattere la mafia, le sue connivenze, ma anche la rassegnazione e l’indifferenza che le sono complici.

I nomi di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina sono indimenticabili.

Nella loro disumanità gli assassini li hanno colpiti anche come simboli – a loro avversi – delle istituzioni democratiche e della legalità”. “Il loro sacrificio – ha aggiunto il Capo dello Stato in riferimento a Falcone e Borsellino – è divenuto motore di una riscossa di civiltà, che ha dato forza allo Stato nell’azione di contrasto e ha reso ancor più esigente il dovere dei cittadini e delle comunità di fare la propria parte per prosciugare i bacini in cui vivono le mafie”. La “riscossa – ha proseguito – ha già prodotto risultati importanti. Ma deve proseguire. Fino alla sconfitta definitiva della mafia”.

Nel commemorare queste figure, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha più volte  affermato che ogni anniversario di un omicidio di Servitori dello Stato è un anniversario che interpella le coscienze di quanti hanno a cuore la difesa della nostra convivenza civile”. Ed ha ammonito: “Onorare nel modo più concreto la memoria loro e dei tanti magistrati, appartenenti alle forze dell’ordine e singoli cittadini che hanno perso la vita per assicurare l’affermazione dei diritti e il rispetto delle regole, richiede l’impegno di tutti nel contrastare, rifiutare e denunciare ogni forma di infiltrazione e di ricatto criminale, di malaffare e di corruzione”.

Sergio Mattarella, primo presidente palermitano nella storia della Repubblica, sottolinea inoltre  che “nell’agire quotidiano ciascuno deve saper rinnovare la propria ferma adesione ai principi di giustizia e di legalità, quale condizione essenziale per garantire la vita della nostra comunità e costruire un avvenire di libertà e di progresso”.

Nella bufera dell’illegalità e della corruzione deve prevalere il recupero di valori di onestà, solidarietà, di concordia civile e di vigilanza popolare sulla Legalità. 

Per onorare adeguatamente la memoria di tanti martiri della legalità” occorre ripartire, attraverso  una duplice azione, con il recupero di pratiche virtuose dallalto e dal basso. Dallalto da parte delle Istituzioni rappresentative, dagli organi centrali dello Stato, sino ai Comuni, alla scuola, allapparato produttivo ed alla famiglia. 

Gli organi istituzionali, fondati sull’elettività dei loro componenti dovranno attuare una esigente selezione dei candidati: basta con gli amici degli amici, con le consorterie di spartizione degli incarichi degli appalti edilizi o sanitari pilotati da comitati di affari, che con le pratiche corruttive varie e sempre più sofisticate aggravano le casse dello Stato e conseguentemente fanno pagare più tasse ai soliti contribuenti onesti. Diffuse pratiche “corruttive” si riscontrano oltre che nei servizi sociali anche nella pianificazione urbanistica del territorio, alla vendita del suolo, passando per le speculazioni edilizie, il lavoro nero e poco sicuro e il degrado idrogeologico.

Dal basso, qualora la classe politica dia reali segni di cambiamento e di recupero di onestà e servizio disinteressato alla collettività, i singoli cittadini, specie se giovani, dovranno curare, aiutati dai vari  enti di formazione ed educazione sociale quali la scuola, la chiesa, le fedi  religiose e le famiglie, i piccoli gesti di cura delle cose pubbliche, dei beni culturali, del verde pubblico, di buone pratiche civiche, con una lotta al degrado, alle sporcizia ed alle cattive abitudini, alla maleducazione ed al menefreghismo. Solo recuperando il rispetto e la correttezza nella gestione delle “piccole cose” attueremo un giusto recupero della civiltà e della legalità che determinano la vera libertà dei singoli ed il progresso generale del nostro Paese.

Lotta generalizzata alla corruzione dilagante, quantificabile in 60 miliardi allanno, con forniture e appalti pubblici gonfiati sino al 40 % dei costi reali.

Purtroppo la dimensione della corruzione, spesso legata alla malavita ed alla criminalità organizzata, sembra insormontabile, si parla di un costo della corruzione quantificabile in  60 miliardi all’anno, con forniture e appalti  pubblici gonfiati sino al 40 % dei costi reali. In questo senso la punizione effettiva ed esemplare dei corrotti e dei dilapidatori delle risorse pubbliche, scoperti e giudicati in tempi ragionevoli, deve essere la giusta condizione per recuperare la fiducia del Popolo nello Stato. Altro capitolo da curare è l’effettivo e scrupoloso controllo di legittimità e di compatibilità di bilancio delle spese delle regioni e dei comuni: i Gruppi consiliari di  opposizione e di maggioranza regionali e comunali devono poter sottoporre al vaglio della Corte dei Conti Regionale – o di un organismo di controllo dotato di poteri forti di controllo e repressione degli sperperi – spese abnormi, arbitrarie e di difficile sostenibilità con l’equilibrio di Bilancio.

Oltre alla lotta senza quartiere contro la corruzione, levasione fiscale ed i veri sperperi di risorse, occorre un indirizzo chiaro dellUnione Europea e degli Stati ad un urgente incentivo al credito per la produzione, alle imprese, specie se piccolo-artigianali, ed alle  famiglie per lacquisizione della casa e dei beni durevoli e per il consumo.

In questo frangente di moderata ripresa economica, va incentivato e premiato il recupero di una rinnovata fiducia nello sviluppo, credendo nelle proprie potenzialità, specie nei giovani, deve poter superare anche la diffusa quanto deleteria “miseria etico-morale e spirituale”, che crea egoismi delle classe più agiate, consumismo e materialismo sterili ed effimeri, spesso rendite parassitarie non fondate su un lavoro produttivo per il singolo e con valenza sociale per  la collettività, nello spirito della Costituzione economica dell’Italia, oltre che una corruzione che appare di dimensioni sproporzionate.

Porre alla base del riscatto dellItalia i Valori condivisi dei principi fondamentali della Costituzione.

Come più volte affermato dal presidente della Repubblica, i Valori condivisi racchiusi nei principi fondamentali della nostra Costituzione daranno modo di  ricostruire – sulla testimonianza di Paolo Borsellino, di Giovanni Falcone e dei martiri della legalità – una società dove la sobrietà e la solidarietà tra i soggetti economici, stato, impresa, famiglia ed enti intermedi, vissute in concreto, potranno far arretrare la miseria, e avranno la meglio sull’indifferenza e sull’egoismo, sul profitto e sullo spreco, e soprattutto sull’esclusione sociale, fenomeno da risolvere per recuperare le nuove marginalità: i senza lavoro, le famiglie con potere d’acquisto fortemente ridimensionato, i coniugi separati, i pensionati con trattamenti minimi.

Sulla legalità ed il senso della comunità lItalia può ripartire sulla strada dello sviluppo.                                  

Dal rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese si possono trarre alcune indicazioni per il futuro, in quanto sono quattro le attenzioni mostrate degli italiani: la coesione nazionale, la famiglia, l’impresa e la formazione diventano i quattro nuclei da sostenere e incentivare,  su cui investire perché l’Italia possa ripartire sulla strada dello sviluppo.

La “rottamazione” ed il rinnovamento deve essere concretizzati non sull’età anagrafica ma sulla capacità di dare allo Stato, alle comunità di ogni livello un apporto superiore di idee, entusiasmo e concretezza che ispiri nel Popolo nuovi stimoli di crescere, non soltanto nell’economia, ma nel sociale, e nell’educazione, nella qualità della vita, nella cultura e nel saper vivere, nell’assistenza a chi ha veramente bisogno, per cui l’Italia, con la sua immensa tradizione storico-culturale e le sue eccellenze, può ancora incidere da protagonista nello scacchiere internazionale e nelle singole realtà territoriali, diverse ma sempre comunque unite sotto un’unica Bandiera.

Nelle scuole di ogni ordine e grado sono stati opportunamente programmati incontri formativi di dibattito sulla gestione rispettosa della Legalità dello Stato, per allenare i giovani ad appassionarsi alla cura della Repubblica a livello locale come nella dimensione centrale.

Sulla testimonianza di Palo Borsellino, Giovanni Falcone ed i martire della legalità, questi principi dobbiamo trovare ciascuno nel proprio ambito di azione – cittadini sovrani nell’espressione del Voto, autorità centrali e locali al servizio dei cittadini, politici, mondo dell’informazione, associazioni e movimenti, responsabili ed esponenti della produzione, del volontariato e del mondo dell’educazione – la forza di  sensibilizzare il Popolo, specie i nostri giovani, su un nuovo Rinascimento morale, culturale e socio-economico, per riappropriare ai cittadini quella sovranità e quel protagonismo che la Costituzione repubblicana conferisce loro, come doveri e come diritti fondamentali.