Orte, le visite guidate con trasferimento in canoa all’area archeologica di Seripola

di Stefano Stefanini 

NewTuscia – ORTE – Nel corso dei mesi estivi sono stati programmati alcuni appuntamenti di visita guidata, con possibilità di trasferimento in canoa lungo il Tevere, dellArea archeologica del porto fluviale di Seripola.

A Seripola in canoa. Dal campo base di regata di Via del Ponte sarà possibile usufruire di   un’escursione  sul Tevere con approdo presso il Porto Fluviale.

Per la città portuale fluviale di Seripola, dopo l’esondazione del Tevere dell’inverno 2012, si sono succeduti vari incontri di pianificazione delle azioni da mettere in campo per il ripristino dell’area stessa, volto alla salvaguardia del sito archeologico di Seripola. Sono stati coinvolti nell’operazione di salvataggio del sito archeologico l’Amministrazione Comunale di Orte e la direzione scientifica del Museo Civico su incarico della Soprintendenza.

La città portuale romana di Seripola  (Sub ripola) del  VI II  secolo a.C. rinvenuta nel 1962 con i lavori di costruzione dellAutosole nei pressi di Orte.

La direzione scientifica del Museo Civico Archeologico, in collaborazione con l’Associazione Culturale VeraMente Orte e con il patrocinio del Comune di Orte, ha condotto negli anni scorsi dei corsi di formazione per accompagnatori turistici presso la sede distaccata dell’Università della Tuscia di Orte, arricchito da visite guidate presso l’area archeologica sul Tevere.

Ci sembra opportuno delineare   le caratteristiche dell’importante ed esclusivo sito della città portuale, che è stato oggetto, lo ricordiamo di vari interventi di recupero, a partire dal 1990 con l’inserimento nel “Progetto Etruschi” – a cui chi scrive ha partecipato come assessere alla Cultura – e più recentemente, con l’inserimento nell’Itineriario  Storico della “Via Amerina”.

Nel corso dei lavori di costruzione dell’Autostrada del Sole nel 1962, a ridosso di una collinetta che nel periodo medievale prese il nome di Seripola (Sub ripola) furono ritrovati i resti di un porto romano sul Tevere (oggi raggiungibile sulla strada da Orte a Penna in Teverina, indicata nell’Itinerario Archeologico della Via Amerina) oggetto di ulteriore recupero dal 1990 nell’ambito del “Progetto Etruschi”, da alcuni storici dell’archeologia  identificabile con il Castellum Amerinum, stazione di Posta  citata nella Tavola Peutingeriana,  copia del XII-XIII secolo di un’antica carta romana che mostrava le vie militari dell’Impero.

Seripola è una località che si estende sulla riva sinistra del fiume Tevere, per oltre cinquecento metri, limitrofa alla piana di Lucignano. Nei secoli V-VI e seguenti a.C. il porto di Seripola era un centro intenso di traffici commerciali, in quanto il Tevere era l’unica via naturale di comunicazione verso Roma e da Roma verso l’interno.

Come riportato dallo storico Alessandro Camilli, e confortato da altre fonti autorevoli Begni Perina 1986, nel testo dell’archeologa Nardi “Antichità del Comune di Orte “ Edizioni CNR, l’Hortanum, cioè tutto il territorio compreso tra la piana di Lucignano, sino alla confluenza del Tevere con il Nera, doveva considerarsi l’estremo limite navigabile con le imbarcazioni di una certa portata.

Le dimensioni delle strutture portuali stanno a dimostrare l’importanza del sito – scoperto solo per un terzo della sua probabile estensione – che ricomprende le tracce e le vestigia di un centro residenziale, ove ancora oggi si possono ammirare le tracce di abitazioni, di botteghe, delle terme, in cui sono ancora visibili le soglie consumate e le tracce scannellate dei passaggi dei carri sulle strade pavimentate con lastroni di pietra, pregevoli sono pure i pavimenti, a mosaico, un sistema attrezzato di rete fognaria, pozzo profondo circa trenta metri

Molto interessanti appaiono una condotta di terracotta per convogliare una fonte di acqua verso le abitazioni in una grandiosa fontana in peperino destinata al suo pubblico. Il sistema di riscaldamento del pavimento delle terme rappresenta una delle più straordinarie scoperte un condotto sotterraneo composto da mattoni con marchio di fabbrica ove veniva introdotta acqua bollente ad alimentare il calidarium termale.

La perdita di importanza del porto di Seripola coincide con la costruzione delle vie consolari, in particolare della via Amerina, che permetteva il trasporto delle merci con minor tempo.

La costruzione del così detto Ponte di Augusto sul Tevere (di cui oggi si scorgono appena i resti dei basamenti tra le acque limacciose del Tevere) sancisce intorno al II secolo a.C. la decadenza del porto fluviale. Tra il materiale rinvenuto, custodito attualmente presso i musei di Villa Giulia a Roma e Vaticani e presso il Forte Sangallo a Civita Castellana, si cita una statuetta della dea Cibele, di origine orientale.

E’ da considerare che il culto di Cibele, la Magna Mater dei Romani, fu introdotto a Roma il 4 aprile 204 a.C., quando la pietra nera, di forma conica simbolo della dea,  fu trasferita  a Roma da Pessinunte e collocata in un tempio sul Palatino realizzato nel 191 a.C. La pietra nera, detta anche “ago di Cibele”, costituiva uno dei sette ”pignora imperii” , cioè uno degli oggetti che secondo le credenze dei romani garantiva il potere dell’ Impero.

Altro interessantissimo materiale rinvenuto a Seripola ha valore commerciale, come i mattoni con marchio di fabbrica, recipienti, anfore in coccio; ma il rinvenimento di una lapide che reca scolpiti i nomi di Autronius, Roscius, Bebbius, Pracconius con la qualifica di magistrati, dimostra l’esistenza di una vita civile e commerciale condotta nel centro della città portuale di Seripola.

Il rinvenimento del porto fluviale nel 1962, durante i lavori di costruzione dell’Autostrada del Sole,  dà un’indiretta conferma di quanto sostenuto da autorevoli storici e linguisti a proposito dei versi di Virgilio nel Canto VII dell’Eneide che nomina le “Hortinae Classes”, corse in aiuto a Turno contro Enea,  riferendosi ai valorosi soldati dell’Hortanum e all’esistenza di una potente flotta fluviale.