Viterbese nel limbo tra sogni di gloria e città “sorda” ai grandi risultati della gestione Camilli

Maurizio Fiorani

New Tuscia -VITERBO- La Viterbese è stata iscritta all’ultimo minuto al campionato di serie C, ma il patron Piero Camilli ha fatto capire a chiare lettere che non è più disposto a continuare la sua avventura alla guida della società gialloblù e che ha iscritto la squadra al campionato solo su “espressa volontà dei miei figli”.

Il Patron Piero Camilli lunedì scorso ha indetto una conferenza stampa allo stadio Enrico Rocchi di Viterbo in cui ha espresso, con molto rammarico e dispiacere, il fatto che a Viterbo non si può fare calcio a livello professionistico in quanto i costi da sostenere sono troppi elevati e le entrate derivanti dagli sponsor e dagli incassi al botteghino (abbonamenti e biglietti venduti per le gare interne) sono troppo bassi: si parla di appena 40 mila euro di sponsor e poco più di 100 mila euro dagli abbonamenti e biglietti venduti.

Il Patron Piero Camilli ha iscritto la Viterbese-Castrense al campionato ma ha ribadito che non sarà più allo stadio Rocchi a vedere le partite e delegherà alla gestione della società l’avvocato Antonio Ranucci

La scarsa affluenza allo stadio dei Viterbesi e, quindi, il poco affetto dimostrato da parte della città nei confronti della squadra e della sua famiglia, visti anche i notevoli sforzi economici sostenuti, sembrano avere influito molto sulla decisione, oltre alla squalifica di 5 anni inflitta al figlio Luciano, vicepresidente della Viterbese-Castrense. Brucia ancora, a Piero Camilli, quella che lui definisce un’assurda vicenda: i fatti della presunta aggressione al presidente dell’Arezzo Giorgio La Cava, avvenuta nella partita degli ottavi del playoff di serie C nel tunnel che porta negli spogliatoi del Rocchi, per il Patron sarebbero stati interpretati in modo del tutto parziale e fazioso.

Camilli ha quindi espresso la volontà di non recarsi più allo stadio Rocchi per vedere le partite dei gialloblù e  di avere delegato l’avvocato Antonio Ranucci nel ruolo di reggente e di amministratore in attesa di  nuovi sviluppi e di possibili acquirenti.  Anche se, per ora, personaggi in grado di rilevare la società non si sono presentati se non l’ex presidente dell’Avezzano Paris.

Bisognerà vedere con quali giocatori e con quale tecnico la Viterbese-Castrense affronterà il prossimo campionato, un interrogativo che lascia molto sulle spine tutto l’ambiente della Viterbese e dei suoi tifosi che temono per il futuro della società gialloblù.