Nei dati del Rapporto “Pendolaria” di Legambiente il treno sempre più apprezzato dagli utenti

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA  Cresce il numero di persone che prende il treno ma le opere necessarie ai pendolari sono senza risorse. Sussistono grandi differenze tra le Regioni. Dai dati forniti da Lagambiente nel rapporto annuale “Pendolaria”, il trasporto ferroviario è un po’ lo specchio del Paese e delle sue contraddizioni, con segnali di straordinaria innovazione e regioni dove, invece, il degrado del servizio costringe centinaia di migliaia di persone a rinunciare a prendere il treno per spostarsi.

Il numero dei passeggeri aumenta, toccando quota 5,59 milioni e segnando un nuovo record rispetto al 2012 (+8% in 4 anni). Sono infatti 2 milioni e 874 mila coloro che ogni giorno usufruiscono del servizio ferroviario regionale e 2 milioni e 716 mila quelli che prendono ogni giorno le metropolitane, presenti in 7 città italiane. E per entrambi i numeri sono in crescita, come per l’alta velocità. Ma il paradosso c’è: diminuiscono i chilometri di linee disponibili e la crescita nasconde differenze rilevanti  nell’andamento tra le diverse Regioni e tra i diversi gestori. In alcune parti del Paese la situazione è migliorata, mentre in altre è peggiorata e si è ampliata la differenza nelle condizioni di servizio.     A raccontare quanto succede sulle ferrovie italiane è il rapporto Pendolaria, che dal 2008 analizza ogni anno la situazione del trasporto ferroviario in Italia, con numeri e storie e il duplice obiettivo di illustrare i risultati di politiche e investimenti e di dare forza alla costruzione di un paese più sostenibile.

Come ogni anno Legambiente ha lanciato  la campagna Pendolaria presentando una prima analisi dei dati più rilevanti che riguardano la situazione del trasporto ferroviario regionale in Italia.

Il rapporto rappresenta un primo bilancio della situazione sulla rete e per raccontare le ragioni di una mobilitazione a fianco di chi ogni giorno prende il treno per andare a lavorare, a scuola o all’università e che ha l’obiettivo di far capire quanto sia importante e urgente migliorare il trasporto pubblico su ferro nel nostro Paese, offrendo un’ alternativa davvero più competitiva, economica e sostenibile alle persone rispetto all’automobile privata.

Sono quattro le questioni più rilevanti che si possono evidenziare rispetto alla situazione che vive ogni giorno chi si muove (o vorrebbe muoversi) sui treni pendolari.

1.La prima questione che Legambiente ha voluto mettere al centro dell’attenzione  e’ l’incredibile ritardo e assenza di investimenti in cui si trovano tante infrastrutture che renderebbero più veloci e comodi i viaggi di milioni di persone che ogni giorno si spostano per ragioni di lavoro o di studio. Quando si parla di incompiute in Italia ci si concentra sempre sulle grandi opere, senza guardare a quelle più urgenti che sono proprio dove e’ larga parte della domanda di trasporto nel nostro Paese. Dietro le prime ci sono di solito general contractors e grandi imprese, forti interessi in gioco e quindi si prendono tutto lo spazio di attenzione mediatica e politica.

  1. Eppure se si va a guardare al territorio italiano e alle città si scopre una realtà molto differente. Legambiente ha individuato 26 opere il cui completamento è di evidente enorme utilità per i pendolari, perché interessano un bacino di utenza complessivo che coinvolge oltre 12 milioni di persone. E il problema è che mancano le risorse per completarle. Sono qui le priorità del Paese ma, malgrado gli annunci secondo Legambiente , e’ qui che mancano le risorse e le attenzioni.

Secondo Legambiente:  “senza un cambio delle priorità questi interventi non si realizzeranno mai perché nei prossimi anni le risorse andranno a realizzare le solite grandi opere, in particolare strade, come e’ sempre stato in questi anni. Lo raccontano i dati del Ministero delle Infrastrutture: dal 2002 ad oggi i finanziamenti statali hanno premiato infatti per il 60% gli investimenti in strade e autostrade. Emblematici sono i dati degli interventi realizzati durante la scorsa legislatura: 3.900 km tra strade provinciali, regionali e nazionali, 217 km di autostrade, 62,6 km di linee ferroviarie ad Alta Velocità, 58,6 km di metropolitane, 34,5 km di tramvie. Inoltre sono state sospese o cancellate linee ferroviarie per 205 km.

Eppure in Italia nelle principali aree metropolitane e conurbazioni vivono ben 25 milioni di persone, il 42% della popolazione nazionale, ed è nelle città che ancora nei prossimi anni, secondo tutti gli studi, andrà concentrandosi la crescita della popolazione.

Ci si riferisce a  linee di metropolitane e tram indispensabili a recuperare i problemi di congestione del traffico a Roma, Torino, Bologna, Palermo, Cagliari.

Di linee ferroviarie al Sud che versano in uno stato di degrado senza speranza dalla Calabria alla Sicilia, dal Molise alla Sardegna, alla Puglia. E di collegamenti ferroviari al Sud come al Nord che risultano fondamentali per le merci (come dal porto di La Spezia al Brennero, o da quello di Ancona a Roma) e per i collegamenti tra tanti centri rimasti in questi anni senza un servizio degno di questo nome. Interventi distribuiti in tutta Italia che comporterebbero una spesa limitata, rispetto alle solite grandi opere, ma che sembrano condannate a non vedere mai la luce visto che per la loro realizzazione mancano risorse pari a quasi 10,8 miliardi di euro.

Elenco riassuntivo delle opere prioritarie per lo Studio “Pendolaria“  di Legambiente per i pendolari Infrastruttura Bacino d’utenza Costi (mln di euro) delle tratte interessanti il Centro Italia, Roma,  il Lazio e la Tuscia.

Linea Roma-Ancona, raddoppio tratta P.M. 228- Albacina-Castelplanio (incluso acquisto materiale rotabile)  con 50.000  utenti interessati           costo  mln di euro 593

Chiusura anello ferroviario Roma a Nord        con 600.000 utenti interessati      costo  mln di euro 547

Raddoppio FL4 Castelli Romani                         con 450.000 utenti interessati     costo  mln di euro  250

Prolungamenti metro Roma e conversione in metro e tram delle linee ferroviarie ATAC con 900.000 utenti interessati   costo  mln di euro   467

Elettrificazione e velocizzazione della Line  Ferroviaria Sulmona-L’Aquila-Rieti-Terni  con 290.000 utenti interessati   costo mln di euro  442