Regione Lazio: Bando di 11 milioni di Euro per la ciclovia Assisi Roma

di Simone Stefanini Conti

NewTuscia – ROMA – Saranno resi noti a breve gli esiti del bando rivolto ai comuni del Lazio per realizzare i tratti di CICLOVIA che collegherà Assisi a Roma e per mettere in rete quelle che già ci sono.

Per la mobilità sostenibile della regione Lazio a breve verranno resi noti gli esiti del Bando di 11 milioni di Euro  per le ciclovie. Il programma della ciclovia Assisi-Roma prevede un passaggio  sulla Valle del Tevere.

Un provvedimento a favore della mobilità sostenibile, mirato alla difesa dellambiente e alla riduzione dellinquinamento. La Regione ha messo a disposizione 11 milioni di euro di risorse. Il bando è stato prorogato. Le manifestazioni di interesse dovevano essere presentate entro il 20 febbraio scorso.

Nel provvedimento sono inoltre riportati i chiarimenti intervenuti a seguito di richieste da parte dei soggetti proponenti, in tema di enti di gestione delle aree naturali protette, Municipi di Roma Capitale, importi massimi dei singoli lotti funzionali e numero di proposte ammissibili da parte di uno stesso ente richiedente.

Nel provvedimento sono riportate le modifiche in materia di cofinanziamento e i chiarimenti intervenuti a seguito di richieste da parte dei soggetti proponenti, in tema di enti di gestione delle aree naturali protette, Municipi di Roma Capitale, importi massimi dei singoli lotti funzionali e numero di proposte ammissibili da parte di uno stesso ente richiedente.

Il Bando proposto ai Comuni dalla regione Lazio intende promuovere e sostenere la mobilità nuova, in particolare quella ciclabile, per svilupparne luso trasportistico sia per gli spostamenti quotidiani (casa/scuola/lavoro/servizi) sia per le attività turistico ricreative.

Veduta della  Valle del Tevere in cui dovrebbe essere realizzata una pista ciclabile.

Innovare e aumentare la qualità dei nostri trasporti in unottica sostenibile, concludeva la consigliera Avenali, per migliorare la qualità di vita dei cittadini, decongestionare le città dal traffico e promuovere occupazione e turismo per realizzare un sistema strutturale e intermodale che contribuisca al complessivo rilancio del Lazio”.

Relativamente alla disciplina e sviluppo dei Percorsi Ciclabili in ambito nazionale, ricordiamo che il presidente del Consiglio Nazionale dei Sindaci dell’Anci, Enzo Bianco, a conclusione della Conferenza nazionale sulla Mobilità sostenibile, aveva richiesto l’elaborazione di un Piano nazionale e il trasferimento alle Città metropolitane, grandi aree urbane del Paese, della pianificazione del Trasporto Pubblico Locale.

In questo senso, il ventaglio delle indicazioni più coerenti per dare attuazione al programma della regione Lazio sulla MOBILITA ALTERNATIVA , con la visione di città sostenibile e competitiva descritta nei riferimenti strategici, si possono così riassumere:

  1. Allargare gli spazi per la mobilità dolce: le zone a velocità limitata , le isole ambientali, le aree pedonali, la ciclabilità diffusa. Occorrerà promuovere gli interventi utili a migliorare la sicurezza di tutti gli spostamenti: incremento dei livelli di servizio delle infrastrutture (ampliamento marciapiedi, manutenzione, qualità della progettazione, segnaletica), sviluppo delle misure di traffic calming (dissuasori, rallentatori, rotatorie, chicane ecc.), introduzione di strumenti, tecnologie e soluzioni per gli standard di sicurezza (segnalatori luminosi di velocità, videosorveglianza ecc.), diffusione di una cultura della sicurezza a tutti i livelli (Amministratori, pianificatori, progettisti, utenti della strada, cittadini).
  2. Potenziare le infrastrutture dedicate per il trasporto collettivo sia per la penetrazione nelle aree urbane, sia per gli spostamenti interni (metropolitane, tram, ferrovie suburbane, people mover, parcheggi di scambio, corsie preferenziali, corridoi della mobilità…).
  3. Rafforzare e diversificare i servizi di trasporto collettivo, sviluppando in particolare i servizi di integrazione intermodale (pianificazione degli orari, attrezzaggio dei nodi di interscambio, integrazioni tariffarie, informazioni in tempo reale, ecc.). Potenziare e valorizzare la leva dell’intermodalità in particolare per l’uso della bicicletta, attraverso la diffusione di ciclo-stazioni custodite con personale e/o con sistemi automatizzati per l’interscambio bici/bus e bici/treno.
  4. Incoraggiare i dipendenti delle Amministrazioni comunali alla mobilità sostenibile con obiettivi ed impegni precisi stabiliti dalle Amministrazioni stesse, facilitando allo stesso tempo l’uso dei mezzi più ecologici (ad es. maggiore disponibilità di parcheggi sicuri per le biciclette nelle sedi di lavoro).
  5. Favorire la diffusione delle figure di mobility manager e più in generale lo sviluppo delle politiche di mobility management a tutti i livelli (poli della pubblica amministrazione, poli industriali, poli commerciali e di servizio, aree urbane allargate ecc.) e promuovere la shared mobility per moltiplicare le opportunità di investimento a favore degli operatori del trasporto ed ampliare il ventaglio delle scelte modali per i cittadini.
  6. Sviluppare servizi digitali a valore aggiunto sia per gli utenti del trasporto pubblico, sia per gli automobilisti, sia per gli operatori commerciali (trasporto merci, operatori turistici) e ripensare l’organizzazione dei flussi delle merci nelle area urbana, attraverso i modelli avanzati di city-logistics.
  7. Il documento di Catania raccomanda, infine, lincentivazione della mobilità elettrica, quale salto di paradigma tecnologico, organizzativo e di opportunità imprenditoriale verso un nuovo modello di trasporto urbano e di smart mobility.