Saviano: “Con il mio libro testimonianza sull’immigrazione smonto la propaganda di Salvini” (Video)

Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – E’ un Saviano “contro” quello che ha presentato al teatro Caffeina di Viterbo, davanti al tutto esaurito in sala, il suo ultimo libro fotografico “In mare non esistono taxi”. Un libro con 90 foto sul tema dell’immigrazione, ieri e oggi.

Un Saviano come sempre pungente che, a Viterbo, è venuto per la terza volta, sempre per Caffeina (manifestazione che partirà il 22 giugno fino al 30 giugno nel centro storico di Viterbo e, quest’anno, tratterà principalmente di presentazione di libri). Prima di lui hanno anticipato Saviano Filippo Rossi e Andrea Baffo, creatori del festival culturale viterbese, e Giorgio Nisini, scrittore e professore, da anni presente a fianco di Baffo e Rossi a Caffeina.

Roberto Saviano, in circa 40 minuti di monologo, seduto su una vecchia cattedra sul palco del teatro Caffeina di Viterbo in via Cavour, ha ripercorso fotograficamente la sua interpretazione del fenomeno immigrazione in Italia e ha espresso, mediante le foto più significative degli ultimi anni sul fenomeno migratorio ma anche mediante foto d’archivio, la sua opposizione ed ironica critica nei confronti dell’attuale ministro degli Interni Matteo Salvini. Mai nominato direttamente ma al centro di tutto il suo intervento a braccio.

Sotto l’indice di Roberto Saviano è finita la “propaganda” sul tema dell’immigrazione. Saviano, come ha detto direttamente lui stesso, ha voluto scrivere “In mare non esistono taxi” per chiarire la verità di come stanno i fatti sui barconi e si chi arriva in Italia fuggendo da guerre e carestie. Il tutto con ampia documentazione fotografica, per Saviano “la testimonianza più forte di come stanno veramente le cose”. Per lo scrittore e giornalista partenopeo le foto permettono direttamente di capire il dramma di chi fugge. Contro ogni propaganda facile. “Serve documentarsi, leggere e approfondire le cose – ha detto Saviano – ma per questo servono mesi, mentre per emozionarsi basta un post ad effetto e tutti, con i social, poi ci credono. Ricordo un post di Trump che diceva che il Papa era a suo favore per la Presidenza, ovviamente era una bafula ma ci furono miliardi di condivisioni e il fatto sembrò vero”.

Saviano ha richiamato presunti luoghi comuni come i telefonini dei migranti considerati beni di lusso mentre per lui sono “necessari per chiedere aiuto in mare, tante volte sono serviti per essere geolocalizzati sui gommoni alla deriva”, quindi la storia di rimandarli “a casa”. “Quando tornano in Libia – ha continuato Saviano – i migranti vengono rimessi nei cmapi di concentramento: per tornare indietro devono ripagare: tutto si basa sul business”.

Pienone al teatro Caffeina con biglietti andati out in pochi giorni. Alla fine del suo intervento Saviano ha firmato il suo libro a tante persone. Abbiamo cercato di avvicinarlo per un’intervista ma non c’è stato concesso.