Coltivazioni biologiche, se ne parla a San Lorenzo Nuovo

di Serena Biancherini

NewTuscia – SAN LORENZO NUOVO – Si parla di coltivazione biologica nella sala Consiliare del comune di San Lorenzo Nuovo. Un tema che lungi dall’essere una faccenda oscura, data la visibilità che hanno avuto le colture di nocciole negli ultimi mesi, fa avvertire la necessità di approfondimenti ben ponderati che illustrino pro e contro e infine trovino un mezzo per salvaguardare l’interesse di coltivatori – consumatori e il patrimonio a trecentosessanta gradi del Lago di Bolsena. La storia, con i suoi reperti archeologici, che si fanno arte e vita brulicante di epoche riportate alla luce, reclama la sua parte di attenzione; le foreste, i boschetti, con variegata semplicità infondono un ritmo diverso al respiro del litorale lacustre.

Dunque di un’intesa tra agricoltura e ambiente si compone il convegno odierno, organizzato nell’ambito delle giornate dell’ambiente 2019 dall’associazione Bolsena lago d’Europa. Nello specifico si parla di Solanum tuberosum, comunemente detta patata.

Il nostro territorio ha caratteristiche particolarmente adatte ad ospitarne la coltivazione per particolarità chimiche e climatiche e, anche se la pianta è soggetta all’esposizione di patogeni, vi sono dalla parte di chi tenta il biologico, oltre alla consapevolezza di guadagnare a distanza di anni risorse altrimenti sprecate, tecnologie e competenze. Troppo spesso, è il caso di molti che praticano tale attività nel tempo libero, nell’agricoltura convenzionale si instaura quella routine che porta ad applicare un diserbante o un parassitario quando si ha tempo o in dose doppia perché considerato più efficace, danneggiando insieme ai parassiti anche le risorse del suolo e altri organismi viventi. La coltura biologica invece non mira a distruggere tutti i parassiti, solo a mantenerli entro un limite controllabile.

Si basa sul concetto di convivenza con il problema e focalizzando l’attenzione sul momento in cui la coltura è più a rischio e quello in cui si può intervenire, indaga sulla struttura chimica e fisiologica di piante, parassiti e terreni per poter meglio codificare un’azione mirata che vada applicata solo se necessaria.

Vi sono per esempio antiparassitari da applicare due ore prima che piova, o in una certa stagione, e questo è facilmente risolvibile grazie ai costanti aggiornamenti meteorologici; poi per aumentare la resa qualitativa di un terreno si usa per esempio la tecnica del ciclo di colture, secondo il quale la patata viene piantata ogni 4 anni, alternata ad orzo e grano. E ancora strategie che uniscono le vecchie pratiche, quelle dei nostri nonni, alla tecnologia moderna. Nel caso del lago di Bolsena puntano a studiare misure che permettano di salvaguardare la biodiversità del bacino imbrifero e le coltivazioni che vi sono presenti, contribuendo a migliorare la coltura di quelle esistenti e dare il via a tecniche che uniscano sviluppo agricolo e sostenibilità ambientale per quelle future.

Tanti gli argomenti sfiorati al convegno, alcuni approfonditi, non mancano illustrazioni di problematiche. Per esempio il rame è ancora utilizzato anche se verrà sostituito gradatamente, con il tempo, integrandolo con sostanze di origine naturale. I costi poi sono più alti, eppure se in tempi ristretti la spesa aumenta su scala più ampia, decennale, porterà un grosso risparmio dal punto di vista idrico e della resistenza alle malattie della patata, dunque economico.

Dall’irrigazione, ai danni provocati dalla fauna selvatica, andando di pari passo con gli interventi dei convenuti si dipanano spiegazioni esaurienti per affrontare il tema concretamente e con una prospettiva più ampia possibile.

Esemplificative la testimonianza diretta di un agricoltore che ha scelto il biologico, sostenuto dai molti acquirenti che nelle Coop optano per prodotti di questo tipo, e i risultati ottenuti contro funghi, virus, batteri, i principali agenti contrastanti la salute della patata. I rimedi d’altra parte posso essere in alcuni casi naturali, come la propoli.

Una visita a un appezzamento biologica di patate chiude la conferenza che ha visto alternarsi il presidente della cooperativa di San Lorenzo Nuovo, il dirigente della Coop Lazio Nord, Massimo Pelosi, il professore Balestra dell’Unitus, il coltivatore biologico Luca e tecnici specializzati.