Camorristi latitanti nel viterbese, finiti al processo anche tre favoreggiatori

NewTuscia – VITERBO – La vicenda, l’assassinio a colpi d’arma da fuoco del giovane Vincendo Amendola di 18 anni, che ha avuto luogo a Napoli, si è conclusa a Ponte Cetti, all’interno di un casolare dove i suoi aguzzini facenti parte di un’associazione di stampo mafioso si erano rifugiati.

Condannati all’ergastolo, la campagna viterbese ha accolto per mesi a sua insaputa i camorristi Giovanni Tabasco e Gaetano Formicola, entrambi di 24 anni, la cui latitanza è stata favoreggiata da altre tre persone ora finite al Palagiustizia.

Domenico e Pasquale G. e Giulio D. M. sono stati incastrati dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, ma il linguaggio che usavano tra loro era in stretto dialetto napoletano, tanto arduo da comprendere che gli inquirenti si sono dovuti avvalere di una persona competente che riuscisse a tradurre in italiano i dialoghi.

I fatti si sono svolti nel marzo del 2016 e nel novembre venturo si svolgerà la prossima udienza.