di Stefano Stefanini

NewTuscia- ORTE – Il Palazzo Roberteschi sede dell’Ente Ottava Medievale ha recentemente ospitato la conferenza dal titolo “San Bernardino di Orte: storia e degrado”.

Opportunamente il direttore della Biblioteca specializzata dell’Ente Ottava Medievale, Abbondio Zuppante ha scelto di approfondire descrivere lo stato di forte degrado in cui attualmente versa il Convento francescano di San Bernardino e la sua chiesa, realizzati  nel 1464 sul colle omonimo, che già in epoca etrusca ha ospitato una necropoli  accanto alla rupe ove sorge la città di Orte.

La Conferenza era stata tenuta da Abbondio Zuppante, responsabile della Biblioteca dell’Ente Ottava Medievale e da Damien Ruiz, studioso francese di francescanesimo medievale e autore di diversi saggi sull’argomento, che ha  delineato le vicende  del complesso francescano legato a  san Bernardino da Siena.

La finalità più significativa del Convegno è stata quella di sensibilizzare gli amministratori locali, la comunità cristiana, il mondo della cultura e la cittadinanza tutta sull’urgenza di elaborare un progetto di recupero del complesso conventuale (che comprende oltre alla Chiesa del XV secolo ed alle strutture conventuali del XVII secolo, il Collegio realizzato nel 1928, una palestra, un campo sportivo ed una tipografia degli anni Settanta del Novecento, ed una vasta area  boschiva) che risulta, dopo alterne vicende patrimoniali e trasferimenti di proprietà, di nuovo in vendita al considerevole prezzo di  3.100.000 euro.

Il Colle di San Bernardino non può essere lasciato nel degradato abbandono attuale in modo particolare per i profondi legami consolidatisi con la Città,  infatti il Convento fu realizzato grazie ad un lascito testamentario di una facoltosa famiglia ortana nel secolo XV ed affidato da sempre ai seguaci di Francesco di Assisi, che vi svilupparono nei secoli il luogo privilegiato di formazione dei giovani alla Regola di Vita francescana e ove vi soggiornarono  più volte Bernardino da Siena, oltre a San Giovanni da Triora, nel 1816 martire francescano in Cina – luogo sempre  profondamente amato dagli ortani, ove nei secoli vi hanno celebrato matrimoni, ricorrenze felici della loro vita.

Dobbiamo registrare con estremo rammarico che lo stato di abbandono del complesso ha fatto registrare negli ultimi anni incresciosi fenomeni di deturpazione, di danneggiamento e di sfregio delle strutture conventuali, che attendono un adeguato progetto di risanamento e di recupero alla fruizione, oltre che di carattere ricettivo, sanitario o assistenziale, di concreta fruizione religiosa, culturale e ricreativa da parte della popolazione, per l’assoluta pregevolezza ambientale del luogo.

L’auspicio degli organizzatori del Convegno  e di chi ama e apprezza il Colle di San Bernardino è quello che il Convegno, opportunamente organizzato dalla Biblioteca dell’Ente Ottava Medievale, sia il primo atto di un processo che, seppur lungo e difficile, possa riportare il luogo ad una piena funzionalità e una concreta fruizione culturale, ricreativo-sportiva e religiosa a beneficio della cittadinanza e di quegli operatori economici che vorranno acquisire il complesso per una nuova produttiva destinazione d’uso.

Per contribuire alla divulgazione delle finalità del Convegno di Palazzo Roberteschi – chi scrive ed il collega Gaetano Alaimo – abbiamo dedicato ai relatori Abbondio Zuppante e Damien Ruiz una puntata della trasmissione Fatti e Commenti in onda su Teleorte, su www.teleorte.it e su www.newtuscia.it

Riportiamo di seguito il testo – molto significativo in particolare perché scritto da una neo cittadina di Orte – della lettera inviataci il 26 maggio scorso da una gentile Lettrice che ha visitato il complesso del Colle di San Bernardino.

“Oggi mi sono commossa. Nella mia abituale camminata di salute sono arrivata al complesso di San Bernardino ad Orte, ho preso la residenza da quasi un anno in questa bella e frizzante realtà provinciale.

Ebbene, arrivando a San Bernardino mi sono emozionata, e ho pianto, come quando si ha compassione di una bella signora violata e abusata.

La compassione “cum patior”, sentimento nobile di partecipazione alla sofferenza altrui, manifestazione di un tipo di amore incondizionato che non può chiedere niente in cambio.

Quello che ho provato oggi, insieme ad una tristezza infinita per la bellezza del luogo degradato, ma allo stesso tempo mi sono chiesta: “come è stato possibile tutto questo?”

Sono straniera, vengo da fuori, e ho scelto Orte per viverci.

Possibile che non si riesca a far nulla per questo sito? Potrebbe essere acquistato, (obbligando la società proprietaria che ha già sicuramente guadagnato molto dall’acquisizione), da qualche ente statale o locale affinché possa inserirci una scuola di restauro, o di altra specializzazione, per fare in modo che tale e tanta bellezza non marcisca e non venga più abusata e violata. Auspico vivamente che si possa trovare una soluzione alternativa a tale scempio.

Ad maiora, e che San Bernardino continui a benedirci nonostante l’indifferenza al Male.”