Caso Qneud, la ragazza non accusa il Maestro Lino

NewTuscia – ACQUAPENDENTE – La ragazza di 24 anni originaria di Monza, la cui madre ha denunciato il presunto fondatore della comunità Qneud (Questa Non E’ Una Democrazia), originario di Napoli di nome Pasquale Gaeta, ma di fatto conosciuto come “Maestro Lino”, è stata ascoltata oggi in udienza protetta.

L’uomo secondo l’accusa stava aveva stabilito la sede ad Acquapendente, in una casa il cui affitto tra l’altro sembrerebbe essere stato pagato dalla ragazza, psicologicamente più debole e soggetta dal 2017 alla cosiddetta psicomagia, una pratica basata sulla guarigione attraverso gesti dai forti connotati emotivi e simbolici anche se privi di alcun tipo di logica.

Nel caso specifico l’accusa basata sulle affermazioni della madre della ragazza, affermerebbe che la 24enne una volta conosciuto il “maestro” ad un corso di Naturopatia, dopo essersi allontanata dalla famiglia sia emotivamente che fisicamente andando ad abitare con un uomo di oltre 40 anni più grande di lei, sarebbe diventata la sua schiava sessuale, plagiata dalla convinzione di diventare una dei futuri membri del gruppo Qneud. La base di questa pseudo comunità, secondo l’accusa, era la purificazione dell’anima attraverso il sesso con il santone e la masturbazione.

Preoccupata dal cambiamento caratteriale incorso sulla giovane, la madre, lette alcune pagine del diario di questa e vari messaggi inviati alle amiche constatanti la sua condizione, avrebbe appreso la drammatica situazione.

Oggi l’udienza in cui la giovane è stata ascoltata dal Gip è avvenuta nella maniera più protetta possibile: separata dal presunto aguzzino mediante un paravento tale da impedire anche il contatto visivo più lieve, ha risposto a tutte le domande che le sono state poste, ma in nessun caso ha accusato Gaeta, nei confronti del quale è stato comunque disposto il divieto di avvicinamento a meno di 100 metri.

Per evitarle inoltre un ulteriore stress la sua testimonianza inoltre sarà valida anche in caso di processo, senza il bisogno di testimoniare nuovamente.