NewTuscia – BAGNOREGIO – Abbiamo sopportato pazientemente tutte le falsità e le calunnie sparse a piene mani dal nostro avversario, perché convinti che a definire certi personaggi sono le loro dichiarazioni. Ma con la lettera diffusa oggi si è passato il segno. Ancora una volta nemmeno prendiamo in considerazione le speculazioni che costui, come un disco rotto, ripete dall’inizio della sua celeste discesa in campo, proveniente dall’empireo, dove normalmente staziona.

Del resto il colpo di coda del finto buono candidato della lista avversaria, in crisi di consensi e di visibilità, ce lo aspettavamo. Ma credevamo che, dopo gli avvertimenti dei giorni scorsi, questo sarebbe rimasto entro i limiti del codice penale. Evidentemente la nostra fiducia nella comprensione umana era mal riposta.

E siccome non siamo più disposti a tollerare le congetture tossiche di un signore che, atteggiandosi a novello salvatore della patria, si sente autorizzato a sputare le peggiori menzogne senza pagare dazio, abbiamo dato mandato ai nostri legali di valutare se nelle affermazioni contenute nella lettera, e in quelle diffuse precedentemente, si possono ravvisare gli estremi della diffamazione.

In caso affermativo, procederemo in ogni sede. Ovviamente tale azione riguarderà tutti coloro che contribuiranno, e hanno contribuito, a diffondere tali e tante bugie, che vanno a ledere la dignità, prima ancora che l’impegno, delle persone coinvolte.

In particolare questo Luigi Einaudi dei poveri dovrà spiegare, non a noi, ma ai giudici, la fondatezza di quello che asserisce essere “falso”, rispetto agli incassi del biglietto di Civita e alla loro destinazione. E già che ci siamo, dovrà portare le prove “dell’omertà che rasenta la vergogna sociale” e dei “libri paga”.
Dovrà fare nomi e cognomi, spiegare fatti e circostanze. Dire dove e come questi gravissimi reati sono stati consumati, e, soprattutto, da chi.
Altrimenti è solo un povero calunniatore, che va relegato ai margini della comunità bagnorese.

Tutto è comprensibile, specialmente in campagna elettorale, meno che rovistare nel letame, anche perché gli schizzi possono tonare in faccia ai mestatori.
Chiaramente questo concetto l’unto del signore, dall’alto della sua sapienza, non l’ha considerato.

Ps 1 – se, come dice, non ha mai avuto mire politiche, è forse per chiamata divina che dopo trent’anni in cui dei destini di Bagnoregio se n’è fregato altamente, ci dispensa le sue ricette salvifiche?

Ps 2 – gli operatori economici che ruotano intorno a lui li abbiamo già visti all’opera in passato. Possiamo farne tranquillamente a meno.