E’ l’americano di origini coreane Pang Michael Aaron il presunto omicida di Norveo Fedeli

NewTuscia – VITERBO – Si chiama Pang Michael Aaron, ha 22 anni ed è un cittadino americano di origini coreane. E’ il fermato ed indagato per essere il presunto autore dell’efferato omicidio di Norveo Fedeli, il 74enne commerciante viterbese ucciso in via San Luca a colpi di sgabello. Gli esiti delle rapidissime indagini sono state rese note nel corso di una conferenza stampa svoltasi alla Procura della Repubblica di Viterbo.

Per arrivare in meno di 24 ore dai fatti all’arresto del presunto assassino è stato necessario il lavoro coordinato di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, che hanno diramato immediatamente le immagini delle telecamere del 22enne  Pang Michael Aaron e, in stretto riserbo, la foto è stata mandata a tutte le effettive pattuglie e forze dell’ordine. Il riserbo sulla foto del presunto omicida è stato dettato anche dai rischi di fuga di notizie e per garantire l’incolumità a tutti coloro che hanno collaborato alle indagini lampo.

Pang Michael Aaron è stato rintracciato a Capodimonte presso un bed and breakfast de territorio: era entrato in Europa grazie al sistema di accordi di Schengen. Dentro la camera di Aaron sono state ritrovate le

scarpe sporche di sangue ed alcuni capi d’abbigliamento rubati nel negozio di Fedeli, insieme a ciò il portafoglio di Norveo Fedeli. Il presunto assassino è stato incastrato da alcuni dettagli come l’essere entrato vestito in un modo ed uscito in un altro (avendo lasciato dentro il negozio il primo vestito, sporco di sangue) e un telefonino che è stato rinvenuto a pochi metri dal negozio di Fedeli di via San Luca.

Il procuratore Paolo Auriemma ha lodato la stretta sinergia tra le forze dell’ordine che ha portato al fermo di  Pang Michael Aaron.

La ricostruzione dei fatti è stata ricordata dal Capo della Squadra mobile di Viterbo, Gian Fabrizio Moschini, che ha detto che  Pang Michael Aaron era venuto già altre volte nel negozio di Fedeli cerca di pagare alcuni capi d’abbigliamento del valore di varie centinaia di euro con una carta di credito straniera non valida e non funzionante: lo stesso Fedeli avrebbe parlato dell’accaduto ai familiari ma con tranquillità, senza sporgere denuncia.

Auriemma ha detto che Fedeli è stato ucciso a colpi di sgabello: l’arma del delitto era dentro il negozio. Le indagini sono subito andate a buon fine per le prove testimoniali e fotografiche che sono state prese dagli inquirenti. L’uomo è stato trovato in un lago di sangue con la testa fracassata. Il Procuratore capo ha tenuto a precisare che si tratta di un “caso isolato”, per cui la cittadinanza e i commercianti non devono avere alcuna paura. Secondo Auriemma questa paura è “infondata perché le rapide indagini che hanno portato il Pm Eliana Dolce, alle ore 17,  ad emettere il provvedimento di fermo del presunto omicida, con il lavoro stretto ed efficace delle forze dell’ordine” sono le risposte più importanti a chi ha paura.

Il Comandante del reparto operativo dei Carabinieri di Viterbo, Guglielmo Trombetta, ha ricostruito le modalità con cui si è riusciti ad arrivare al fermo di Pang Michael Aaron. “Con l’intuizione di due carabinieri di Marta e Capodimonte – ha detto il Comandante – che hanno riconosciuto il soggetto immortatalato nella foto segnaletica. Pang Michael Aaron era stato fermato e controllato un mese e mezzo fa dalla stazione dei Carabinieri di Capodimonte. Una volta che i due carabinieri hanno riconosciuto il soggetto abbiamo circoscritto le ricerche dell’uomo al territorio del lago di Bolsena, dato anche che un collega lo aveva visto il giorno precedente all’omicidio. in particolare abbiamo avviato le indagini affidandoci ai sistemi di videosorveglianza locali: l’uomo è stato ripreso a Capodimonte nelle ore successive al delitto con gli stessi vestiti di quando è uscito dal negozio di abbigliamento dov’è avvenuto l’omicidio. Sono quindi scattate le misure che hanno portato al fermo dentro il B&B dove soggiornava  Pang Michael Aaron: qui sono stati trovati gli stessi occhiali ripresi dalle telecamere, la refurtiva, i soldi presi alla vittima e la carta di credito fasulla con cui aveva finto di pagare i vestiti. E’ stato solo allora che abbiamo chiamato la Pm Dolce per chiedere il provvedimento restrittivo. L’uomo, inoltre, aveva dei piccoli tagli sulla mano ed il viso e del sangue, tutti elementi” che hanno portato all’arresto”.