Il destino delle Masse di San Sisto e delle Terme libere viterbesi

Daniela Proietti

NewTuscia – VITERBO – Un altro capitolo si apre sulla lunga storia delle Masse di San Sisto, il complesso termale gestito da un’associazione, che rischia la chiusura a breve.
Dopo l’annunciata e temuta, poi scongiurata, sigillatura del 17 aprile scorso, giorno in cui, ricordiamo, una moltitudine di persone si sono ritrovate a manifestare in loco e che ha visto la presenza del Sindaco di Viterbo Giovanni Maria Arena, alle ore 11 di domenica 5 maggio, si terrà un ulteriore incontro, per discutere di questa delicata situazione.

I membri del Comitato Masse di San Sisto, hanno invitato il Prefetto Dott. Giovanni Bruno e il Sindaco Giovanni Maria Arena, la Onlus Italia Nostra, associazione di salvaguardia di beni artistici, culturali e naturali e la stampa. Si stima, inoltre, la presenza di oltre quattrocento simpatizzanti.

Al termine della manifestazione verrà offerto un rinfresco ai presenti.
Le autorità, com’è normale che sia, non verranno coinvolte, ma potranno ascoltare le storie di tante persone che da decenni frequentano le terme, conosceranno la situazione e le problematiche.

Su queste difficili circostanze, sono stati posti una moltitudine di interrogativi, che non trovano al momento delle risposte chiare.
Si teme che l’abbassamento delle acque presso la fonte principale del Bullicame (la “callara”) possa essere addebitata ad un tiraggio troppo alto da parte della società Free Time, dato che ad oggi non risulterebbe essere in funzione alcun GSM (misuratore di portata), tramite il quale la Regione, ente demandato dallo Stato, è in grado di stabilire quanta acqua venga realmente munta. E’ possibile che la fonte principale del Bullicame, trovandosi ad un’altitudine maggiore rispetto alle Masse, possa subire le conseguenze di un pompaggio d’acqua maggiore a quello concordato?

Ci si domanda, inoltre, se i lavori che dovrebbero partire a breve, dato il loro carattere invasivo, possano arrecar danno al sito archeologico ubicato in prossimità del luogo in cui verranno effettuati e, soprattutto, se la cisterna possa bloccarsi.

Ci auguriamo, quindi, che la situazione evolva nella maniera più proficua, che vengano tutelati i 12 600 iscritti e le persone che da tanti anni si occupano con dedizione e passione alla cura dell’ormai storico sito termale.

Pubblichiamo di seguito, in forma integrale, il comunicato stampa dell’ “Associazione Le Masse”

Il futuro delle Masse di San Sisto è ancora sotto la minaccia dell’esecuzione di una ordinanza giudiziaria cosiddetta “d’urgenza”, provvisoriamente esecutiva, seppur già impugnata e sottoposta al già avviato procedimento di merito. Solo con la conclusione di questo procedimento si potrà giungere ad una vera sentenza, la quale, peraltro, potrà essere assoggettata ai canonici tre gradi di giudizio, come previsto dal nostro Ordinamento Giuridico.

Proprio per l’evidente caratteristica della provvisorietà dell’Ordinanza, continueremo a batterci, nel rispetto della legge, affinché, nell’immediato, non vengano posti in esecuzione provvedimenti dal carattere definitivo, che potrebbero avere natura irreversibile e compromettere, una volta per tutte, la funzionalità e la bellezza di un luogo tanto caro e utile a decine di migliaia di cittadini.

Prima che ciò si verifichi, ci aspettiamo che vengano esaminati, da parte degli enti preposti e dall’autorità giudiziaria stessa, tutti gli elementi che sussistono a tutela dell’uso pubblico dell’acqua presente sul terreno delle Masse.

In primo luogo, non si comprende come la Regione Lazio, nel rilasciare l’ampliamento della Concessione alla Free Time, abbia potuto disconoscere un suo specifico provvedimento, approvato il 29/1/2014 all’unanimità dal Consiglio Regionale. Si tratta dell’Ordine del Giorno di istruzione alla Giunta Regionale n. 126 che “impegna il Presidente della Regione e la Giunta affinché intraprenda tutte le iniziative necessarie a garantire una gestione delle acque termali della Città di Viterbo finalizzata a salvaguardare tutte le attuali fonti termali pubbliche gratuite e/o basso costo facilmente accessibili dalla cittadinanza (…)”.

Altro interrogativo concerne atti ufficialmente approvati dal Comune di Viterbo (Delibera di Giunta n. 110 del 28/3/2014 e di Consiglio n. 139 del 18/9/2014), con i quali l’Ente avrebbe dovuto ottenere, in luogo dei privati, tutte le nuove concessioni termali e tutti gli eventuali ampliamenti a decorrere da quella data.

Non ci risulta che questi provvedimenti siano stati rispettati, perciò chiediamo, a nome di tutti i frequentatori delle Masse e di tutti coloro che ci sostengono e ci incitano a non mollare, di avere spiegazioni esaurienti sulle tante questioni ancora poco chiare e di rinviare l’esecuzione di qualsiasi provvedimento definitivo finché chiarezza non sarà fatta.

Sono ancora troppi gli interrogativi che richiedono una risposta prima di poter gettare la spugna. E’ in gioco un bene troppo prezioso per la popolazione, un bene pubblico che non può essere gestito nel solo interesse di alcuni privati. Soprattutto se, come si è potuto accertare, la sua sopravvivenza sarebbe compatibile con qualsiasi altra iniziativa progettata, se questa rispetta i parametri imposti dalla Concessione regionale.

Proprio per non mollare e far sentire la nostra voce, abbiamo organizzato per domenica 5 maggio, a partire dalle ore…, un incontro alle Masse di San Sisto, aperto a tutta la popolazione e a tutte le autorità per poter esprimere le nostre ragioni e spiegare a tutti i motivi che ci spingono a batterci per difendere un luogo che, non a caso, è stato definito dall’ANSA, appena lo scorso ottobre, uno degli otto migliori siti termali liberi d’Italia (http://www.ansa.it/canale_viaggiart/it/notizie/low_cost/2018/10/09/acqua-e-relax-ecco-le-8-migliori-terme-gratuite-ditalia_998906ff-7159-486c-b095-8506444ba2c0.html)

L’incontro, richiesto a gran voce dai moltissimi simpatizzanti e sostenitori delle Masse, sarà l’occasione per esprimere, in maniera assolutamente gioviale e pacifica, il loro ed il nostro punto di vista, attraverso testimonianze dirette ed approfondimenti sulle attività sociali e benefiche che è stato possibile realizzare nel corso degli anni, grazie all’esistenza di questo luogo straordinario. Sarà anche l’occasione per ribadire tutta la nostra massima disponibilità a cercare soluzioni condivise con tutte le parti in causa, nell’interesse della popolazione e dello sviluppo termale del territorio. Si tratta solo di vedere se la Free Time intenderà perseverare nella sua posizione di rigidità assoluta, o viceversa se vorrà cercare soluzioni condivise, come invece auspichiamo. L’invito a partecipare all’incontro è rivolto indistintamente a tutta la popolazione.”

Un pensiero riguardo “Il destino delle Masse di San Sisto e delle Terme libere viterbesi

  • 13 Giugno 2019 in 6:42
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