Ad Orte torna il 25 aprile, la Festa della Liberazione in Piazza Tito Bernardini presso gli impianti sportivi

di Stefano Stefanini 

NewTuscia – ORTE – Si torna a festeggiare il 25 Aprile ad Orte, in Piazza Tito Bernardini, Martire delle Fosse Ardeatine alle ore 10 con una cerimonia commemorativa alla presenza delle autorità cittadine civili e militari, delle associazioni combattentistiche e d’Arma, dei partiti e dei sindacati, delle associazioni culturali, degli alunni delle scuole locali e della Banda Città di Orte.

Come anticipato dalla  vice presidente Simonetta Lisari – da noi intervistata nella trasmissione  “Fatti e Commenti” in onda su www.teleorte.it e www.newtuscia.it   – in rappresentanza del  presidente dell’ANPI Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Orte, Massimo Recchioni:  “un po’ anche, nell’intento dei promotori, per rinverdire il ricordo di quando, 74 anni or sono, un popolo umiliato e allo stremo delle forze trovò un suo impeto di dignità. Grazie a quell’impeto, quel popolo – con orgoglio e coraggio – si ribellò al nemico nazifascista che aveva arrecato tanti lutti al nostro Paese e all’Europa tutta, qualcosa come 60 milioni di morti !

Dopo venti, lunghissimi mesi di Resistenza – durante i quali le nostre genti furono sottoposte a stragi, torture e indicibili angherie – la libertà trionfò sul male e si posero le basi per un futuro migliore. Oggi, di quei giorni resta un ricordo vago e questo rischia di mettere a repentaglio un bene tanto sofferto, la democrazia, che troppo spesso diamo per scontata, vediamo abusata, certamente non compiuta come i nostri padri l’avevano sognata.

Sono questi i motivi che hanno spinto il Comune di Orte e  la sezione di Orte dellAssociazione Nazionale Partigiani dItalia Tito Bernardini, con le associazioni cittadine a tornare a fare di questo giorno un momento di riflessione sul significato profondo di quella lotta di Liberazione.

L’A.N.P.I. ritiene fondamentale tramandare ai giovani, spesso poco informati, il significato profondo che seppe spingere loro coetanei, solo settant’anni fa, a donare la propria vita per un ideale. Si fa carico di questo lavoro allora, laddove è possibile, soprattutto nelle scuole. Ma lo fa, come in occasione del 25 aprile, con tutti, in piazza.

In una «Festa» de deve essere di tutti i cittadini e che mai deve perdere i suoi caratteri e la sua nobile storia.