Festa della Polizia o del Visconte dimezzato

NewTuscia – ROMA – Riceviamo e pubblichiamo.

La Polizia celebra oggi il 167° anniversario dalla sua fondazione e il Sindacato di Polizia LeS, cita Italo Calvino. “Ma è veramente una festa? Una festa, cioè a tutto tondo?” si chiede Elvio Vulcano, portavoce nazionale di LeS, che poi prosegue: “nella giornata del 9 aprile, a poche ore dai festeggiamenti,  abbiamo dovuto apprendere dell’ennesimo suicidio di una nostra collega di 50 anni, in servizio presso il Compartimento polizia stradale per l’Abruzzo ed il Molise, che lascia marito e due figli e molto sconcerto e sconforto in tutti noi. La notizia ci getta ancor più nello sconcerto, perché si aggiunge ai già numerosi casi di suicidio tra gli appartenenti alle Forze dell’Ordine. Oggi che, contemporaneamente al 167°, si festeggia anche il 60° anniversario dell’ingresso delle donne nella Polizia di Stato. Proprio loro, donne che hanno scelto di svolgere un doppio ruolo sociale, come mogli e madri, da una parte, ma anche come poliziotte, al servizio dello Stato e dei suoi cittadini, dall’altro. Loro, che devono dividersi tra la passione per questo lavoro e la famiglia, costrette, dopo 60 anni, a combattere ancora contro intollerabili atteggiamenti sessisti all’interno dei propri uffici.

Vulcano, come un fiume in piena così prosegue: “A questo proposito, come posso non ricordare il caso della Questura di Latina, dove veniva negato un bagno ad uso esclusivo del personale femminile, come, peraltro, dispongono le stesse normative, oltre che il buon senso e la logica. Un bagno poi “concesso” ma ridicolizzato con l’affissione di sfottò vari e volgari da parte di alcuni indegni colleghi sulla porta di quel bagno, poi tolto, ma non gli sfottò, come sarebbe naturale pensare, bensì il bagno ad uso esclusivo, ridiventando ad uso promiscuo, uomini/donne. Ecco, queste cose, di piccolo o grande rilievo che siano, messe insieme a turni assurdi e massacranti, a un lavoro sempre più delicato e stressante per la carenza di personale, che vede chiedere sempre di più agli operatori di polizia, sempre maggiore impegno e sempre meno libertà personale, non può che sfociare in stati di stress e di depressione. Quando questo si concatena con i problemi della vita di ogni giorno lì, dove il male prevale sul bene, si può verificare la rottura psicologica.

Per questo sono sempre più numerosi i casi di suicidio fra le forze dell’ordine che, numericamente, prevalgono di gran lunga sulla media dei suicidi fra gli altri lavoratori.” Ha poi proseguito Vulcano: “Per questo, in occasione della nostra festa, ho ritenuto di parafrasare il romanzo di Italo Calvino, perché sembra che nella Polizia ci sia una parte buona e una cattiva. Oggi la parte buona è quella che si mostra in piazza a festeggiare e premiare i propri uomini e donne, la parte cattiva, quella che nega a prescindere ogni responsabilità e ogni possibile connessione con i numerosi suicidi, è e resta nascosta dentro qualcuno. Una negazione che salva a prescindere chi di fatto avrebbe oggettive responsabilità al riguardo”. In conclusione dice Vulcano: “come nel romanzo di Calvino, il dottor Franco Gabrielli dovrà fare la parte del dottor Trelawney e riuscire a riunire le due parti per una Polizia più equa.”

Ugl-LeS  (Libertà e Sicurezza Polizia di Stato)