Carcere duro, a Mammagialla sono 49 i reclusi al 41 bis

NewTuscia – VITERBO – Dal rapporto presentato a Montecitorio dal garante nazionale dei detenuti, Mauro Palma, è emerso che su 749 reclusi nella condizione di carcere duro, il cosiddetto 41 bis, 49 sono sono ospitati nella struttura viterbese di Mammagialla.

Nel corso delle 12 visite agli undici carceri duri italiani, Palma, ha evidenziato 4 punti di criticità che riguardano la presenza di spazi riservati, l’internamento di sicurezza in concomitanza con il 41 bis, il mancato intervento delle istituzioni di sorveglianza che dovrebbero esaminare i reclami e le istanze dei reclusi e, infine, la ripetizione dei provvedimenti da applicare.

Il garante dei detenuti sottolinea l’importanza correttiva del carcere senza violare i diritti che come esseri umani hanno e sempre avranno i detenuti. Da qui il dovere di queste strutture di mettere in vigore un regime che mantenga il rispetto dell’ordine e della sicurezza al proprio interno, senza eccessi come quello che prevede la limitazione della libertà personale in misura ulteriore rispetto a quella già propria della detenzione.

Le visite a Mammmagialla sono state tre, la prima nel gennaio 2018 presso il reparto di medicina protetta a Belcolle, un’unità autonoma e ben attrezzata, nata per accogliere e sorvegliare detenuti durante la cura di patologie non trattabili nel penitenziario, ma che non permette ai pazienti di usufruire della socializzazione prevista nel programma di detenzione e li confina tutto il tempo della degenza in una stanza. La seconda visita è avvenuta nella sezione 41 bis del carcere nel novembre dello stesso anno, mentre l’ultima nel febbraio 2019.

Illustrati nel rapporto presentato anche due suicidi avvenuti nel penitenziario viterbese, e che tra l’altro presentano dei tratti simili: entrambi i giovani uomini erano in isolamento ed entrambi sono morti impiccandosi. Andrea Di Nino, 36enne è morto nel corso del regime di isolamento ad un anno dalla scarcerazione, e Hassan Sharaf, 21nne egiziano, che è stato trovato con il cappio al collo poco dopo il suo arrivo in cella, sarebbe stato rilasciato un mese dopo.

Palma si rivolge dunque al Parlamento per trovare soluzioni alle criticità delle carceri dure.