Fiera dell’Annunziata, il bilancio

di Serena Biancherini

NewTuscia – VITERBO – Ieri, lunedì 25 marzo, si è svolta nel capoluogo la Fiera dell’Annunziata, quella stessa che anni fa spiegava le sue propaggini per tutta la Tuscia.

La giornata è stata davvero calda e soleggiata. Il passante curioso che, attirato dalla congerie di colori sgargianti a tratti metallizzati provenienti dai banchi, si fosse avventurato nelle vie comprese tra porta Romana e quella Fiorentina, catturato dal riverbero tagliente degli oggetti smorzato all’ombra dei tendoni, avvicinandosi si sarebbe trovato qua, di fronte ai policromi riflessi di attrezzi tecnici, coltellini multiuso, pentole, padelle e attrezzature da cucina, là, calamitato dall’invitante freschezza delle verdure disposte in bell’ordine, con il caratteristico aroma rugiadoso, lì ancora da abiti, giocattoli, pappagallini e quant’altro.

Tutto custodito dalla più variegata progenie dell’umanità, dai commercianti della zona agli immigrati, ognuno con la propria filosofia, da quello il cui compito è attirare quante più persone con la voce e propone la sempre amata frase “ammirare senza impegno” dimostrando nel frattempo l’eccellenza di ciò che vende, all’altro che, immerso in una interessantissima osservazione di un prodotto ma l’orecchio attento per i clienti più timidi, lascia ispezionare la merce e poi al momento giusto alza lo sguardo, come a dire “serve una mano?”.

In entrambi i casi comunque chi si fosse interessato a qualcosa, e, trovandosi davanti il venditore sorridente, ne avesse domandato il prezzo, si sarebbe sentito rispondere una cifra decisamente più bassa rispetto a quella di tutti i giorni.

È questa la bellezza e l’efficacia delle fiere, l’atmosfera che si instaura e l’utilità di spendere meno, andando in giro e curiosando in una bella giornata primaverile. Eppure si è riscontrata una perdita di interesse per le fiere negli ultimi periodi e verrebbe da chiedersi quanto tutto ciò e stato visibile ieri a Viterbo.

In effetti c’erano alcuni vuoti tra una bancarella e l’altra ad indicare l’assenza di alcuni ambulanti, ma i venditori abituali e indefessi che da anni hanno il loro posto per il banco non sono mancati, prima fra tutti la simpatica nonna Pasqualina. Ed è anche vero che nel corso della mattina l’affluenza è stata parsimoniosa, però non è meno sicuro che di lunedì scuola e lavoro rivendicano la loro preminenza, e già nel pomeriggio la fiera si è animata.

Per quest’anno possiamo dire l’esposizione dell’Annunziata ha di nuovo vivacizzato la città dei Papi con merci di ogni tipo disposte su 350 bancarelle.