Ricordare il 75 anniversario dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine di Roma

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di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Il 24 marzo 1944, settantacinque anni fa, le truppe naziste portavano a termine l’eccidio di 335 vittime alle Fosse Ardeatine per rappresaglia all’attentato di Via Rasella a Roma.

In particolare L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ANPI  “Tito Bernardini” di Orte ricorda da alcuni anni l’Anniversario dell’Eccidio delle Fosse Ardeatine, rammentando le violenze incalcolabili e sommamente ingiuste subite da 335 esseri umani innocenti, tra cui il concittadino Tito Bernardini, a cui è stata intitolata la locale Sezione ANPI ed il 28 ottobre del 2016 una Piazza nei pressi degli impianti sportivi.

La sezione di Orte dei Partigiani d’Italia ricorda che “solo una coscienza cosmopolita, un’etica consapevole  e rispettosa della dignità umana dei singoli individui che abitano i popoli, potrà riconoscerci tutti come fratelli del comune Pianeta. Si invitano tutti i cittadini a farsi “ambasciatori di memoria”, con la speranza che ciò non venga più a ripetersi”.

Ricordiamo che il 28  ottobre 2016 si è svolta la cerimonia di intitolazione della Piazza limitrofa alla pista di pattinaggio nei pressi degli impianti sportivi di Orte a Tito Bernardini, ferroviere e partigiano ortano, martire delle Ardeatine.

Da più parti era  l’emersa l’esigenza di intitolare una Via o una Piazza della Città di Orte alla figura sino ad  allora dimenticata del ferroviere Tito BERNARDINI nato ad Orte il 24 aprile 1898, barbaramente torturato in Via Tasso a Roma  e poi fucilato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944. L’istanza di intitolazione era stata depositata da tempo al comune di Orte e a seguito dell’iniziativa della locale sezione dell’Associazione dei Partigiani d’Italia, presieduta da Massimo Recchioni, il comune di Orte, ha concretizzato l’intitolazione con il sindaco Angelo Giuliani, l’intero consiglio comunale, le autorità civili, militari, le Associazioni combattentistiche e d’Arma  con  la partecipazione del Gonfalone dell’Associazione dei Partigiani d’Italia  recato dal suo segretario generale, Aladino Lombardi, e dei cittadini, con all’intitolazione della Piazza nei pressi dello Stadio comunale al martire delle Ardeatine.

E’ doveroso ricordare, altresì, che nel testo della raccolta poetica di Ireno Massaini “Ricordare… resistere… sperare”  edito nel 2012 sono molti i personaggi storici evocati: nei ricordi, il Giorno della Memoria, deportati ed olocausto, odi ai Martiri delle Fosse Ardeatine, in particolare il sacrificio di Tito Bernardini alle Fosse Ardeatine, per cui  – nel corso dell’evento di presentazione del libro curata da chi scrive il 9 giugno 2012 presso la sala conferenze del Dopolavoro ferroviario di Orte – emerse la proposta da parte dell’autore e dei presenti di dedicare al ferroviere martire delle Ardeatine, sino ad allora sconosciuto a gran parte della cittadinanza, una via della cittadina che gli dette i natali. L’ANPI ha concretizzato questa doverosa memoria.

Vanno ricordate altresì le visite al Sacello delle Ardeatine a Roma promosse dalla Sezione dei Partigiani d’Italia, con la presenza di giovani e di cittadini che hanno reso omaggio alle vittime dell’eccidio.

Quindi ricordare e celebrare le vittime delle Ardeatine e della guerra di Liberazione, come di tanti uomini e donne vittime spesso innocenti della guerra – come dichiarato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – non deve limitarsi a far volgere il nostro sguardo e i nostri pensieri a un periodo tragico del nostro passato. Deve piuttosto richiamarci ai valori di quanti ne furono protagonisti e artefici, alla loro energia, alla loro volontà e al loro coraggio che in quei giorni di barbarie permisero alla nostra Nazione di risollevarsi.

Così è stato con l’Italia democratica nei settant’anni di vita repubblicana, così deve continuare ad essere nel presente e nel futuro del nostro Paese. Questa energia e la volontà di sollevarsi e ricominciare sono un patrimonio della nostra storia e della nostra gente che, come in una corsa, passa il testimone di mano in mano, per trasmettere valori e fiducia alle nuove generazioni. Il nostro Paese è depositario di tradizioni millenarie, di civiltà, di cultura, di umanità, di accoglienza, che il mondo ci invidia e ammira. ”