I comuni italiani sul decreto sbloccacantieri: norme più agili e semplificate e appalti integrati

di Stefano Stefanini

NewTuscia – I comuni italiani prendono posizione sul decreto sbloccacantieri, con richieste di norme più agili e semplificate e appalti integrati. Su Rifiuti, sicurezza, mobilità, assistenza agli anziani: stanziati 50 milioni per soluzioni innovative.

Sulle  misure “sbloccacantieri” il presidente dell’Associazione di Comuni Italiani Antonio Decaro: “Semplificare e appalti integrati per opere più veloci. Norme per ridurre il contenzioso”. “Che il tempo medio di realizzazione per opere pubbliche sotto i cinquecentomila euro sia di quattro anni e sopra i 50 milioni di quindici anni, è evidentemente un problema. I Comuni chiedono di poter procedere più speditamente ma per farlo servono interventi normativi determinati.

Noi li suggeriamo da tempo, anche in collaborazione con l’associazione dei costruttori. Oggi abbiamo condiviso questa posizione con il governo che è in procinto di emanare il decreto sblocca cantieri. E riteniamo che diverse nostre proposte saranno accolte a breve”. Lo dice il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, al termine dell’incontro con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e con il vicepremier e ministro allo Sviluppo economico, Luigi Di Maio, e con il ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, a Palazzo Chigi.

Decaro sintetizza gli interventi richiesti dai sindaci. Abbiamo chiesto norme di semplificazione soprattutto per i piccoli Comuni. Abbiamo chiesto di valorizzare le stazioni uniche appaltanti e gli strumenti di aggregazione tra Comuni.

Di semplificare le progettazioni perché non sia necessario arrivare a progetti esecutivi per le manutenzioni ordinarie. Infine abbiamo chiesto di reintrodurre l’appalto integrato, soluzione importante per i Comuni che hanno scarse risorse umane ed economiche per la progettazione esecutiva. Un altro tema che poniamo da tempo all’attenzione del governo è quello della riduzione del contenzioso: anche i ricorsi, infatti, fanno scattare la sospensione dei lavori in autotutela e di conseguenza comportano slittamenti significativi dei tempi dei lavori pubblici”.

Alla riunione con il governo, ha partecipato anche il sindaco di Cosenza e delegato per i Lavori pubblici, Mario Occhiuto “Le risorse assegnate a i Comuni riguardano opere necessarie per il paese, opere di rigenerazione urbana. E’ necessario che i Comuni abbiano riferimenti certi sulle risorse disponibili per programmare le proprie attività sul territorio. Abbiamo chiesto a Conte di rendere disponibili ulteriori risorse da destinare alle aree più degradate, a quei Comuni che hanno presentato migliaia di progetti che non sono stati finanziati. Progetti che in molti casi riguardano anche la messa in sicurezza degli edifici scolastici”.

Rispetto invece al tema degli investimenti, Occhiuto ha infine precisato: “Il governo ha previsto, attraverso Investitalia, un organismo che dovrebbe stimolare gli investimenti a livello locale, in questa direzione Anci offre la propria disponibilità a coordinare e supportare a livello locale tali opportunità di investimento necessari per la crescita del paese e la rigenerazione delle nostre città”.

Per Rifiuti, sicurezza, mobilità, assistenza agli anziani: stanziati 50 milioni per soluzioni innovative Il presidente dellAnci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, spiega così il programma Smarter Italy, finanziato con 50 milioni di euro dal ministero dello Sviluppo economico, e rispetto al quale il ruolo dei Comuni sarà fondamentale. “Cinquanta milioni di euro per finanziare soluzioni innovative ai problemi delle amministrazioni comunali nel fornire servizi ai cittadini.

Risorse, cioè, destinate a semplificare la vita delle persone nei settori più sensibili, dai rifiuti alla mobilità, dall’assistenza a disabili e anziani alla sicurezza “Ogni città – spiega Decaro – potrà manifestare la specifica criticità per risolvere la quale si chiede alle aziende di individuare una soluzione innovativa, evoluta, originale. La risposta che arriverà dalle imprese, se premiata dal giudizio della commissione, potrebbe poi essere utile per la singola città che ha avanzato la richiesta e anche per tutte le altre”.

Il nuovo strumento, previsto da un decreto ministeriale emanato a febbraio, è stato illustrato stamattina a Decaro dal sottosegretario allo Sviluppo economico, Andrea Cioffi, e dal capo di gabinetto del ministro Di Maio, Vito Cozzoli. I “bandi di domanda pubblica intelligente”, gestiti dall’agenzia per l’Italia digitale, saranno pubblicati nel giro di un mese e mezzo, ha garantito Cioffi. Decaro, in rappresentanza dei sindaci italiani, ha consegnato al sottosegretario un elenco di esigenze già raccolte dall’Anci.

E si è impegnato a individuarne altre, coinvolgendo anche e soprattutto i piccoli Comuni per i quali potrebbero essere vitali strumenti per l’educazione a distanza e di assistenza da remoto. “Credo questo sistema inneschi una competizione virtuosa – conclude Decaro – perché prodotti più innovativi avranno più chance di diventare commerciali e di interessare non solo le città che li hanno chiesti”.