Senso di marcia, il sindaco Vittorio Sgarbi risponde

NewTuscia – SUTRI – Riceviamo  pubblichiamo.

Il sindaco Vittorio Sgarbi ha ricostruito la vicenda assumendosi ogni responsabilità, prende atto e comunica che la giunta condivide pienamente il suo operato.

Vittorio Sgarbi:

Cari cittadini, il verso giusto è uno solo: quello attuale. Io non sono sordo, ma ascolto le persone che usano il buon senso e non cercano di difendere interessi e privilegi. Le considerazioni che leggo sono segno inquietante di una pigrizia mentale che e’ la ragione prima della difficoltà economica di Sutri e di tutto il paese, governato al ribasso della iniziativa dei laboriosi e degli intelligenti, in favore degli inerti e dei passivi. Il centro storico di Sutri dovrebbe essere chiuso al traffico, e, se aperto, accogliente per chi entra in città,  venendo da Roma,come è sempre stato nei secoli. Lo sviluppo urbanistico sbagliato ha favorito l’inversione del senso,determinando abitudini che oggi alcuni rivendicano come diritti.

La vostra visione è tanto distorta che avete immaginato una ricostruzione dei fatti del tutto rovesciata,nel consueto verso ingiusto: gli assessori erano tutti dalla vostra parte e, per mesi, hanno cercato di impedirmi il semplice, elementare, ripristino del senso unico, con ogni pretesto e, con molta pazienza da parte mia,proponendo qualunque variabile e sperimentazione, semafori compresi.

Il tortuoso percorso di entrata da porta Morone da’ la misura della perversione di quella scelta, gradita a pochi se da mille vi siete trovati in poche decine a manifestare. E la foto eloquente pubblicata sul sito del comune non era affatto “un attacco inverosimile”, nella consueta tendenza a esagerare e enfatizzare dei laudatores temporis acti, ma una veridica rappresentazione della realtà dei fatti.  Dove era l’attacco? Perché dovrebbe prevalere la volontà prepotente di pochi contro il buon senso e il decoro della città, già umiliata e trasandata all’inverosimile per totale assenza di spirito civico?

La decisione di ripristinare il senso unico storico e tradizionale, per l’entrata a Sutri, è solo mia, in alternativa alla giudiziosa alternativa della chiusura totale del centro storico che non ho ritenuto di applicare. Inutile evocare, o invocare, assessori o cattivi consiglieri. Mi accingo a aprire la seconda serie di mostre a Palazzo Doebbing, da Guttuso a Ligabue a Tiziano,il 16 Aprile, e non voglio mostrare a chi verrà il volto sordido ed egoista di una città che ,per eventuali e improbabili interessi commerciali , è stata ed è pronta a stravolgere il senso di marcia e il sensato accesso,per umiliare il centro storico in favore della periferia.

Mi pare di avere, questa volta attraverso gli assessori, accolto alcune esigenze dei commercianti, stabilendo la gratuità dei parcheggi per mezz’ora in piazza San Francesco e procedendo alla abilitazione e al ripristino del tappeto stradale di via Pasolini. La città non dovrà mostrare, durante i giorni di visita dei lunghi ponti che ci attendono, il suo volto peggiore e insensato. Noi andiamo avanti con le nostre azioni di rilancio culturale e civile. Sono certo che gli esercenti e i ristoratori del centro storico garantiranno, nel reciproco interesse,la possibilità di vivere e mangiar bene ai turisti,anche nel duro esercizio dello sciopero della fame. Per la storia, la dignità, la sopravvivenza di Sutri, è essenziale garantire il cibo e la vivibilità del centro storico ai tanti visitatori che si annunciano. Auguri per il digiuno,mentre la città si avvia, con il buon senso e il verso giusto, alla prosperità e al benessere.

Invio la mia secca risposta ai manifestanti che annunciano lo sciopero della fame per l’inversione del senso di marcia nel centro storico. Mi pare divertente.

Vittorio Sgarbi