Inchiesta Crea, indagato anche il presidente Salvatore Parlato

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NewTuscia – VITERBO – L’indagine sul Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, ha tra i suoi principali protagonisti il direttore della Talete e presidente del Crea, Salvatore Parlato, attualmente fuori dall’Italia.

Sono cinque in tutto, ma mentre le altre quattro ordinanze cautelari emesse dal Gip non si sono fatte attendere, quella di Parlato è ancora in sospeso. Per ora al rientro nella penisola lo attendono gli arresti domiciliari.

Dalle indagini, iniziate nel 2016 dalla Guardia di finanza, sono emerse forti irregolarità nella gestione del Crea, il presidente 46enne sarebbe indagato dunque solo per quanto riguarda questo ente, la Talete, non ha nulla a che fare con la questione.

Il bilancio delle infrazioni sarebbe di otto milioni di euro e i cinque imputati dovranno rispondere alle accuse di falso, peculato e abuso di ufficio. La scelta della nuova sede, l’affidamento dei servizi di trasloco, la mancata locazione del canone degli immobili sono solo l’inizio delle irregolarità usate per ottenere, dichiarando un numero di dipendenti superiore a quello effettivo, l’indisponibilità degli edifici richiesti da parte del demanio e procede nel campo dell’immobiliare privato.

Con la scelta dei facchini, fatturando contratti in modo da non arrivare ad imbandire una pubblica gara, la società a scelto, di fatto in modo arbitrario, l’esecutore.

Ma le parti più importanti riguardano l’addebito di 700 mila euro a carico delle finanze pubbliche a causa della mancata riduzione del 15% del canone di locazione, che avrebbe consentito di risparmiare quella cifra, e gli abusi nella stabilizzazione di alcuni lavoratori precari, concedendo invece a due uomini, che non hanno svolto alcun lavoro, il pagamento di incarichi professionali.