Mercoledì 6 marzo il primo “ciac” del documentario su Filoteo Alberini

di Stefano Stefanini  

NewTuscia – ORTE – Il giovane Filoteo Alberini torna a rivivere nei vicoli della sua città mercoledì 6 marzo, con il primo “ciac” che il regista Stefano Anselmi ordinerà alla sua troupe presente ad Orte per riprendere le prime immagini del documentario tratto dal libro biografico “Filoteo Alberini, l’inventore del cinema” scritto  da Giovanna Lombardi, edito da Arduino Sacco Editore e presentato ad Orte nel 2008.

Come anticipato dal Comunicato del Comune di Orte, il regista Stefano Anselmi – che realizzerà il documentario per la produzione Bluecinematv – dopo il momento di saluto con la presenza del sindaco Angelo Giuliani, verrà accompagnato dal Consigliere delegato alla Cultura, Valeria D’Ubaldo, e dal Direttore artistico del Festival Internazionale del Cortometraggio, Antonio Pantaleoni, nei luoghi “simbolo” del giovane Alberini, la casa natale in Via Piè di Marmo, l’altra abitazione in Piazza delle Erbe, ove il piccolo Filoteo si trasferì con la famiglia, le piazzette, le vie, l’Arco di Copatria, le chiese frequentate, oltre al Cinema Teatro intitolato al e pioniere della Cinematografia e dell’Industria Cinematografica Italiana. Il Comune di Orte precisa che “l’interesse per il geniale pioniere del cinema mondiale sta crescendo e l’Amministrazione Comunale si sta impegnando su vari livelli e con diversi interlocutori perché gli venga riconosciuta la fama che merita”.

Filoteo Alberini, nato ad Orte il 14 marzo 1867 e morto a  Roma  il 12 aprile 1937, il pioniere del cinema e dell’industria cinematografica italiana, a 152 anni dalla nascita, sta tornando da protagonista alla ribalta del cinema italiano ed internazionale, con un documentario biografico, dopo l’istituzione da circa un decennio del Concorso internazionale del Cortometraggio in suo onore e l’apposizione presso la Terrazza del parcheggio coperto limitrofa al Cinema Teatro, dell’Opera “Filoteo Alberini ed il Cinema” commissionata nel 2017 dal Comune di Orte allo scultore Roberto Joppolo, ideatore del trofeo che ogni anno viene Consegnato a registi in riconoscimento dell’Eccellenza Cinematografica.

La biografia: Il libro “Filoteo Alberini, l’inventore del cinema” di Giovanna Lombardi, edito  da Arduino Sacco Editore e presentato ad Orte nel 2008, costituisce una biografia dettagliata di Alberini, ricca di foto e documenti

Da più di un secolo quando si pensa alla nascita del cinema la mente corre subito ai fratelli  Lumière, al loro cinématographe e alla proiezione de L’arriveé d’un train avvenuta il 28 dicembre 1895 a Parigi. Ma la storia non è così semplice. In contemporanea ai Lumière in Italia si stava muovendo Filoteo Alberini, un semplice impiegato al catasto di Firenze, che, già nell’autunno del 1894, aveva costruito il suo kinetografo.

Ma prima di brevettarlo in Italia, Alberini si era recato a Lione dai già famosi fotografi Lumière per mostrare loro la sua fantastica invenzione.

Alberini è stato il primo in Italia a costruire una macchina da presa, ha aperto la prima sala cinematografica  ( Il Moderno in Piazza dell’Esedra oggi Piazza della Repubblica) e la prima casa di produzione (dalla quale poi si è sviluppata Cinecittà) con il socio Dante Santoni, anch’egli nato ad Orte, ha realizzato il primo “lungometraggio” con il quale comincia la storia del cinema italiano, ovvero “La presa di Roma” del 1905.

Filoteo Alberini, nato ad Orte il 14 marzo 1867 e morto a Roma il 12 aprile 1937, il pioniere geniale del cinema e dell’industria cinematografica italiana, a centocinquandue anni dalla nascita,  era così ritornato da protagonista alla ribalta del cinema italiano ed internazionale.

Alberini, nato e formatosi a Orte ha diffuso l’invenzione del cinematografo in Italia. La storia volle che il suo ‘kinetografo’ fosse progettato e pronto un anno prima dell’invenzione dei fratelli Lumiere, ma a causa di una lentezza burocratica il brevetto fu concesso solamente ad oltre un anno di distanza dalla richiesta, nello stesso anno e mese in cui i Lumiere proiettavano ‘L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat’.

Un’occasione mancata, dunque, per il popolo italiano di emergere ancora una volta come quella civiltà di inventori che annovera tra i suoi figli Meucci o Marconi. Da quel giorno la figura di Filoteo Alberini è stata messa in ombra. Una personalità come quella di Alberini non può rimanere imprigionata nel limbo della storia, ma deve riemergere con vigore, per ridare lustro e splendore a tutta l’Italia, come auspicato nella biografia di Giovanna Lombardi.

L’amministrazione comunale, ha intrapreso dei lavori di manutenzione della struttura, ed ha incoraggiato le nuove edizioni di “Filoteo Alberini Festival del Cortometraggio” ideata dai giovani Pantaleoni, Moretti e Gioacchini, oltre all’installazione presso la Terrazza del parcheggio coperto limitrofa al Cinema Teatro, dell’Opera “Filoteo Alberini ed il Cinema” commissionata nel 2017 (nel 150 della nascita di Filoteo Alberini) allo scultore Roberto Joppolo, ideatore del trofeo che ogni anno viene Consegnato a registi in riconoscimento dell’Eccellenza Cinematografica.

Ricordiamo che esiste una collezione di cimeli e apparecchiature appartenuti a Filoteo Alberini, raccolti in un museo dal regista Joe Pantieri di Roma (consultabile in Internet), questa collezione potrebbe essere acquisita e custodita presso il ristrutturato cinema teatro o in altro luogo idoneo, come la casa natale dell’inventore ortano.

Dobbiamo riprendere questo viaggio sulle orme del Pioniere del Cinema italiano, per dare nuovo lustro alla rassegna alla figura dei cineasti e rilanciare con nuove prospettive la rassegna “Alberini Film Festival”, dedicata ad Alberini e Santoni, quest’ultimo ideatore di un quartiere “Città giardino” intorno alla sua villa costruita nel 1905 ed ancora oggi riconoscibile nel suo inconfondibile stile liberty ad Orte Stazione.