La Poderosa risponde al Comitato 10 febbraio

NewTuscia – VASANELLO – Le parole del comitato 10 febbraio ribadiscono la mancanza di qualsiasi fondamento sulla vicenda di Vincenzo Quadracci.

Un anno fa il comitato 10 febbraio inaugurò a Vasanello un cippo alla memoria di Vincenzo Quadracci, presunta vittima, gettata nella foiba di Equile Lipizzano.

Dopo quel fatto, la Poderosa ha svolto un’approfondita ricerca sulla vicenda senza però trovare alcun riscontro documentale. Sulla base di questo, abbiamo pubblicato un articolo, esprimendo tutte le mancanze di riscontri concreti sulla vicenda di Quadracci.

Il comitato 10 febbraio, invece di fornire i documenti necessari ad attestare la veridicità della vicenda si è barricato dietro una presunta ufficialità. Siccome all’inaugurazione del monumento c’era il questore e la “fanfara della Polizia di Stato” il fatto deve essere per forza vero.

La prima reazione, da parte della Poderosa, è stata di non replicare alle puntualizzazioni che ci venivano rivolte, vista la mancanza di fondamento e serietà.

Poi, abbiamo deciso di sottolineare un paio di questioni, rappresentative del metodo con cui procede l’autorevole comitato.

Partiamo direttamente con il surreale, in cui la storia, per il comitato, si basa sulla fantasia e non sui fatti.

Nel nostro articolo spiegavamo che nel foglio matricolare, conservato negli Archivi di Stato, non c’erano notizie riguardo la morte del Quadracci.

Un fatto.

Il comitato fornisce una risposta dettagliata e particolareggiata “Pensiamo sia andato perduto”.

A questo punto, le vie di uscita non sono molte, o il comitato, non è mai stato all’ archivio e non hanno capito cosa stavano consultando.

Il foglio matricolare è il documento che contiene tutte le vicende di servizio di ogni militare, i sedicenti storici dovrebbero saperlo, viene redatto in duplice copia, una custodita dalla sezione matricola del corpo di appartenenza, la seconda dal reparto in cui il militare è in forza. I distretti militari, dopo un certo numero di anni, versano questi documenti ai competenti archivi di stato. Sul sito cadutipoliziadistato.it, che non sarà ufficiale ma almeno è attendibile, si trova anche la spiegazione del perché quello di Quadracci sia incompleto.

Semplicemente perché nell’ultima parte della carriera era inquadrato nella Polizia Repubblicana cioè il corpo di polizia della Repubblica Sociale italiana. E questo spiega perché ad un certo punto l’aggiornamento del foglio matricolare si sia interrotto. Secondo il Comitato invece il foglio è andato perduto. Foglio perduto, problema risolto.

Ma passiamo al vero capolavoro, il colpo di genio del Comitato 10 febbraio: la foiba di Equile Lipizzano.

Foiba che non esiste.

Perfino la Lega Nazionale di Trieste lo conferma: “la località da lei indicata come sito di una foiba non risulta essere nei nostri archivi”. La richiesta è stata fatta da un nostro associato e non a nome dell’associazione, gli 007 del Comitato possono stare sereni; del resto, basta dare un’occhiata al sito della Lega, facilmente consultabile online, per rendersi conto che della foiba di Equile Lipizzano non c’è traccia.

Tutta la vicenda sulla presunta uccisione del Quadracci non trova fondamento.

La memoria storica ha valore nel momento in cui coincide con la verità storica e non con false ricostruzioni nostalgiche e banali.

Il giorno in cui il presidente del comitato deciderà di riannettere tutto l’impero ci faccia sapere.

Noi saremo pronti.

A ridere.

Casa del Popolo La Poderosa Vasanello