Pallavolo Civitavecchia, organizzata la mostra “Campioni nella Memoria”

NewTuscia – CIVITAVECCHIA – Riceviamo e pubblichiamo.

Mostra sui “CAMPIONI NELLA MEMORIA”

Storie di Atleti Deportati e Vite di Sportivi travolti dalla Storia. Esistenze Umane da conoscere e da ricordare.

“SE COMPRENDERE È IMPOSSIBILE, CONOSCERE È NECESSARIO, PERCHÉ CIÒ CHE È ACCADUTO PUÒ RITORNARE, LE COSCIENZE POSSONO NUOVAMENTE ESSERE SEDOTTE ED OSCURATE: ANCHE LE NOSTRE”. Primo Levi

Pierluigi Risi dell’ASD Pallavolo Civitavecchia “Proprio perché non si finisce mai di conoscere l’orrore che ha ferito a morte il ventesimo secolo le parole di Primo Levi sono il giusto viatico per visitare Campioni nella memoria”.

Bertolt Brecht:

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari.

E fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei.

E stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,

e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,

ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,

e non c’era rimasto nessuno a protestare.”

“Organizzatori della mostra l’Associazione Sportiva Dilettantistica Pallavolo Civitavecchia, L’Unione Veterani dello Sport Civitavecchia Sezione “Diego Arcadi – Agostino D´Alberto” e la Polisportiva “G. Castello in collaborazione con l’I.I.S. Stendhal, I.I.S. Alberto Guglielmotti, I.I.S. Guglielmo Marconi, I.I.S. Galileo Galilei, I.I.S.S. Luigi Calamatta e l’Associazione Cinefotografica Civitavecchia – dichiara Gianfranco Cataldo, presidente dei Veterani dello Sport di Civitavecchia – L’esposizione, con brevi biografie degli atleti, è infatti allestita, in questa prima tappa civitavecchiese presso l’atrio della stessa scuola e sarà visitabile dal 6 fino al 12 febbraio presso IIS “G. Marconi”, mentre dal 13 al 20 c.m. presso l’I.I.S. “Stendhal”. Continua La mostra offre una grande opportunità agli studenti: partecipare attivamente al progetto della memoria, il percorso storico e antropologico che parte dalla conoscenza della malvagità dell’uomo fino all’analisi critica e partecipata del contesto. – Ringrazia – La Regione Lazio per il Patrocinio e il Comune di Scandicci per il materiale concesso; per la collaborazione la Delegazione Toscana dell’Unione Veterani dello Sport”.

“In questa mostra troviamo le storie di 55 campioni, ma sono stati ben 60 mila gli internati e tra questi 22 di assoluto rilievo” – ha detto Paolo Allegretti Delegato Veterani sport della Toscana – “Questa mostra è nata dalla convinzione che la trasmissione della memoria spetti a tutti ma in modo particolare a chi è stato toccato dalla tragedia delle deportazioni in modo indiretto, in modo che le storie delle singole persone possano essere la testimonianza più forte e incisiva per le nuove generazioni. Lo scopo è quello di osservare la più grande tragedia del ventesimo secolo, anche dal punto di vista sportivo, rendendo onore e gloria a tutti quegli uomini e donne che nella loro vita hanno incarnato gli ideali sportivi e, con le loro scelte, hanno difeso i principi di libertà, di uguaglianza e di tolleranza”.

Come è nata questa Mostra?

“L’idea di questa mostra è nata dalla lettura di un articolo apparso sull’inserto “Sportweek” della Gazzetta dello Sport del 21 gennaio 2012, intitolato “In memoria delle atlete cancellate” – le dichiarazione alla stampa di Sandro Fallani, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Scandicci realizzatore della mostra – “La giornalista, Jane Santoro, racconta le storie di atlete tedesche ebree che, alla fine degli anni trenta, avevano messo a segno record nazionali e mondiali

e per questo nella loro patria, la Germania, erano conosciute e amate. Per anni, però, di questi primati negli annali sportivi tedeschi non c’è stato nessun riferimento, erano come scomparsi, ma la mostra intitolata “I record dimenticati”, allestita all’Haus des Sports di Berlino (mostra itinerante che dopo una tappa a Dresda è approdata a Londra in occasione delle Olimpiadi del 2012) ha reso giustizia a queste atlete, che hanno visto compromesse dalla follia del nazionalsocialismo non solamente la loro carriera sportiva, ma anche la loro vita.

Nella costruzione della dittatura fascista e del totalitarismo nazista la persona umana cessava di avere una propria unicità e dignità in quanto a pensieri e azioni ed anche la fisicità e le attività sportive divennero simbolicamente piegate al culto del regime; basti pensare alle olimpiadi berlinesi del 1936 e al mito della purezza fisica che sia nel fascismo che nel nazismo venivano propagandati tragicamente. Grazie alla passione, alla sensibilità e al grande lavoro di ricostruzione della Prof. Trevisan possiamo avere l’occasione di proporre storie di atleti che hanno spesso pagato con il prezzo più alto della loro stessa vita la testimonianza svolta nella loro carriera sportiva, attraverso il desiderio profondo di non omologarsi e di impegnarsi nella sfida più profonda e importante che è quella della libertà”.

“Da qui lo stimolo e il desiderio di andare a ricercare storie di atleti, non solo ebrei, che non essendosi voluti allineare alle ideologie naziste e fasciste hanno dovuto subire la deportazione nei campi di concentramento” Barbara Trevisan Curatrice della mostra e Insegnante di Scienze Motorie Sportive presso la Scuola Secondaria di Primo Grado “Altiero Spinelli” di Scandicci – Questa mostra è nata dalla convinzione che la trasmissione della memoria spetti a tutti, ma in modo particolare a chi è stato toccato dalla tragedia delle deportazioni, seppure in modo indiretto, e che le storie delle singole persone possano essere la testimonianza più forte e incisiva per le nuove generazioni. Lo scopo è quello di osservare la più grande TRAGEDIA DEL VENTESIMO SECOLO, ANCHE DAL PUNTO DI VISTA SPORTIVO, rendendo onore e gloria a tutti quegli uomini e donne che nella loro vita hanno incarnato gli ideali sportivi e, con le loro scelte, hanno difeso i principi di libertà, di uguaglianza e di tolleranza.

Il Dirigente dell’I.I.S. ‘G. Marconi’ Prof. Nicola Guzzone sottolinea alla Conferenza Stampa per presentare i ‘Campione nella Memoria’: “tale evento storico, culturale e sportivo è un’occasione per ricordare gli eccidi e per riflettere sui terribili eventi di quegli anni. L’obiettivo che ci poniamo come educatori è quello di formare i giovani ad una conoscenza critica e razionale della storia, con la speranza che, dalla consapevolezza di quanto accaduto, aborriscano ogni forma di violenza, discriminazione ed odio. La negazione dell’essere umano e l’annichilimento della diversità questo

  • il filo conduttore scelto è lo sterminio e l’internamento dei Campioni nello Sport”.

La Dirigente dell’I.I.S. ‘Stendhal’ Stefania Tinti: “l’Istituto è stato selezionato, con altre cento scuole in tutta Italia, come destinatario di una “Pietra d’Inciampo. Come è noto le pietre rappresentano un monumento diffuso e partecipato ideato e realizzato dall’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare le singole vittime della deportazione nazista e fascista. E lo Stendhal si è infatti sempre distinto per le iniziative volte a mantenere viva la memoria della terribile storia delle persecuzioni razziali.

Anche quest’anno abbiamo un programma molto importante che va oltre l’evento celebrativo ma costituisce parte integrante del percorso formativo degli studenti.” – spiega la Prof.ssa Tinti “Come sempre parteciperemo al viaggio della Memoria ad Auschwitz organizzato dalla Regione Lazio, poi abbiamo organizzato con la rete “Fare Memoria” che coinvolge una decina di Istituti e Licei romani, un viaggio a Trieste con una visita alla Risiera di San Sabba e al campo di concentramento di Fossoli.

Inoltre all’Istituto Stendhal verrà conferito uno speciale riconoscimento come scuola che si è distinta nel tema della “Conservazione della Memoria” in una giornata interamente dedicata agli studenti perché prendano loro stessi in mano il testimone della memoria. Per questo ulteriore riconoscimento, che ci rende orgogliosi, abbiamo organizzato una giornata dedicata alla posa della ‘Pietra di Inciampo’.

Insieme all’ASD Pallavolo Civitavecchia, i Veterani dello Sport locale e la delegazione Toscana, l’Associazione Cinefotografica di Civitavecchia e la Polisportiva Castello di Roma abbiamo ospitato la mostra fotografica “I Campione nella Memoria”, un evento al quale hanno partecipato gli Istituti di Istruzione Superiore, e l’intera comunità cittadina perché la memoria non è patrimonio di pochi ma è il bene comune che può salvare la nostra società dall’odio e dall’indifferenza” .