Bassano in Teverina, inaugurato il monumento al finanziere Giovanni Ricci, morto in prigionia a Bor (Jugoslavia)

NewTuscia – BASSANO IN TEVERINA – Si è svolta stamattina, sabato 23 febbraio 2019, a Bassano in Teverina, la manifestazione in onore del finanziere Giovanni Ricci, deceduto il 26 luglio 1946 a Bor (Jugoslavia). Il militare delle fiamme gialle, nato a Bassano in Teverina il 18 febbraio 1915, morì nel crollo della miniera dove era detenuto ed era costretto a lavorare in condizioni di semi-schiavitù.
Le celebrazioni sono iniziate con una santa messa, nella chiesa dell’Immacolata Concezione di Maria, officiata dal Vescovo Romano Rossi, con l’assistenza del parroco Padre Mauro e del cappellano militare del comando regionale del Lazio della Guardia di Finanza Don Filippo.

“Dobbiamo riconciliare la memoria e ricercare l’unità della Nazione – ha detto il Vescovo Rossi nella sua omelia – chiunque è stato soppresso in odio alla Patria è un martire, ha dato la sua vita per l’Italia. Oggi ricordiamo un grande uomo e le sofferenze di un innocente colpevole solo di essere un militare e un italiano. Le tristi vicende del confine orientale spinsero molti nostri connazionali a lasciare le proprie case. Ho avuto come compagno di scuola un ragazzo che era esule da quelle terre irredente. Non ci sono morti di serie A e morti di serie B – ha concluso l’alto prelato – dobbiamo dire sì alla riconciliazione nazionale.”

Dopo la Santa Messa, è stata deposta una corona di fiori al monumento ai caduti di tutte le guerre situato in piazza della Libertà, alla presenza di autorità civili e militari, delle associazioni d’arma, di un picchetto d’onore e della banda musicale della Guardia di Finanza. Hanno preso parte alla cerimonia la dottoressa Stefania Galella, in rappresentanza del Prefetto, il Vice Presidente della Provincia Fabio Valentini e molti Sindaci della Tuscia.

I partecipanti poi hanno dato vita a un corteo spontaneo, che ha raggiunto il piazzale retrostante il Centro Polifunzionale dove la nipote del martire, Ida Ricci, ha inaugurato la stele monumentale in ricordo dello zio.

Il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Colonnello Giosué Colella, ha ricordato il sacrificio di Giovanni Ricci e in particolare il martirio che subirono i finanzieri di Trieste, i quali nonostante avessero impedito con le armi la distruzione del porto da parte dei genieri tedeschi, furono disarmati a tradimento dalle truppe jugoslave del Maresciallo Tito. Una parte dei finanzieri finì nel campo di concentramento comunista di Borovnica, dove in 23 trovarono la morte. Una parte, circa un centinaio, furono fucilati e gettati nelle foibe.

Il Sindaco Alessandro Romoli ha ringraziato tutti i partecipanti, e tra gli altri, il Comitato 10 Febbraio per le ricerche storiche e l’intensa opera di sensibilizzazione sul dramma delle foibe. “In quelle terre da sempre italiane – ha ricordato il primo cittadino di Bassano in Teverina – venne applicata una vera pulizia etnica. La politica del terrore attuata dai comunisti slavi voleva spingere gli italiani ad andarsene e chi non si allineava al nuovo regime spariva nel nulla, inghiottito dalle foibe o detenuto in un campo di prigionia. Quando la madre di Giovanni Ricci ricevette la notizia della morte del figlio rimase pietrificata dal dolore. Quel dolore, il dolore di una mamma – ha concluso Romoli – è il sentimento che provano ancora oggi tutti i veri italiani.”

Infine, gli alunni delle classi 4 e 5 della scuola primaria hanno letto alcuni loro componimenti sul tema delle foibe, realizzati nell’ambito di un concorso di scrittura coordinato dagli insegnanti e dalla dirigente scolastica Emilia Conti.

La cerimonia è terminata con la lettura della preghiera del Finanziere e un concerto sinfonico della banda musicale della Guardia Finanza.

“Vogliamo ringraziare il Sindaco Romoli per la bellissima manifestazione – hanno detto Maurizio Federici e Silvano Olmi del Comitato 10 Febbraio – abbiamo esposto uno striscione dell’associazione per riaffermare la nostra presenza a queste celebrazioni che sono importantissime. Dopo Porri di Vasanello e Romoli di Bassano in Teverina, speriamo che altri sindaci della Tuscia seguano il loro esempio e inaugurino monumenti e intitolino vie e piazze ai martiri delle foibe. Siamo a disposizione per collaborare con le pubbliche amministrazioni e gli istituti scolastici per approfondire questa pagina di storia italiana che qualcuno vuole far tornare nell’oblio.”

Comitato 10 Febbraio, Viterbo