Riserva naturale Monte Rufeno: presentata della tesi magistrale in Scienze Naturali di Gianluca Tronti

NewTuscia – ACQUAPENDENTE – Martedì 12 Febbraio si è tenuta presso la sede della Riserva Naturale Monte Rufeno (Acquapendente) la presentazione del lavoro di tesi magistrale in Scienze Naturali del dott. Gianluca Tronti. “Effetti delle frane sulla geormofologia e l’ecologia di un territorio: il caso della Scialimata Grande a Torre Alfina” Frutto della sinergia tra la riserva stessa e l’università La Sapienza di Roma” ha sottolineato Tronti, ,” lo studio, attraverso un approccio naturalistico e multidisciplinare, si è focalizzato sui fenomeni franosi caratterizzanti il paesaggio della Riserva.  La zona è caratterizzata da particolari condizioni litologiche che favoriscono il dissesto e l’insorgere di fenomeni franosi. Partendo da questo assunto è stata analizzata la dimensione spaziale dei fenomeni franosi e l’interazione di questi con i parametri ambientali più rappresentativi (litologia, uso del suolo, densità di drenaggio, energia del rilievo, ecc.), si è poi riposta particolare attenzione a scala locale nel ricercare metodologie speditive ed efficaci atte ad estrapolare i pattern di movimento spaziotemporali di un singolo fenomeno franoso presente all’interno della riserva naturale: la “Scialimata grande di Torre Alfina”. A tal fine sono state impiegate moderne tecniche di telerilevamento prossimale tramite drone UAV, fotointerpretazione, dendrogeomorfologia e monitoraggio gps di riferimenti infissi sul corpo di frana.

 La “Scialimata Grande”, dissesto dal dinamismo complesso, risulta particolarmente interessante dal punto di vista morfologico e naturalistico, al punto da essere stata inserita fra i geositi regionali della regione Lazio; per questo motivo sono state svolte indagini introduttive volte all’acquisizione trasversale di conoscenze integrate sulla natura del fenomeno, ponendo attenzione non solo all’aspetto geomorfo-dinamico della frana ma anche alle peculiarità ecologiche che questa possiede. Le frane infatti, in quanto eterogenee interruzioni della continuità boschiva, rappresentano un sistema ecologico del tutto peculiare, sia per quanto concerne la vegetazione che per quanto riguarda la frequentazione animale. Sono tra i principali agenti naturali responsabili della maggior quantità di perdita di biomassa per unità di area e contribuiscono attivamente alla frammentazione degli habitat e alla creazione di nuove tessere nel mosaico ambientale.

Queste considerazioni riuniscono due caratteristiche fondamentali del nostro paese, che, ricoperto nella sua superficie da circa il 35 % di boschi (raddoppiati negli ultimi cento anni), risulta anche essere tra i primi paesi in Europa per numero di frane (primo nel 2016 con il 66% del totale[1]). Sottolineando pertanto l’importanza di approfondire l’interazione fra i dissesti franosi e gli ecosistemi si è pertanto analizzato, con scopi esplorativi, il rapporto tra il dinamismo morfologico e le cenosi che ad esso rispondono cercando di individuare dei pattern vegetazionali caratteristici delle zone a differente disturbo all’interno del corpo di frana. L’eterogeneità ambientale creata dalle frane può altresì fungere da rifugio per numerose specie, le quali, trovano negli ambienti di neoformazione, le risorse necessarie a completare, in parte o nella totalità, il proprio ciclo vitale[2]. Per concludere il quadro descrittivo dunque, sono stati anche rilevati segni di presenza animale, prettamente di mammiferi, i quali frequentano diffusamente il sistema frana nello svolgere le proprie funzioni vitali.

Riassumendo si possono schematizzare per questo lavoro i seguenti macro-obiettivi: 

  1. Valutazione della suscettività alle frane del territorio della Riserva Naturale Regionale “Monte Rufeno”;
  2. Comprensione della genesi e della dinamica del Geosito “Scialimata Grande di Torre Alfina” svolta mediante metodologie quali rilievi di campo, telerilevamento, rilevamento prossimale tramite drone, dendrogeomorfologia;
  3. Acquisizione di conoscenze preliminari sulle caratteristiche ecologiche instauratesi sul sistema frana della Scialimata Grande.

 

 

 

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21