La Lega di Serie C esclude il Pro Piacenza: aveva ragione Piero Camilli

Maurizio Fiorani

NewTuscia – VITERBO – La Lega di Serie C con un comunicato ufficiale ha diramato la decisione di escludere la società del Pro Piacenza dal  campionato di serie C girone A. La decisione era ormai nell’aria visto che il club emiliano non si era presentato in campo in diverse occasioni e i vertice della Lega avevano dato ben tre sconfitte a tavolino per 3-0 per ogni rinuncia ed un punto di penalizzazione nonché una sanzione pecuniaria alla società.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la partita di domenica scorsa, quando in campo i rossoneri piacentini sono scesi in campo con soli sette giocatori, anziché in 11, perdendo la partita di campionato con il Cuneo per 20-0.

Non si è trattato di una partita di calcio, ma di una farsa che ha indignato tutti e così la Lega di Serie C ha deciso, tramite i suoi vertici, l’esclusione dal campionato del Pro Piacenza per gravi inadempienze amministrative. Il danno ormai è stato  fatto, il campionato è stato falsato in modo irrimediabile come  la sua regolarità agonistica,creando danni economici ingenti alle altre società che sono invece in regola.

Il Patron Piero Camilli da diverso tempo afferma che il campionato di Serie C è stato falsato e che diversi club non avevano i requisiti per essere iscritti al torneo

Tale situazione non riguarda solo il Pro Piacenza ma anche il Matera, formazione lucana militante nel girone C: anche questa società è stata prima penalizzata di 26 punti a campionato in corso in quanto, in diverse gare, è scesa in campo la formazione Beretti, poi il club lucano non si è addirittura presentato in campo per disputare le proprie gare di campionato perdendo così a tavolino per 3-0.

Una situazione veramente paradossale, che ha falsato l’intera stagione ed ha minato la credibilità dell’intero sistema calcio.

Il Patron Piero Camilli, già da questa estate, aveva denunciato questa grave situazione sostenendo che diversi club erano stati iscritti al campionato non avendone i requisiti economici.

La querelle poi si era spostata sul fatto che la Viterbese-Castrense, società in regola con i bilanci, era stata spostata di girone ed inserita nel girone meridionale, quello C, anzichè in quello A in cui militava la scorsa stagione.

Tale contrasto ha portato ad un duro braccio di ferro con i vertici federali e della Lega Calcio, tanto che l’inizio del campionato di serie C per i gialloblù è slittato al novembre scorso.

I fatti hanno dato ragione al Patron Piero Camilli, che denunciava queste problematiche da tempo: ora e per il futuro servono regole certe ed una riforma del sistema calcio in Italia onde evitare il tracollo e la perdita di credibilità.