NewTuscia – TERNI – Era il 2009 quando un gruppo di cittadini ternani composto da artisti, giornalisti, associazioni di volontariato e commercianti diede vita al festival “StraValentino” in aperta polemica con il Comune di Terni, accusato di disperdere risorse per un programma di eventi che nulla aveva a che fare con San Valentino.

StraValentino era ed è un movimento civico e apartitico, che ha sempre criticato l’operato delle amministrazioni nel merito e senza pregiudizi: in dieci anni abbiamo visto passare tre sindaci, cinque assessori alla cultura e altrettanti al turismo, e abbiamo sempre dato fiducia e collaborazione ai nuovi arrivati restando purtroppo, però, sempre delusi. Tre sono le istanze fondamentali rivendicate da StraValentino:

1)    La realizzazione di iniziative che non si limitino ad “intrattenere” la città nel mese di febbraio, ma che facciano di san Valentino un’autentica risorsa spirituale, culturale, artistica, turistica ed economica.

2)    Il coinvolgimento dei cittadini in queste iniziative, attraverso un bando o un tavolo di coordinamento.

3)    La nascita di una fondazione o un’associazione che riunisca tutti gli interessati e consenta di realizzare i primi due punti.

Per anni come forma di protesta costruttiva StraValentino ha organizzato festival alternativi al programma ufficiale e maratone artistiche. Abbiamo smesso quando ci siamo resi conto che quelle iniziative – di grande successo – stavano ottenendo il risultato opposto a quello perseguito, e cioè legittimare l’inerzia dell’amministrazione comunale, che arrivava ad additare StraValentino come testimonianza del fermento culturale della città. Insomma quella che voleva essere una denuncia veniva considerata un segnale positivo.

StraValentino è rimasto però un osservatore critico delle politiche dell’amministrazione riguardo alla valorizzazione del Santo patrono.

Finalmente, nel 2019 qualcosa sembra che stia iniziando a muoversi. Pur mancando ancora completamente un coordinamento (tanto che quest’anno ci si è trovati di fronte ad una miriade di cartelloni diversi, spesso in concorrenza tra loro) e un coinvolgimento attivo della cittadinanza, rappresentano senza dubbio un segnale di ripresa e rinnovato interesse i due festival “Terre di San Valentino” e “Valentine Fest”, il ruolo di portavoce di san Valentino nel mondo assunto da un artista di fama internazionale come Mark Kostabi, il rinnovato gemellaggio con la città di Kobe in Giappone e la pubblicazione, da parte del Comune, del libro “Sulle tracce di Valentino”.

SULLE TRACCE DI VALENTINO

La pubblicazione rappresenta per certi aspetti il prodotto di dieci anni di lavoro fatto con StaValentino, non a caso ne sono artefici due personaggi coinvolti in passato nel festival, e punta proprio a fare del santo patrono una risorsa artistica, economica e turistica: il volume – in vendita alla Bct – in sette capitoli tematici raccoglie tutte le leggende sul santo degli innamorati, fa il punto sugli studi storici definendo l’identità reale del personaggio, compie un excursus in tutti i paesi del mondo dove è venerato e con cui si potrebbero e dovrebbero attuare dei gemellaggi, e propone itinerari turistici sulle orme di Valentino nel territorio ternano, oltre a presentare le principali opere d’arte ispirate dal personaggio. La realizzazione del libro ha coinvolto, in modo del tutto volontario, alcuni dei migliori talenti della città di vari settori: dal fotografo Alberto Mirimao al disegnatore Valentino Maltese, passando per il giullare Alban Guillon e la cantautrice Marialuna Cipolla.

Sabato 16 febbraio del libro verrà effettuata una presentazione itinerante, con una passeggiata sulle orme di San Valentino nel centro storico di Terni, in cui sarà possibile visitare tutte le testimonianze di epoca romana.

La passeggiata, guidata da Arnaldo Casali, partirà alle 11 dal Centro Arti Opificio Siri, durerà circa un’ora e vedrà la partecipazione di Paola Boscaini, che come sindaco di Bussolengo ha realizzato uno straordinario progetto di marketing territoriale su san Valentino che ha rilanciato l’economia, il turismo e il prestigio della città e che potrebbe essere un ottimo esempio per Terni.

La partecipazione è gratuita.