NewTuscia – VITERBO – Violenze in campo, negli stadi ed un episodio a sfondo razzista. E la Questura di Viterbo si è mossa con sei Daspo (provvedimento di allontanamento), tre per tre anni e tre per un anno.

E’ stato il Questore di Viterbo Massimo Macera, insieme al Dirigente della Digos Fabio Zampaglione e Paolo Lotti, primo dirigente della Polizia di Stato, a spiegare i motivi dei sei provvedimenti restrittivi nei confronti di sei persone nella Tuscia, tra cui un tifoso, che, per Macera “sono stati un argine necessario per situazioni incresciose successe tutte nel mese di dicembre scorso”.

“Quando si verificano tanti episodi gravi ognuno ha quello che si merita, la Questura non emette provvedimenti esemplari ma dovuti. Non c’è differenza tra calcio cosiddetto minore e altro. Tutto origina da un episodio molto increscioso successo in uno stadio della capitale, San Basilio, in cui è stato malmenato un arbitro e l’associazione degli arbitri decise di non mandare loro colleghi la domenica successiva. Ci sono stati anche recenti fatti a Milano in cui è morto un tifoso del Napoli. Nella nostra provincia, dopo un paio di settimane da questi fatti, si verificano tutta una serie di episodi, di cui il primo il 2 dicembre, di violenze tra calciatori, dirigenti di squadre di calcio minore e due arbitri che vengono malmenati. Per noi il calcio minore ha la stessa rilevanza del calcio professionistico: noi ogni week end predisponiamo misure e uomini. I numeri sono di gran lunga inferiori e con tutte le forze in campo cerchiamo di provvedere alla sicurezza negli stadi minori”.

Il Questore di Viterbo Massimo Macera usa il pugno duro ma, come ha precisato lo stesso Questore, con effetti giusti per la gravità dei reati commessi.

I casi cui si riferisce Macera sono iniziati il 2 dicembre scorso a Monterosi, quindi quello più grave di matrice razzista verso un arbitro di origini tunisine, avvenuto il 22 dicembre scorso a Piansano

“C’è stato un caso anche a sfondo razziale – continua Massimo Macera –  con frasi che quasi eufemisticamente possiamo definire irriverenti, verso un arbitro di origini tunisine: abbiamo voluto punire due soggetti con un Daspo fino a tre anni. Per quando riguarda i tifosi della Viterbese, alcune situazioni sono ancora al vaglio della Questura ma non segnaliamo casi di violenza negli stadi, malgrado sia la squadra che i tifosi vivono una situazione stressante perché il campionato è iniziato in ritardo. Nove partite da recuperare è senz’altro un bel tour de force. C’è solo un episodio al vaglio della Polizia amministrativa e dell’Anticrimine, Paolo Lotti, primo dirigente della Polizia di Stato”.

In tutto sei Daspo, quindi, con un minorenne e due casi fino a tre anni per frasi razziste. Il segnale della Questura è chiaro: tolleranza zero verso ogni violenza e offese pubbliche e, in particolare, verso chi si macchia di razzismo.