di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Si è svolto  sabato 12 gennaio un evento in cui per gli organizzatori si è finalmente tornati a parlare di politica a Orte, nel senso più alto del concetto, con l’incontro dal titolo “L’acqua: prospettive di una risorsa”.

L’intento dichiarato del Meet-Up 5 Stelle Orte sin dall’apertura dell’incontro era la volontà di stimolare gli attivisti del gruppo e gli intervenuti tutti, a prendere individualmente coscienza della situazione che si va profilando a livello globale nei confronti di questa risorsa, per fare poi una scelta consapevole della direzione, “della rotta da far seguire a questa nostra nave sul tema acqua, a prescindere da chi sarà il timoniere della nave stessa”.

Perché l’acqua è una risorsa che se fino ad oggi era stata data per scontata, qualcosa su cui non si sentiva la necessità di riflettere, oggi certamente ci rendiamo conto che non è più così.

Accanto ai portavoce del M5S Silvia Blasi, consigliere alla Regione Lazio, e Massimo Erbetti, consigliere al Comune di Viterbo che hanno concentrato il loro intervento sulla paradossale situazione regionale e provinciale, si sono avvicendati al microfono i giornalisti e scrittori Tiziana Alterio e Franco Fracassi che hanno trattato i trends internazionali delle privatizzazioni in generale e nel settore dell’approvvigionamento dell’acqua.

Importanti e molto apprezzati i contributi di Francesco Lombardi del Comitato Acqua Pubblica sul disegno di legge “Daga” di cui è imminente la calendarizzazione al Senato e di Paola Celletti, coordinatrice del comitato “Non Ce La Beviamo” che porta avanti ormai da anni la battaglia per una migliore qualità dell’acqua sul nostro territorio e che ha condiviso con i presenti la sua esperienza e le sue conclusioni.

Un momento molto interessante è stato il dibattito, svoltosi al termine della parte espositiva, da cui è emerso che, nel quadro complessivo dell’evoluzione degli scenari sul tema acqua e a prescindere da circostanze singole a livello locale che hanno portato nel breve termine i cittadini di alcuni comuni della provincia, Orte compresa, a non vedere conferite le proprie strutture nell’ente gestore, ove non si maturi una coscienza vera e coerente sul tema, nel medio lungo termine e sul piano politico nazionale, i risultati saranno comunque fallimentari.

Infatti il contesto internazionale continua a remare verso la privatizzazione non solo della gestione ma anche della risorsa stessa e i nostri politici nazionali finora hanno finto di ascoltare la volontà dei cittadini di mantenere la gestione dell’acqua pubblica, ma nei fatti hanno sempre e solo assecondato questa tendenza.