di Stefano Stefanini

NewTuscia – I comuni italiani contro i tagli ai fondi certi per i servizi ai cittadini e deposito della proposta di legge di iniziativa popolare per l’educazione alla cittadinanza nelle Scuole.

“Quella venuta fuori dal maxiemendamento è una manovra punitiva per i Comuni. Nonostante, infatti, si affrontino spese in molti settori statali, si privano gli enti locali di fondi dati per certi e di manovrabilità sulla spesa corrente. Una scelta incomprensibile, non lenita dagli sforzi pur fatti per la parte degli investimenti, una scelta alla quale ci auguriamo si possa porre rimedio da subito, già a gennaio”, questo  il commento del presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, alla legge di Bilancio 2019.

Che si torni a una stagione di tagli ai Comuni è un fatto incontestabile – rileva Decaro – perché mancano oltre cento milioni dei 300 che spettano a 1.800 Comuni per un errore di calcolo nel passaggio dall’Imu alla Tasi, e perché non ci sono stati riconosciuti i 560 milioni relativi al taglio del dl 66, scaduto nel 2018. Un grave danno relativo alla manovrabilità degli amministratori, è quello provocato dall’innalzamento della soglia di accantonamento per il fondo crediti dubbia esigibilità. Con una novità, peraltro: che la quota da accantonare si riduce se si pagano in tempo le aziende. E’ un po’ come se il vigile punisse l’automobilista che passa col rosso, non togliendo punti della patente, ma privandolo del certificato rilasciatogli dalla parrocchia alla Comunione: si mettono in relazione cose che nulla hanno a che fare l’una con l’altra”.

Infine Decaro sottolinea lo sforzo mantenuto in manovra per finanziare gli investimenti anche dei Comuni.

“Ci sono, per fortuna, le risorse dovute per il bando periferie e bloccate con il decreto milleproroghe – dice – e ci sono 400 milioni per le opere in tanti piccoli Comuni. È un bene, ma non basta. Anche perché, notoriamente, gli investimenti si fanno grazie alle idee e al lavoro delle persone. Non è possibile assicurare un percorso di progettazione e sviluppo delle opere pubbliche senza poter contare su risorse correnti adeguate, ma anzi dovendo fare i salti mortali per mantenere servizi essenziali di welfare locale“.

Passo significativo da parte dell’Associazione dei Comuni Italiani sulla proposta di legge per l’introduzione nelle scuole dell’educazione alla cittadinanza.

“Abbiamo raccolto oltre 77 mila firme. Ora possiamo depositare la proposta di legge per introdurre l’educazione alla cittadinanza come materia nelle scuole. È un grande risultato collettivo: la prima spinta è arrivata dalla buona volontà dei sindaci e di tutti gli amministratori che si sono dati da fare; ma fondamentale è stato l’entusiasmo di categorie – editori dei giornali, professori, studenti, prima di tutto – e naturalmente dei cittadini che hanno fatto propria la campagna e hanno firmato da ogni angolo d’Italia”. Lo dice il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro annunciando che la proposta di legge dei sindaci ha compiuto il suo cammino. I primi giorni dell’anno verrà depositata.

“Attraverso l’educazione alla cittadinanza – spiega Decaro – crediamo si possa formare una migliore coscienza civile nei cittadini di domani.

Come diceva Mandela, “l’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo”. Proviamo a migliorare la vita nelle nostre città lavorando sul rispetto di quel che è di tutti, approfondendo, in teoria e in pratica, cosa fa di noi una comunità”.

Forte delle77mila firme raccolte (ben più della soglia minima di 50mila per le leggi di iniziativa popolare) la proposta di legge dei sindaci per introduzione dell’Educazione alla cittadinanza tra i banchi di scuola approda ora alla Camera.

Una delegazione dell’Anci, guidata dal sindaco di Firenze Dario Nardella e composta dal vicesindaco di Bologna Marilena Pillati e dall’assessore del Comune di Firenze Massimo Fratini, ha depositato in parlamento le firme raccolte nel corso di questi ultimi cinque mesi. Un importante obiettivo raggiunto grazie all’impegno di sindaci, amministratori locali, cittadini, studenti, editori di giornali ma anche di volti noti del mondo della cultura e dello spettacolo che hanno creduto nell’iniziativa.

“Siamo felici di aver non solo raggiunto ma anche superato le cinquantamila firme necessarie – ha detto il sindaco Nardella – e siamo orgogliosi di depositarle oggi alla Camera affinché cominci l’iter parlamentare per far diventare legge l’insegnamento dell’educazione alla cittadinanza. E’ dalla scuola che dobbiamo ripartire ed è ai più giovani tra i cittadini che è necessario far conoscere l’educazione civica, l’educazione ambientale, la legalità, la Costituzione, il diritto italiano e quello europeo. L’entusiasmo che abbiamo trovato nel raccogliere firme ci ha fatto capire che questo insegnamento è un’esigenza per moltissimi cittadini. Un ringraziamento speciale va all’Anci, a tutti i sindaci che si sono impegnati nella raccolta firme e a tutti coloro che ci hanno sostenuto”.

La campagna, partita lo scorso giugno con il deposito della proposta di legge in Corte di Cassazione, punta all’insegnamento non solo dei principi fondamentali della Costituzione nelle scuole ma prevede anche molte novità: come lo studio del diritto del lavoro, delle Istituzioni europee, dell’educazione ambientale, digitale, alimentare e degli enti locali con il supporto dei Comuni a cui è riconosciuto il compito di promuovere iniziative di integrazione dell’offerta formativa delle scuole sul funzionamento delle amministrazioni locali e dei loro organi.

“Considero questo risultato una grande vittoria non solo dei sindaci ma dei cittadini che hanno a cuore le loro città, che si spendono perché siano vivibili facendo la loro parte – commenta il presidente dell’Anci, Antonio Decaro -. La vittoria di quei cittadini che non pensano che il problema sia sempre qualcun altro, il vicino incivile, il vigile che sanziona, il netturbino poco efficiente, ma al contrario, giustamente pretendendo servizi da chi amministra, tuttavia si assumono un pezzo di responsabilità rispetto alla cura della città. Il proprio pezzo”.