Aspettando il Discorso di Fine Anno del Presidente della Repubblica Mattarella

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – Con queste riflessioni non è nostra pretesa anticipare i contenuti del messaggio che il Capo dello Stato, Sergio Mattarella rivolgerà agli Italiani questa sera sulle reti televisive in occasione del Capodanno 2019, ma soltanto invitare a seguire con attenzione le tematiche che il presidente sottoporrà agli italiani, alla società civile, alle istituzioni ed al mondo della politica.

Lo stile ed i Valori affermati con sobrietà istituzionale e rigore costituzionale  dal presidente Sergio Mattarella si caratterizza per una decisa assunzione di responsabilità nelle dimensioni della tutela  dellunità nazionale e della speranza racchiusa nelle attese e nelle aspirazioni dei cittadini, nei momenti difficili del periodo storico che stiamo vivendo e nel dialogo costante con istituzioni e cittadini  per risollevare le prospettive socio-economiche e valoriali-culturali del popolo, nellispirazione ai Valori della Costituzione repubblicana.

E’ stato un anno intenso, che ha visto tra conflitti spesso aspri, consolidarsi una pur flebile crescita dell’economia, dimostrando le potenzialità e le qualità del tessuto civile e produttivo, particolarmente di alcuni settori, e confermando la capacità del nostro sistema di uscire dalla grave e lunga crisi che abbiamo attraversato.

Il Paese sconta, peraltro, un’eredità pesante: in questi anni si sono accentuate le diseguaglianze, il rischio di povertà e di esclusione sociale presenta livelli allarmanti. La disoccupazione, soprattutto giovanile e femminile, rimane gravemente alta, in particolare nel Mezzogiorno.

Occorre lavorare insieme, con impegno, per una maggiore e adeguata diffusione dei benefici della ripresa. La crescita economica che si vuole sollecitare con la Legge Finanziaria appena approvata dal Parlamento, offre all’Italia una nuova opportunità che va colta.

Le sofferenze sono particolarmente accentuate nei numerosi Comuni colpiti dai terremoti.

Per molti nostri concittadini si tratta del terzo Natale in condizioni di disagio e difficoltà. A loro esprimiamo vicinanza e solidarietà, ribadendo l’impegno dell’intero Paese al sostegno e alla ricostruzione.

Vanno sottolineate ancora una volta, con riconoscenza, la generosità e l’abnegazione dei soccorritori, al fianco delle popolazioni colpite in ogni emergenza: dai terremoti alle inondazioni, dalle valanghe agli incendi.

Conforta il valore della solidarietà e la sua concreta interpretazione che emerge sovente da parte di tanti nostri concittadini.

La società italiana, pur attraversata da segni di disorientamento, di sfiducia e di insicurezza, esprime una grande capacità di avvertire il senso della sorte comune che lega la collettività nazionale.

Anche quest’anno il Capo dello Stato ha assegnato al Quirinale riconoscimenti a trentatre persone che, come tante altre, senza alcuna ricerca di notorietà e senza attendersi ricompense, si sono occupate  di chi si trova in difficoltà, promuovendo concretamente l’interesse comune.

Progettare l’avvenire, senza ignorare il presente ma senza farsene catturare, è un dovere di tutti coloro che ricoprono incarichi pubblici a ogni livello. Analoga responsabilità interpella le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, le forze politiche e sociali.

Il prezioso assetto pluralistico che ci assegna la nostra Costituzione suggerisce e richiede consapevolezza dell’interesse generale. La sua piena attuazione passa anche attraverso il doveroso concorso di ciascuno alla vita istituzionale e sociale della Repubblica.

Questa diffusa e comune responsabilità repubblicana, oggi, impone il dovere di riflettere sul crinale storico in cui ci troviamo per definire un’idea del nostro Paese nel futuro.

Lo sviluppo delle tecnologie e la loro diffusione interpellano i fondamenti culturali, e persino valoriali; l’automazione e la robotica entrano sempre più nel mondo del lavoro, sollevando nuove sfide per l’intera organizzazione sociale; i progressi della medicina ci pongono di fronte a dilemmi radicali sulla vita; la velocità delle comunicazioni trascina e dà il ritmo al nostro tempo, aprendo questioni rilevanti di libertà, di autenticità.

Compito precipuo di chi ha responsabilità pubbliche è oggi quello di elaborare linee di sviluppo sociale ed economico che rispondano a questi profondi mutamenti, tenendo conto, ancor più che nel passato, della richiesta di maggiore qualità della vita, dell’esigenza di sicurezza, di equità, di sostenibilità ambientale.

E’ indispensabile, in definitiva, riflettere e dotarsi di una visione sul sistema Paese, su come intendiamo svilupparlo.

Questo è – questo deve essere – il ruolo della politica, l’oggetto del confronto tra le varie parti. Vengono richiesti coraggio e lungimiranza, indicazione di obiettivi e percorsi adeguatamente approfonditi.

Di questo livello deve essere la risposta alla responsabilità repubblicana che ricade su tutti noi, ha più volte sottolineato il presidente Sergio Mattarella:

  1. Il tempo delle elezioni, nel 2019 saremo chiamati all’Elezione del nuovo Parlamento Europeo costituisce un momento di confronto serrato, di competizione. Ci si augura che vengano avanzate proposte comprensibili e realistiche, capaci di suscitare fiducia, sviluppando un dibattito intenso, anche acceso ma rispettoso. E’, questa, inoltre, una strada per ridurre astensionismo elettorale e disaffezione per la vita pubblica.
  2. Le prospettive dell’Italia e degli altri Paesi europei sono strettamente legate alle vicende dell’Unione. In questo senso vi è una consapevolezza diffusa tra i cittadini. E’ in corso un’intensa discussione sulle modalità per rafforzare e sviluppare la costruzione europea, dei popoli europei non solo della finanza finanza, a discapito del lavoro diffuso specie tra i giovani. Più volte il presidente Mattarella ha invitato a rinsaldare la fiducia all’interno dell’Unione fornendo al negoziato un contributo ispirato all’ambizione e al realismo. La voce dell’Italia risulterà tanto più autorevole quanto più sapremo fornire l’immagine di un Paese unito, stabile, determinato, capace di mantenere gli impegni assunti.
  3. Con apprensione il presidente Mattarella registrato alcune manifestazioni di razzismo, antisemitismo, violenza, intolleranza, fanatismo: il nostro Paese dispone degli anticorpi necessari per contenere e respingere il contagio di ideologie e posizioni aberranti, condannate e superate dalla storia.
  4. Il presidente ha inteso più volte ringraziare a nome di tutto il Paese le Forze di Polizia e gli Apparati di sicurezza: il loro concreto, rassicurante lavoro per la tranquillità della Nazione è decisivo in una fase così impegnativa su fronti che vanno dalla tutela della legalità, alla lotta alla criminalità, alla prevenzione e al contrasto del terrorismo, una sfida rispetto alla quale occorre mantenere la massima vigilanza.
  5. Un impegno altrettanto rilevante affrontano le nostre Forze Armate, apprezzate nella loro capacità di interpretare i valori enunciati dall’art. 11 della Costituzione. Ad esse, impiegate nella difesa della legalità internazionale e della convivenza pacifica in tanti luoghi del mondo a rischio di conflitti e di violenze, invio gli auguri ed esprimo la riconoscenza degli italiani.
  6. L’augurio che presidente della Repubblica ha formulato alle Cariche dello Stato e alla Diplomazia presente in Italia è che il prossimo anno rechi sviluppo, lavoro e solidarietà per rendere ancora migliore il nostro meraviglioso Paese.

Una sobria e vibrante rilettura dei principi costituzionali per la promozione un impegno istituzionale plurale ed inclusivo degno di un grande Paese libero, sicuro e solidale.

Questi anni  di mandato presidenziale hanno visto impegnato Sergio  Mattarella in  una sobria quanto vibrante rilettura e attualizzazione dei principi costituzionali, riaffermando una rinnovata, concorde collaborazione tra i Cittadini e le Istituzioni – nonostante tanti momenti  di tensione istituzionale – attente alle istanze popolari, per risolvere le problematiche del tempo presente,  per un impegno istituzionale degno di un grande Paese libero, sicuro e solidale.

Con questi presupposti disponiamoci all’ascolto delle parole di Augurio che il Capo dello Stato rivolgerà agli Italiani nella serata della vigilia di Capodanno 2019.

Auguri a tutti i nostri lettori!