Stefania Ioime

NewTuscia – VITERBO – Dopo i malumori della volta precedente il consiglio comunale riprende le sue attività quasi in perfetto orario, meno di mezz’ora di ritardo. Poche assenze, un clima composto, inizialmente anche un rispettoso silenzio, addirittura molti prestano attenzione agli argomenti trattati. Abituati a vedere ben altro, la sensazione è straniante, giusto un consigliere con evidenti problemi di iperattività che lo costringe a un perpetuo moto, riesce a riportare tutto alla realtà.

Di carne al fuoco in questo consiglio ne viene messa tanta, si parte dalla conferma delle deleghe che tanto scalpore avevano creato, per passare all’accoglienza dei rifiuti romani. Il sindaco Arena rassicura il consigliere Paolo Bianchini che ha posto la questione, si tratta di un disagio provvisorio, che per il momento è stato ripagato con la promessa, da parte del presidente della Regione Lazio, di maggiori attenzioni per l’ambiente. Quali? Non è ancora dato a saperlo, per il momento c’accontentiamo d’avere l’aria buona.

Il consigliere Chiara Frontini pone il problema della piscina comunale, un impianto che risulta essere ancora privo delle più basilari norme di sicurezza, nello specifico manca il certificato di prevenzione incendi (CPI).

Il consigliere Giacomo Barelli ribatte in modo faceto che molti edifici pubblici sono privi del CPI, edifici anche più importanti di una piscina, come le scuole o lo stesso palazzo comunale «Apriamo una discussione sullo stato del nostro patrimonio edilizio, in molti casi manca l’idoneità statica antisismica, ma non ci sto a fare questo giochetto propagandistico, è poco serio».

L’assessore Marco de Carolis rasserena gli animi, assicurando che tra una dozzina di giorni sarà rilasciato il CPI per la piscina.

Chiara Frontini esprime la propria soddisfazione per una situazione stagnante da dieci anni, risolta in così breve tempo. «È interessante che ci si muova su questo argomento solo quando qualcuno ci presta attenzione». Poi prova a spiegare a Barelli, definito ironicamente “qualcuno presente in aula”, la differenza sostanziale tra una piscina moderna e un palazzo storico con vincoli artistici.

Il consigliere Alfonso Antoniozzi chiede di verificare se il seminterrato dove un giovanissimo cittadino immigrato è stato soffocato dai fumi di un incendio, fosse stato affittato in maniera regolare. Ricorda che la legge vieta e punisce il subaffitto e consiglia di prendere spunto dalla tragedia «per cominciare un controllo capillare sul nostro patrimonio immobiliare, il subaffitto non è solo illegale ma incide in maniera capillare sul nostro smaltimento dei rifiuti».
Il sindaco Giovanni Arena promette di scoperchiare questo pentolone, aggiungendo che per molti viterbesi i controlli saranno poco piacevoli.

Si parla altresì di case popolari, scoprendo con enorme sgomento che viene considerata una procedura normale, murare una porta per evitare un’occupazione abusiva.
Improvvisamente il consiglio comunale si tinge di giallo con il mistero degli autobus spariti, parte uno scontro polemico tra il consigliere Alvaro Ricci, il consigliere Fabrizio Purchiaroni e il vicesindaco Enrico Maria Contardo.

Il consigliere Purchiaroni non si spiega come dall’acquisto di 7 nuovi autobus deliberato a luglio (per sostituirne 11), si sia passati a dar credito alla voce dell’amministratore della Francigena che asserisce di comprarne solo cinque. Dove sono finiti gli altri due autobus? Il consigliere Luisa Ciambella suggerisce di scrivere alla befana per sapere quanti autobus arriveranno.

L’importante è che il servizio pubblico sia garantito durante la sostituzione dei mezzi e il vicesindaco ha assicurato che non ci sarà nessun taglio alle corse, nonostante la matematica dica tutt’altro. Speriamo bene!

Si passa al tema principale, la delibera presentata dall’assessore Alessia Mancini sulla tassa di soggiorno, il consigliere Paolo Bianchini sollecita un progetto a cui destinare i soldi dell’imposta «bisogna realizzare più servizi per tutta la comunità». Il consigliere Purchiaroni propone di investire in arredi urbani, cestini, panchine ma anche in parcometri e app per il pagamento elettronico.

il consigliere Ciambella rivendica con orgoglio la paternità della tassa di soggiorno e ricorda che la proposta approvata tre anni fa, non fu condivisa da tutti, ci furono ripicche, proteste e lamentele anche da parte di chi oggi ne è entusiasta. Il consigliere Luigi Buzzi replica alla Ciambella che durante il suo governo le destinazione delle tasse erano poco chiare.

Anche Antoniozzi si trova esattamente sulla stessa lunghezza d’onda per quanto riguarda la destinazione della tassa di soggiorno e si augura che i proventi affluiscano nella salvaguardia del patrimonio artistico «Noi con il nostro compito di vigilanza, saremo molti accorti sulla destinazione», per evitare che possa succedere come nella vecchia amministrazione quando la tassa diventò anche «un tesoretto per le manifestioncine».
Il consigliere Ricci chiede come sono stati usati i contributi della tassa di soggiorno nei primi sei mesi di governo, ma la domanda scomoda mette in evidente difficoltà l’assessore alla cultura, che farfuglia vari non ricordo, si giustifica dicendo di dover prendere i capitolati di bilancio e infine conclude con un «li abbiamo impiegati per le festa di capodanno del comune, se non ricordo male».

Si passa alla votazione, Chiara Frontini e il suo gruppo dichiarano di astenersi, spiegando che vogliono mettere alla prova l’amministrazione, testare come davvero saranno impiegati i soldi.

Il consiglio comunale approva la delibera. Dal primo gennaio la tassa di soggiorno sarà obbligatoria anche per gli appartamenti ad uso turistico.