Consegnate chiavi della città di Orte al regista Alessandro D’Alatri

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Le Chiavi della città di Orte al regista Alessandro D’Alatri per la sua testimonianza di un  cinema come strumento di promozione della migliore  migliore cultura italiana nel mondo e come testimonial della riscoperta della figura di Filoteo Alberini, attraverso il rapporto tra i giovani, le eccellenze del territorio e l’arte cinematografica.

Alessandro D’Alatri ha ricevuto oggi 27 dicembre dal sindaco di Orte, Angelo Giuliani, le chiavi della Citta’, come riconoscimento alla sua intensa  carriera di regista e per la disponibilita’ dimostrata alla valorizzazione della figura  di Filoteo Alberini, pioniere della cinematografia e dell’industria cinematografica italiana e internazionale,  a cui Orte ha dato i natali.

La cerimonia aperta al pubblico ha avuto luogo nella Sala Consiliare di Palazzo Nuzzi, alla presenza delle autorità, dei rappresentanti delle associazioni cittadine e degli studenti dell’Istituto Omnicomprensivo di Orte.

Con questo riconoscimento l’Amministrazione Comunale ha voluto premiare il regista non soltanto per i suoi indubbi meriti artistici, ma anche per la sua sensibilità nei confronti del sociale, aspetti che ricorrono in tutte le sue opere, puntualmente rappresentati in temi di stretta attualità.

“E’ un onore – ha detto il Sindaco Giuliani – legare il suo nome alla nostra città; un artista prestigioso che ha mostrato una conoscenza approfondita del nostro territorio e della figura di Filoteo Alberini; un’eccellenza cinematografica che contribuirà alla promozione dell’inventore ortano, dando rilievo all’intera collettività

Tra i progetti del 2019: la proiezione del cortometraggio La Linea Oscura di Stefano Gabriele, realizzato con gli studenti dellIstituto Omnicomprensivo di Orte, ladesione alla Film Commission Regione Lazio e una tavola rotonda sulla figura di Filoteo Alberini con storici, giornalisti di settore e i massimi esponenti dellindustria cinematografica.

L’impegno di questa Amministrazione Comunale è massimo nel sostenere ed incoraggiare la cultura – riferisce il Consigliere Valeria D’Ubaldo – infatti siamo già al lavoro per l‘edizione 2019 del Festival e durante la conferenza stampa di oggi abbiamo presentato i progetti che stiamo portando avanti con il supporto dell’Associazione Festival Filoteo Alberini”.

Sono intervenuti Antonio Pantaleoni a nome dell’Associazione Festival Filoteo Alberini, delineando gli appuntamenti per l’edizione 2019 del Festival Internazionale delCortometraggio e lo stesso regista  che si è detto onorato di poter contribuire alla conoscenza della figura di Alberini, condividendo le intenzioni del’Amministrazione comunale di promuovere anche la figura di Pier Paolo Pasolini,anche lui legato ad Orte e a Soriano nel Cimino, comuni intenzionati a dar vita ad un Parco Letterario dedicato al poliedrico regista e intellettuale friulano.

Altro intervento molto apprezzato quello del regista Stefano Gabriele, che insieme ai ragazzi dell’Istituto Omnicomprensivo di Orte ha realizzato il Cortometraggio “La linea oscura” che verrà proiettato nel corso dell’Edizione 2019 del Festival dedicato a Filoteo Alberini.

Vediamo di scoprire l’esperienza artistica del regista insignito delle Chiavi della città‘  di Orte. Fabio  Secchi Frau definisce Alessandro D’Alatri come ” l’erede della commedia all’italiana,  regista indistruttibile del cinema italiano,  che non manca mai all’appuntamento con la stagione cinematografica. È l’autore di opere dignitose, dal taglio classico, che anche al box office mantengono prestazioni costanti. Riscopre e scopre attori che, misurati e toccanti, si lasciano travolgere dalle sue sceneggiature che spaziano fra i generi, coltivando il piacere di un cinema che ama raccontare storie dai ritmi sciolti e vivaci. ”

I primi passi con Visconti e De Sica

Inizia a recitare giovanissimo, debuttando prima a teatro sotto Luchino Visconti con “Il giardino di ciliegi” e poi sul piccolo schermo grazie allo sceneggiato I fratelli Karamazov (1969) di Sandro Bolchi con Corrado Pani, Lea Massari, Salvo Randone, Umberto Orsini, Antonio Salines, Carla Gravina, Gianni Agus e Glauco Onorato. Seguono, sempre per il piccolo schermo i film tv Viaggio di ritorno (1970) di Enrico Colosimo con Evi Maltagliati e Antonio Casagrande e Una mattina come le altre (1981). Il debutto cinematografico avviene invece nel 1969, quando recita nel film di Emilio Marsili Il ragazzo dagli occhi chiari, mentre l’anno successivo sarà diretto da Vittorio De Sica nel film Premio Oscar Il giardino dei Finzi Contini.

L’esordio con Americano rosso

Passa dietro la macchina da presa intorno agli Anni Ottanta, dirigendo più di 100 spot pubblicitari, per poi passare alla sua opera prima tratta dall’omonimo romanzo di Gino Pugnetti Americano rosso (1991) con Burt Young, Fabrizio Bentivoglio, Valeria Milillo, Sabrina Ferilli, Pino Ammendola, Eros Pagni, Massimo Ghini e Miranda Martino.

Il successo di Casomai

Regista che ha diretto più volte Kim Rossi Stuart e Fabio Volo in bellissime pellicole, colpisce nel segno grazie alla commedia Casomai (2002), all’interno della quale racconta la storia matrimoniale di Tommaso e Stefania. E sempre inerente alle storie d’amore narra con passione anche quella di Salvatore e Martina nella pellicola Sul mare (2010). Nel 2017 si ispira alla storia vera di Matteo Achilli, 18enne romano che ha inventato una app, per realizzare The Startup – Accendi il tuo futuro.

I Premi

Fra i molti riconoscimenti, vince un David di Donatello come migliore regista esordiente per Americano rosso (1991) e un altro David per la migliore sceneggiatura con Senza pelle (1994, anche Nastro d’Argento), ma è stato nominato al medesimo premio anche per Casomai.

Altri progetti

Vincitore del premio Sergio Trasatti per I giardini dell’Eden (1998), nel 1997 abbandona il progetto di dirigere un film in lingua inglese dal titolo Bravo, Randy che avrebbe dovuto avere fra gli interpreti Lorenzo Jovanotti e Valeria Golino. Mentre nel 2009, è l’autore del videoclip della canzone “Ancora qui” di Renato Zero. Televisivamente, dirige invece alcuni episodi di Ritratti d’autore (1996) e Alfabeto italiano (1998).

In particolare dirige   per la RAI  le varie edizioni di largo  successo dello sceneggiato “I bastardi di Pizzofalcone” con Alessandro Gasmann.