di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – L’assessore al termalismo Claudia Nunzi ha dichiarato nell’articolo  pubblicato: “Per le terme ex Inps, è stato individuato un advisor per il rilancio dello stabilimento. “É stato finalmente individuato un soggetto advisor, incaricato di elaborare lo studio-progetto di fattibilità finalizzato alla realizzazione del piano di rilancio dell’impianto Terme dei lavoratori ex Inps di Viterbo.

A conclusione dei lavori della commissione giudicatrice, avvenuta lo scorso 6 novembre, l’offerta migliore, tra le sei pervenute entro la scadenza dello scorso 26 marzo, è risultata  l’ATI – Federterme Servizi srl e Structura srl.    In soli cinque mesi abbiamo portato avanti una procedura ferma dallo scorso aprile. Certo, è solo un primo passo. Questo sarà solo l’inizio del rilancio del termalismo viterbese – ha aggiunto l’assessore Nunzi. Mi impegnerò affinché la struttura sia completata e funzionante il prima possibile. Per lo sviluppo termale del territorio, e, dettaglio di non poco conto, per nuovi posti di lavoro all’interno della struttura”.

La cronistoria della gara per il rilancio delle Terme ex Inps di Viterbo con termalismo, ambiente cultura e tipicità.

Ricordiamo che il 13 luglio 2017 era stato sottoscritto il Protocollo d’intesa tra il presidente del Lazio Nicola Zingaretti ed l’allora  sindaco Leonardo Michelini per il rilancio delle Terme ex INPS di Viterbo e lo sviluppo del sistema termale. Il rilancio delle Terme Inps si inserisce in un’azione più ampia di interventi destinati a rilanciare questo territorio, lavorando sulla capacità di attrarre turisti, oltre che creando occasioni sociali ed economiche per i residenti e per le imprese.

Dal 1992 erano chiuse e ora parte il percorso per restituirle ai cittadini. Si tratta di uno spazio che sarà importante non solo per Viterbo ma per tutto il Lazio perché il turismo termale è una vocazione possibile. Il percorso di rilancio che prenderà corpo nei prossimi mesi.

Il percorso di rilancio che prenderà corpo nei prossimi mesi Regione e Comune hanno deciso insieme di non costituire l’ennesima società pubblica, ma di seguire un percorso di ripristino delle condizioni di competitività del sito per poi affidarne la gestione al libero mercato, attraverso una procedura ad evidenza pubblica. Con queste azioni la Regione Lazio ha messo in condizione il comune di Viterbo di regolarizzare la situazione delle acque e avviare il processo di ricerca del soggetto che potrà davvero far tornare a vivere lo stabilimento.

Tre le azioni fondamentali portate avanti:

-approvata una legge ad hoc: la legge regionale n° 1 del 2014 stabilisce che il complesso delle terme ex Inps è affidato al comune di Viterbo che ha il compito di trovare, attraverso apposita gara, un soggetto gestore.

-rinnovata la concessione Bullicame al comune di Viterbo: la Regione ha rinnovato nel 2017 la concessione mineraria della sorgente Bullicame al comune di Viterbo, integrandovi anche i pozzi di riferimento delle terme ex Inps.

– il protocollo  sottoscritto nel 2017  tra la Regione Lazio e il comune di Viterbo  impegnava  il Comune a individuare mediante procedura ad evidenza pubblica un advisor che deve elaborare il progetto di fattibilità del nuovo piano di rilancio dell’impianto ex Inps.

Le dichiarazioni del presidente Nicola Zingaretti nel 2017: “Quella delle Terme Ex Inps di Viterbo è un’altra bella storia che sembrava impossibile  da risolvere. Dal 1992 erano chiuse e abbiamo lavorato con il comune di Viterbo, gomito a gomito, e ora c’è uno studio che chiarisce quanta captazione si può fare e si può partire per il bando di assegnazione e riapertura delle terme: restituire dopo anni questo spazio sarà importante non solo per Viterbo ma per tutto il Lazio perché il turismo termale è una vocazione possibile. Il tutto avviene nella fase in cui apriamo i nuovi bandi per le piccole e medie imprese quindi chi vorrà investire avrà più possibilità di farlo”.

Una breve sintesi sulle disposizioni che regolano il termalismo in Italia e le prospettive di riforma. La legge n. 323/2000 ha rappresentato il primo tentativo di riformare il sistema normativo nel settore termale, configurandosi quale legge “cornice”, destinata ossia, a dettare norme di principio volte a delimitare e determinare i confini di intervento della legislazione regionale nell’ambito di una materia caratterizzata da una forte multidisciplinarietà, coinvolgendo infatti aspetti sanitari, turistici, ambientali ed economici. Tuttavia i tempi di attuazione della legge in questione sono stati piuttosto lunghi ed in alcuni casi le disposizioni previste nella disciplina in questione sono rimaste inattuate.

La Proposta di legge in oggetto rappresenta un’opportunità rilevante per intervenire al fine di rilanciare un settore importante in Italia anch’esso colpito dalla recente crisi economica.

In sintesi le disposizioni  su cui si articola la Proposta di Legge sottoposta al parere delle regioni italiane  sono i seguenti:

  • L’istituzione di un Fondo per la riqualificazione termale, avente una dotazione annua di 20 ml di euro per il triennio 2017/2019 (nuovo art 1 comma 3);
  • il conferimento di una delega al Governo per l’adozione di un testo unico della normativa in materia di attività idrotermali di riordino complessivo del settore (nuovo art 1 comma 5);
  • la questione dell’inapplicabilità della direttiva 2006/123/CE (direttiva Bolkestein) e del D. Lgs n. 59/2010 di recepimento alle attività termali a quelle di imbottigliamento delle acque minerali e termali, compresi il rilascio e il rinnovo delle relative concessioni (nuovo art 1 comma 4bis);
  • la questione della privatizzazione attraverso programmi di intervento per la valorizzazione patrimoniale al fine del rilancio degli stabilimenti termali ancora gestiti dagli enti territoriali /amministrazioni pubbliche (nuovo art 5bis);
  • la previsione dell’accesso da parte dei medici termali anche in soprannumero alle scuole di specializzazione (nuovo art 6 comma 2);
  • la previsione del credito di imposta e deduzione IVA per i costi relativi agli interventi di investimento (nuovo art 11 bis);
  • iniziative promozionali a sostegno del termalismo da realizzarsi nell’ambito dei piani promozionali dell’agenzia nazionale italiana del turismo per incentivare la libera circolazione del paziente in sanità in area UE (nuovo art 12);
  • istituzione della giornata nazionale delle terme.