Insulti ai giornalisti, oggi mobilitazione nazionale

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – In campo anche Casellati e Fico dopo le parole di Di Maio e Di Battista. Oggi siamo in piazza in 20 città.

Oggi i giornalisti in piazza. Venti incontri per venti città. Il mondo del giornalismo si mobilita martedì per reagire agli attacchi di esponenti del governo – e anche dell’ala movimentista – del M5s. Dall’«infimi sciacalli» di Luigi Di Maio al «pennivendoli» e «puttane» usciti sabato dalla bocca di Alessandro Di Battista. Posizioni che hanno da subito suscitato aspre polemiche.

Pur non entrando nelle roventi polemiche, con puntualità e autorevolezza,   il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricevendo i ragazzi al Quirinale,  ha ricordato il «grande valore» della libertà di stampa. E così hanno fatto i presidenti delle Camere. Mentre pure l’alleato di governo Matteo Salvini ha preso le distanze dai pentastellati.

Nei capoluoghi e nelle principali città di ogni Regione lappuntamento è a mezzogiorno di oggi 12 novembre per un flash mob di unora che intende dire “Basta attacchi ai giornalisti” e “Giù le mani dallinformazione”.

Mi servo della descrizione di vari colleghi della stampa nazionale per descrivere quanto sta accadendo.  Questi gli slogan dell’iniziativa, promossa dalla Federazione nazionale della stampa (Fnsi), il sindacato di categoria. A Roma l’appuntamento è fissato in piazza Santi Apostoli, a Milano e a Torino davanti alla prefettura, a Napoli in piazza Plebiscito e a Palermo davanti al Teatro Massimo.

La protesta travalica i confini nazionali e verrà sostenuta anche – alla stessa ora – a Bruxelles dalla Federazione europea dei giornalisti e (unora prima, ma in contemporanea per il fuso orario) a Londra, dove a Trafalgar Square si ritroveranno i freelance italiani che lavorano per i giornali della capitale inglese.

Alla mobilitazione hanno aderito finora il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, gli ordini regionali, il sindacato dei giornalisti Rai (Usigrai) e una ventina di associazioni, che in gran parte si occupano di informazione, tra le quali Articolo 21, associazione Carta di Roma, Libera informazione e Unione Cattolica Stampa Italiana UCSI.

Lappoggio è arrivato anche da numerosi rappresentanti delle istituzioni locali.

E oggi sul «grande valore della libertà di stampa» ha levato la sua voce il presidente Mattarella. Parlando al Quirinale con degli studenti, il capo dello Stato ha raccontato della propria esperienza quotidiana di lettore di giornali, «quelli che condivido e quelli che non condivido e forse questi secondi per me sono ancora più importanti», ha detto. Infatti, ha spiegato, anche leggere «cose che non si condividono», o che «si ritengono sbagliate, aiuta a riflettere».

Qualche minuto prima era stata la seconda carica dello Stato, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati a citare la stampa parlamentare quale «pilastro della democrazia liberale». Anche il presidente della Camera Roberto Fico – in risposta a una domanda sulle polemiche generate dai due suoi colleghi del M5s – ha ricordato che nella Costituzione «la libertà di stampa è tutelata e sarà tutelata fino alla fine».

Aggiungendo però che, a suo avviso, «negli ultimi 30 anni è mancata una cultura generale dell’indipendenza», un tema «che va affrontato perché la stampa influenza la politica e i politici influenzano i giornalisti». In campo anche il presidente della Vigilanza Rai, Alberto Barachini, che vuole convocare Di Maio per un’audizione.

La polemica è rimbalzata anche a Strasburgo, dove il presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, si è detto «fiero di essere giornalista».

Ed è stato occasione, domenica, per un attacco di Silvio Berlusconi al governo (con invito a Salvini a uscirne). Il pentastellato Gianluigi Paragone gli ha replicato di non accettare lezioni dall’autore del celebre “editto bulgaro”. Il M5s, insomma, non recede. Ma mostra anche qualche nervosismo, come nel caso del capogruppo al Comune di Palermo Ugo Forello, che denuncia di essere stato rimosso dal ruolo dopo aver criticato l’uscita di Di Maio. M5s palermitano parla, invece, di normale rotazione delle cariche.

Oggi il movimento romano (l’attacco ai cronisti è arrivato subito dopo l’assoluzione della sindaca Virginia Raggi) ha insistito: «Dove sono le scuse di quei giornali che invece di occuparsi dei dettagli del processo, hanno provato a influenzare negativamente l’opinione pubblica?». Domenica Di Maio, a “Non è l’Arena” di Giletti, non ha voluto fare passi indietro. «Quando ce vo’ ce vo’», ha detto, insistendo su «un atteggiamento troppo corporativistico» dell’informazione.

Il vicepremier potrebbe essere convocato dal consiglio disciplinare dell’Ordine della Campania, al quale è iscritto come pubblicista. L’organismo, al quale è stato deferito dal presidente Ottavio Lucarelli, si riunirà mercoledì.

Noi siamo convinti che al  lettore interessi la separazione dei fatti dalle opinioni e la verifica da parte di noi giornalisti delle fonti dei nostri articoli…l’Ordine dei Giornalisti tutela la correttezza del l’esercizio della professione, associata alla formazione continua a cui siamo opportunamente  tenuti.  Esercitare professionalmente la nostra professione implica senso di responsabilità  e qualificazione esigente di ciò che scriviamo e ciò che riportiamo in video….il rispetto dei lettori si conquista sul campo… I professionisti di ogni disciplina lo sanno …. L’importante e’ non “vendere” la nostra  autonomia professionale:  la stampa e’ un servizio pubblico, la nostra coscienza ed il Lettore sono sovrani!   La libertà di manifestazione del pensiero,  nel caso della Stampa “qualificata”, sancita in Costituzione, ne costituisce il perno inviolabile. Il richiamo del presidente Mattarella deve riportare le tessere del mosaico istituzionale al loro posto “armonico” e coerente.

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21