di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – La a trasmissione Fatti e commenti in onda in questo fine settimana, condotta da chi scrive e da Gaetano Alaimo, si occuperà della presentazione del libro sul Centenario della conclusione del Primo Conflitto Mondiale.

Il 3 novembre  alle ore 17, presso la Sala delle Bandiere di Palazzo Nuzzi, sede municipale, è programmata  la  presentazione del libro “1915-1918 1^ Guerra Mondiale. In ricordo dei nostri giovani Eroi” curato dallo storico Bruno Salvatori e da chi scrive.  Il testo è edito dalla S.Ed. Società Editrice di Viterbo del prof. Luigi Ceppari.

L’evento prevede dopo il Saluto delle Autorità, le presentazioni ufficiali tenute dal prof. Sante Cruciani, docente di Storia delle Relazioni Internazionali presso la facoltà di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali dell’Università della Tuscia di Viterbo su  “Il Sacrificio di tanti giovani contadini, operai e studenti che dettero compimento alle speranze del Risorgimento Italiano” e della prof.ssa Giovanna Cavarocchi,  presidente AUSER di Viterbo su “La memoria storica  dei fatti di Guerra come dialogo tre le generazioni “, a cui seguiranno gli interventi degli autori Bruno Salvatori e Stefano Stefanini.

Il testo è per noi un atto dovuto per i giovani eroi-soldati che sacrificarono la loro gioventù, e in alcuni casi la propria vita, per dare all’Italia i suoi confini naturali e portare così a compimento il Risorgimento e l’Unità d’Italia.

Il 4 novembre di quest’anno celebreremo  dunque i cento anni  della Vittoria della prima Guerra Mondiale, per ricordare quei caduti –  i cui nomi sono quasi sbiaditi nelle lapidi celebrative – sottraendoli dall’oblìo del tempo.

In particolare ci siamo soffermati con l’amico Bruno Salvatori sule figure di giovani soldati ortani come il capitano cappellano don pacifico Arcangeli, il capitano Sirto Sacchetti, il capitano Ferruccio Cianchi, il cappellano militare Padre Geremia Subiaco, il Cavaliere di Vittorio Veneto Torquato Maggi, di cui abbiamo una testimonianza diretta delle sofferenze subite e della grande gioia per la Vittoria finale.

Per la presentazione del 3 novembre sono state coinvolte le istituzioni, le Forze Armate e di Polizia le associazioni ed in particolare i ragazzi delle nostre scuole, perché conoscano e apprezzino l’esempio di questi giovani soldati.      

Molto spesso si discute sulla mancanza di valori del tempo presente, di una cultura condivisa, di fiducia nel futuro. Tutti si interrogano su cosa fare, dove guardare.   La risposta è quella di rivalutare le pagine più eroiche della storia d’Italia! Una grande vittoria, il sacrificio di milioni di soldati – fra cui settecentomila caduti – l’impegno di tutta la nazione affinché la guerra giungesse ad una conclusione vittoriosa. E’ significativo che oggi di fronte ai nostri Monumenti, possiamo celebrare il 4 novembre riconciliati con gli ex nemici di allora, nella consapevolezza che valore, sacrificio e coraggio sono valori universali che uniscono e non dividono.

Una Banda Musicale Militare di giovani “reduci” della Guerra 1915-1918. Fonte Torquato Maggi, Cavaliere di Vittorio Veneto

Un messaggio di riscoperta concorde dell’Unità nazionale nel ricordo di tanti giovani soldati.

Il messaggio e la testimonianza dei Combattenti come Torquato Maggi, dei Cavalieri di Vittorio Veneto, è quello di collaborare, oggi, ciascuno nel proprio ruolo,  alla crescita del nostro Paese,  oltre gli episodi di corruzione e di malgoverno della cosa pubblica.

Ma andiamo a scoprire l’esistenza  di un uomo che ha vissuto a cavallo di due secoli, due guerre, la ricostruzione post-bellica, il benessere degli anni sessanta e settanta, sino ai nostri giorni di nuovo incerti  del  “terzo millennio”.

Torquato Maggi fu chiamato alle armi nel luglio 1917, come tanti “Ragazzi del 1899” ormai scomparsi e venne destinato al 70° Reggimento Fanteria di Arezzo e successivamente al 119° Fanteria Brigata Emilia.  Fu protagonista, in prima e seconda linea degli scontri sul Monte Grappa, ove aveva combattuto sino all’ottobre del 1918.

Anche negli ultimi anni di vita, a centoquattro anni, quando la vista si era affievolita e l’udito appariva un po’ precario, conservava nella sua memoria  il ricordo dei giorni di guerra, che raccontava ai suoi visitatori ed ai familiari con inalterata lucidità.

In giornate di guerra particolarmente afose, preso da sete e da fame incontrollabili di un diciassettenne, non esitò con i suoi commilitoni a bere l’acqua di una pozza utilizzata normalmente dagli animali al pascolo e  a divorare un tozzo di pane trovato frugando tra rifiuti e bende.

E la riflessione di Torquato Maggi e di tanti Cavalieri di Vittorio Veneto, nel ricordare la gioia della Vittoria conseguita anche con il suo sacrificio,  si faceva dispiaciuta nel constatare come il senso di amore verso la Patria ed il Tricolore si stava affievolendo, quando lui, come tanti commilitoni, era pronto a dare la propria vita per difendere l’Italia e a la Bandiera che la rappresenta.

Oggi, a  cento  anni dalla Vittoria del primo conflitto mondiale,  non dobbiamo dimenticare i Cavalieri di Vittorio Veneto, essi rappresentano la memoria storica che deve farci riflettere, la loro scuola di vita ed il loro sacrificio ci esorta a impegnarci su altre battaglie per costruire un futuro migliore per i nostri figli e l’Italia.