Il nuovo anno pastorale sotto il segno di Paolo VI e il vescovo martire Oscar Romero

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Con un incontro di preghiera nella chiesa della Madonna della Sanità la parrocchia di Orte Scalo ha aperto il  nuovo anno pastorale 2018-2019. Il parroco don Giuseppe Aquilanti ha condotto un’articolata riflessione alla presenza di tutte le associazioni e organizzazioni parrocchiali, mettendo il cammino comunitario   sotto l’intercessione dei nuovo santi proclamati da papa Francesco , il papa Paolo VI  e il vescovo martire Oscar Romero, con il motto: “non si può’ andare a Dio senza passare attraverso i fratelli, nella Chiesa”.

Si è riflettuto e pregato per essere Chiesa con uno stile che sia capace di educare l’uomo di oggi, alla vita buona del Vangelo, uno stile capace di uscire verso le periferie esistenziali e della storia, per annunciare a tutti la Buona Notizia.

L’esigenza di essere una comunità che sa abitare ogni luogo, ogni circostanza, ogni trasformazione culturale e sociale, capace di vicinanza e partecipazione alla vita di ogni persona, soprattutto se povera.

L’augurio  per il nuovo anno pastorale si è articolato anche nella possibilità di attingere dalla vita liturgica e dalla preghiera una spinta continua per l’azione di attenzione ai fratelli.

Nel corso dell’incontro di preghiera sono stati delineati i caratteri salienti della testimonianza dei due nuovi Santi: Paolo VI, che guidò in porto la barca del Concilio Vaticano II e mons. Oscar Romero. “Nei confronti di questo grande Papa – ha affermato Francesco durante il rito di beatificazione – di questo coraggioso cristiano, di questo instancabile apostolo, davanti a Dio non possiamo che dire una parola tanto semplice quanto sincera ed importante: grazie!”. Il Concilio aprì nuove prospettive ai laici, al dialogo interreligioso e alla dimensione universale della Chiesa di Roma.

Mons. Oscar Romero  fu voce dei poveri  e degli ultimi in Salvador. L’arcivescovo di San Salvador fu colpito  la sera del 24 marzo 1980  mentre celebrava la Messa nella cappella dell’ospedale per malati terminali, dove viveva, per essere sempre vicino ai poveri. Uno sparo lo colpì sull’altare mentre consacrava l’Ostia. Fu “voce dei senza voce”, cioè dei poveri, grazie alle sue ampie omelie fatte di spiegazione dei passaggi biblici e d’informazioni sui fatti della settimana. Suo malgrado, l’arcivescovo divenne l’uomo più influente del Salvador. Romero era uomo di pace Disse un giorno: “Se Cristo avesse voluto imporre la Redenzione con la forza delle armi o con quella della violenza non avrebbe ottenuto nulla. È inutile seminare il male e l’odio”.