La posizione delle regioni sulle chiusure domenicali degli esercizi commerciali: rischio di sfruttamento del lavoro festivo, le piccole attività commerciali ed artigianali contro la desertificazione dei centri storici e dei piccoli comuni

di Stefano Stefanini  NewTuscia – VITERBO – Sulla disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali si è instaurato un confronto tra regioni e parlamento.  L’assessore Gian Paolo Manzella (assessore alle Attività Produttive della Regione Lazio) ha illustrato  nei giorni scorsi nel corso di un’audizione alla Camera la posizione della commissione Attività Produttive sulle diverse proposte di legge relative agli orari di apertura degli esercizi commerciali. Una posizione che sarà poi elaborata nella sua forma definitiva dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Gian Paolo Manzella

“Diverse sentenze della Corte Costituzionale hanno sottolineato – ha detto Manzella parlando di fronte alla Commissione attività produttive, commercio e turismo di Montecitorio – che la materia degli orari e delle deroghe domenicali e festive delle attività commerciali è di esclusiva competenza dello Stato, perché attiene alla materia ‘tutela della concorrenza’. Per cui le Regioni – ha proseguito Manzella -non possono e non devono essere delegate ad assumersi l’onere di fare scelte che spettano direttamente allo Stato” come sembrerebbero suggerire alcune delle proposte di legge all’esame della Commissione.

Se questo è il punto di partenza occorre però che lo Stato eserciti tale competenza senza delegare alle regioni l’individuazione delle deroghe domenicali e festive, le zone del territorio, gli accordi con gli enti locali e anche con le regioni confinanti onde evitare criticità tra città di confine”.

Altri temi toccati dall’Assessore Manzella sono stati quelli relativi al rischio di sfruttamento del lavoro domenicale e festivo, alla mancanza di retribuzione integrativa, le esigenze delle piccole attività commerciali ed artigianali che di fatto evitano la desertificazione del centro storico ed il depauperamento dei piccoli comuni, soprattutto montani.

“Su quest’ultimo tema – ha detto Manzella – si impone una riflessione: non è con la chiusura domenicale e festiva delle attività commerciali che si riesce evitare la crisi del piccolo commercio. Servono invece incentivi, anche finanziari, importanti, occorre trovare soluzioni alternative sinergiche, proporre nuove forme di aggregazione soprattutto nei centri storici e nei piccoli comuni come i centri di via o i centri commerciali naturali”.

“La preoccupazione di molte Regioni – ha concluso Manzella – è che un provvedimento statale che imponga una chiusura generalizzata per un certo numero di giorni festivi e di domeniche possa produrre una “desertificazione” dei luoghi cittadini nei giorni festivi, considerando che l’apertura dei negozi costituisce certamente un importante fattore di attrattività per i cittadini e i turisti, e che, al di là delle intenzioni del legislatore, possa anche avere taluni effetti negativi sui livelli occupazionali”.