Accordo europeo. Riduzione emissioni inquinanti del 35% entro il 2030

di Stefano Stefanini

NewTuscia – I governi Ue hanno raggiunto oggi l’accordo per l’abbattimento delle emissioni al 2030 del 35% per le vetture e del 30% per i Van. Ora partono i negoziati con Parlamento Ue e Commissione Ue.

Dopo una lunga riunione a Lussemburgo durata oltre 13 ore i ministri dell’ambiente dell’Unione europea sono arrivati all’accordo sul taglio delle emissioni di CO2. L’intesa prevede l’abbattimento del 35% per le vetture e del 30% per i veicoli commerciali entro il 2030. Obiettivi che, in entrambi in casi rivedono verso il basso quanto richiesto dal Parlamento Ue: riduzione al 2030 del 40%.

Ad annunciare il raggiungimento dell’accordo tra i governi europei è stata la presidenza austriaca dell’Ue. L’intesa prevede anche alcune deroghe per i piccoli costruttori di veicoli. Complessivamente il compromesso è stato votato favorevolmente da 20 Paesi, con 4 voti contrari e 4 astensioni. Tra i governi più critici con l’accordo raggiunto ci sono Irlanda, Slovenia, Lussemburgo, Olanda, Svezia e Danimarca.

Dopo l’intesa oggi ripartono i nuovi negoziati per stabilire la soglia finale del taglio. Un risultato quest’ultimo che passa dalle trattative che i governi Ue avvieranno sia con il Parlamento europeo, che ha chiesto un abbattimento del 40%, che con la Commissione europea, la cui proposta è invece un taglio del 30%.

La politica ambientale dei comuni. Lo stato di attuazione del “Protocollo d’intesa” tra Governo,  Regioni e Comuni del 2016: una traccia ecologica per le amministrazioni comunali.

E’ lecito domandarci con i nostri lettori lo stato di attuazione  del “Protocollo d’intesa” sottoscritto tra Ministero, Conferenza delle Regioni  e Comuni italiani il 7 gennaio 2016  per migliorare la qualità dell’aria mira prioritariamente ad  incoraggiare il passaggio a modalità di trasporto pubblico a basse emissioni, disincentivare l’utilizzo del mezzo privato, abbattere le emissioni, favorire misure intese ad aumentare l’efficienza energetica.

Il documento  disciplina la collaborazione tra le parti, al fine di definire e attuare misure omogenee su scala di bacino per il miglioramento e la tutela della qualità dell’aria e la riduzione delle emissioni di “gas climalteranti”, con interventi prioritari nelle città metropolitane, utilizzando in modo coordinato gli strumenti normativi e finanziari previsti dall’ordinamento, promuovendo altresì il coordinamento delle reti di monitoraggio della qualità dell’aria da parte del sistema delle Agenzie regionali di Protezione Ambientale e dell’ Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA, le azioni di informazione e divulgazione mirate alla corretta comunicazione dei rischi ambientali e sanitari ai cittadini.

In particolare in Italia Governo, Regioni e Comuni si sono impegnati a  favorire  e promuovere politiche attive.

  1. a) il controllo e la riduzione delle emissioni degli impianti di riscaldamento delle grandi utenze, incrementando l’efficienza energetica ed agevolando il passaggio a combustibili meno inquinanti;
  2. b) il passaggio a modalità di trasporto pubblico a basse emissioni, rinnovando il parco mezzi del trasporto pubblico e di servizio pubblico in esercizio, anche attraverso l’attivazione di un’unica centrale di committenza a cui Regioni e Comuni possano rivolgersi per una rapida immissione di mezzi pubblici ecologici;
  3. c) la promozione di una rete di ricarica, anche a ricarica rapida, efficiente soprattutto nelle aree metropolitane che supporti la riconversione elettrica dei mezzi pubblici e privati di trasporto, anche mediante incentivi all’acquisto di veicoli merci, autobus, autoveicoli privati, taxi/NCC e biciclette alimentati ad energia elettrica;
  4. d) l’implementazione e il miglioramento delle infrastrutture del trasporto pubblico locale;
  5. e) le misure di sostegno e sussidio finanziario per l’utenza del trasporto pubblico, quali, a titolo esemplificativo, l’offerta di abbonamenti integrati comprendenti ferrovie, bus, metro, bike sharing, car sharing , sosta gratuita nei nodi di scambio extra urbani, realizzazione di nuove piste ciclabili, corsie preferenziali per il trasporto pubblico ed aree di totale pedonalizzazione;
  6. e) l’introduzione al livello nazionale del limite di 30Km/h all’interno dei centri abitati, con l’eccezione delle principali arterie di scorrimento;
  7. f) la promozione e diffusione di buone pratiche agricole volte alla limitazione delle emissioni di ammoniaca derivanti dalla somministrazione di fertilizzanti azotati o dagli allevamenti, anche tenuto conto dell’aggiornamento della direttiva sui tetti nazionali alle emissioni (cosiddetta direttiva NEC) di futura emanazione;
  8. g) le misure innovative per la dissuasione e la repressione della sosta di intralcio e la sincronizzazione dei semafori con monitoraggio dell’intensità di traffico, tese ad aumentare la fluidità del traffico veicolare;
  9. h) l’omogeneizzazione e soprattutto la condivisione ed l’interoperabilità di dati e informazioni sulla qualità dell’aria quantomeno in tempo quasi reale. Infatti tali dati e informazioni sono oggi disponibili solo sui siti web ufficiali delle singole Agenzie, ma prodotti ed esposti secondo modalità e formati differenti tra loro;
  10. i) la produzione da parte di ISPRA di un Bollettino periodico , sulla base dei bollettini regionali prodotti dal sistema agenziale, e dei dati e delle informazioni di cui al comma precedente di sintesi complessiva posta a disposizione delle Autorità ambientali quanto delle popolazioni;l) la definizione di un obbligo di revisione dei Piani della Qualità dell’aria (art. 9 D.Lgs 155/2010) ogni 4 anni e la definizione di una linea guida unica per la redazione degli stessi da parte del Ministero tramite il supporto tecnico/scientifico di ISPRA e del sistema agenziale;
  11. l) le misure agevolative finalizzate alla realizzazione di interventi di efficientamento energetico relativi agli impianti sportivi pubblici, nonché a favore di altri edifici pubblici;
  12. p) le misure volte alla metanizzazione degli impianti termici in uso presso la pubblica amministrazione, all’atto della sostituzione degli stessi per vetustà/guasti;
  13. m) le misure volte alla rottamazione/riconversione dei veicoli più inquinanti, con particolare riferimento alle flotte merci, promuovendo l’utilizzo delle tecnologie e combustibili a basso impatto ambientale;
  14. n) le misure volte alla aumento del verde pubblico all’interno delle aree urbane, con particolare attenzione alla problematica della piantumazione in aree urbane ed extraurbane;
  15. o) le misure volte all’avvio ed alla realizzazione dei nuovi servizi marittimi per il trasporto combinato delle merci e per l’elettrificazione delle banchine portuali;
  16. p) il potenziamento dei sistemi tecnologici di monitoraggio e di controllo per il rispetto delle misure della limitazione della circolazione nei centri urbani.

Per  favorire l’individuazione e l’attivazione di strategie e azioni comuni finalizzate alla prevenzione ed alla risoluzione delle problematiche ambientali in materia di inquinamento urbano, è stato previsto presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare un “Comitato di coordinamento ambientale delle Regioni e delle Città metropolitane” tra i Presidenti delle Regioni e i Sindaci delle Città metropolitane, presieduta dal Ministro dell’Ambiente per la definizione e l’aggiornamento periodico del piano strategico triennale del territorio metropolitano.