di Serena Biancherini

NewTuscia – Con il brusco cambiamento delle temperature l’autunno è arrivato ufficialmente portando i primi starnuti e piccoli colpi di tosse. C’è chi ricorre ai rimedi della nonna, chi di testa propria prende medicinali generici o antibiotici e chi tenta la via della prevenzione con vitamina C e riposo. Se alcune soluzioni risultano buone, altre possono fare più danni che altro.

I consigli degli esperti in questi casi sono la scelta migliore, il proprio medico di famiglia è il più adatto a stabilire innanzitutto se si tratta di una vera influenza o di sindromi parainfluenzali. La differenza consiste nella presenza combinata di un improvviso incremento della temperatura corporea superiore ai 38° con dolori muscolari e articolari accompagnate da tosse o raffreddore. Questo è il caso in cui si e affetti da influenza. Quanto alla cura invece molte persone ricorrono agli antibiotici di propria iniziativa, un comportamento errato visto che l’influenza stagionale non è causata da batteri ma da virus, quest’anno principalmente da quello di tipo B e dall’H1N1, contro cui gli antibiotici sono inefficaci e ricorrendovi spesso si porta ad uno squilibrio della flora batterica e alla resistenza dell’infezione. Vanno presi solo su indicazione di un’esperto per complicazione batteriche a carico dei polmoni oppure se l’influenza una volta passata ritorna con tosse e febbre, ma sempre sotto consiglio del dottore, dopo la visita.

Si alla vitamina C al riposo, ma per una buona protezione il vaccino stagionale ovviamente è il più indicato, soprattutto per persone con basse difese immunitarie, debilitate da altre malattie oppure anziani. Non cura il raffreddore durante tutto l’anno ne garantisce una totale copertura a tutti ma la malattia qualora si presentasse arriverebbe in forma molto più leggera. In secondo luogo si può ricorrere ai farmaci di automedicazioni, ossia quelli venduti senza bisogno della ricetta e con un bollino sorridente, che riducono piano piano i sintomi evitando di azzerare la febbre se non superiore a 38° (se entro 5 giorni comunque la situazione non migliora rivolgersi al medico).