NewTuscia – VITERBO – Nei prossimi giorni lascerò il Comando dei Vigili del Fuoco di Viterbo per essere destinato ad altro incarico. E quando si lascia una città che ha condiviso con te, per tre anni, gioie e dispiaceri si devono necessariamente salutare gli amici. Ma per amici intendo quelli che Primo Levi definiva in una sua famosa poesia “amici nel senso vasto della parola, persone viste una volta sola o praticate per tutta la vita: purché fra noi, per almeno un momento, sia stato teso un segmento, una corda ben definita… compagni d’un cammino folto, non privo di fatica… O nessuno, o qualcuno, o forse uno solo, o tu che mi leggi”
Cari Amici lascio Viterbo portando con me tante cose, ma soprattutto una valigia piena di ricordi. E i ricordi ti portano a guardare indietro, a ripercorrere il passato, in una girandola di emozioni che fanno crescere dentro di te la nostalgia.
Sono veramente tanti gli episodi da raccontare, ma vorrei citarne uno su tutti, quello che mi ha visto emotivamente più coinvolto, come sa bene il mio amico Gianni. La richiesta di una mamma che per il giorno della laurea della figlia ha chiesto la presenza dei Vigili del Fuoco. Io quel giorno ero lì! Ciao Sara e in bocca al lupo!
E pensare che prima di arrivare in questa Provincia pensavo che Capodimonte fosse solo un quartiere di Napoli. Invece tante sono tante le cose belle che ho conosciuto in questa Provincia. Montagne, laghi, mare, centri storici, ogni borgo unico, ogni luogo speciale.
Certo non posso dire che in questi tre anni non siano mancati dispiaceri professionali e personali, ma i primi fanno parte del gioco e i secondi, purtroppo, fanno parte della vita.
Lasciando questa Citta’ volevo ringraziare i tre Prefetti che ho avuto il piacere di incontrare qui a Viterbo. Ma un ringraziamento speciale lo rivolgo al Prefetto Giovanni Bruno, a cui mi legano sentimenti di stima e riconoscenza per il suo costante aiuto e il suo continuo sostegno.
Un grande Grazie a tutto il personale del Comando dei Vigili del Fuoco di Viterbo, operativi, amministrativi e volontari, per quanto hanno fatto in questi anni. Perché è solo grazie al loro lavoro se il Comando cresce e diventa riferimento per l’intera provincia.
Non posso dimenticare, poi, quanto fatto in occasione del terremoto di Amatrice, che mi ha visto Comandante del COA fin dalle prime ore dopo il sisma. Grande è stata l’opera del Comando di Viterbo che nei primi giorni ha di fatto gestito, quasi da solo, un’emergenza così importante coordinando le forze di tutta l’Italia. E credetemi è stata una grande soddisfazione per me e deve esserne orgogliosa tutta la Città.
Rivolgo poi un saluto al Sindaco Michelini e a tutta la sua Giunta con i quali ho avuto il piacere di lavorare fin dal primo giorno del mio arrivo e fare un in bocca al lupo al Sindaco Arena, che ho avuto appena il tempo di conoscere.
Vorrei ringraziare i Sindaci e gli amministratori di questa Provincia con i quali abbiamo sempre lavorato per la sicurezza e il bene comune, così come vorrei salutare tutti i politici che ho conosciuto in questa Provincia, rivolgendo un pensiero riconoscente a chi mi ha aiutato nella mia opera, rendendomi le cose più semplici.
Un saluto caloroso al Vescovo, a tutte le forze dell’Ordine, Polizia, Guardia di Finanza, Polizia Stradale, Esercito, Aeronautica, e a tutte le Autorità civili e militari. Un saluto speciale, concedetemelo, agli appartenenti all’Arma dei Carabinieri che ho conosciuto in questa Provincia.
Un abbraccio poi ai piccoli e grandi Facchini di Santa Rosa e agli amici dell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco del Corpo Nazionale sez. di Viterbo, miei cari compagni di viaggio.
Inoltre un particolare ringraziamento vorrei rivolgerlo a Francesco Marchi, che con grande abnegazione è stato la “mia voce” in questi anni, e cogliere l’occasione per salutare con affetto tutti gli organi di informazione che hanno raccontato questi ultimi tre anni della storia del Comando dei Vigili del Fuoco di Viterbo. Conosco bene le difficolta’ del vostro lavoro e so anche che senza di voi non saremo quelli che siamo. Grazie di essere stati presenti nella vita quotidiana del Comando!
Ma il mio grazie più grande è per mia moglie Elvira che durante questi tre anni mi ha dato la forza per superare le difficolta’ e per mio figlio Massimo che mi ha dato l’entusiasmo nelle cose che ho fatto.
Cari Amici, che Santa Rosa potregga i nostri rispettivi cammini e ci aiuti a migliorare sempre e magari aiuti anche la Viterbese del Presidente Camilli a cui va il mio più caro in bocca al lupo.
Dovunque andrò seguirò sempre le vicende di questa Città che in questi anni per me ha significato tanto e che, comunque sia non sarà mai una Città qualsiasi. Anche perché come continuava Primo Levi nella sua poesia “ognuno porta dentro la traccia dell’amico conosciuto per la strada. In ognuno la traccia di ognuno” .
Arrivederci amici e grazie di cuore.

Giuseppe Paduano