NewTuscia – ACQUAPENDENTE – Partendo anche dalle principali considerazioni effettuate nell’ultima fatica letteraria dal titolo “Il piacere delle api”, e fresco della stesura del documento scientifico meglio noto come Carta di San Michele all’Adige, l’entomologo ed apidologo della Fondazione Munch Paolo Fontana ha qualificato stupendamente l’incontro di divulgazione scientifica voluto dalla Riserva Naturale Monte Rufeno per presentare agli aquesiani la sua visione sul mondo delle api, “straordinari impolilnatori, insostituibili nell’ecosistema naturale e fondamentali per la nostra agricoltura”.

Paolo Fontana oltre che ricercatore e apicoltore è anche Presidente di World Biodivesity Association e parlare di api per lui significa anche parlare di biodiversità. Visti i numerosi giovani e neofiti apicoltori, Fontana ha dedicato alcuni particolari suggerimenti a chi vuol diventare apicoltore professionista, mettendo in luce che “oggi l’apicoltura è in una fase epocale di rinnovamento, in cui l’ape deve essere messa al centro. Solo ripartendo da un maggiore e consapevole rispetto per ll’ape, che non è affatto un animale dimestico, l’apicoltura non solo diviene vera paladina della biodiversità ma si concretizza in una attività economica remunerativa”. Partendo poi dalla Carta di San Michele, “scritta in modo collegiale dai maggiori ricercatori italiani assieme ad alcuni apicoltori professionisti” Fontana ha chiarito che questo testo “enuncia in modo scientifico che oltre ai gravi problemi delle modificazioni ambientali e della riduzione floristica che ne consegue, oltre al gravissimo impatto dei pesticidi e degli effetti di gravi malattie, parassiti e predatori delle api, esiste oggi prove scientifiche che anche l’apicoltura sta costituendo un grave problema per le api e quindi per se stessa”. Trattando le api come un animale domestico, “gli apicoltori hanno messo in pericolo la diversità genetica dell’ape mellifica e ha pesantemente deteriorato il patrimonio delle sottospecie locali, come la ligustica e la siciliana”. Moggi le cose stanno cambiando.

Il mondo dell’apicoltura, messo sull’avviso dalle ricerche scientifiche ma anche basandosi su dati di fatto rilevati dagli apicoltori stessi, si sta “dirigendo verso u apicoltura più consapevole, basata sulle api locali e sul rispetto del ruolo ecologico delle api”. A parlare di tutela delle sottospecie di Apis mellifera sono oggi non solo i ricercatori ma le associazioni di apicoltori che stanno portando avanti operazioni di tutela della Ape ligustica nella penisola italiana e dell’Ape siciliana in Sicilia. Ma la consapevolezza della nuova apicoltura deve passare anche per un “rinnovato sforzo di valorizzazione dei nostri magnifici mieli italiani, che vanno tutelati fin dalla produzione e poi nella commercializzazione”. Fontana conclude, sempre rivolto ai neo apicoltori, che “oggi intraprendere una attività professionale nel campo dell’apicoltura è ancor più affascinante che nel passato, perché questo vento di novità renderà i giovani i veri protagonisti ì di questo necessario e atteso cambiamento”. Una serata dunque all’insegna del rispetto delle api, della passione per l’apicoltura e dell’amore per i fantastici mieli dell’apicoltura italiana.