Trasporto della Macchina di Santa Rosa: le interviste prima del Sollevate e Fermi!

Maurizio Fiorani

NewTuscia – VITERBO – E’ volata via anche l’edizione 2018 del Trasporto della Macchina di Santa Rosa in una Viterbo quasi  blindata, in cui sono state adottate molte misure di sicurezza da parte delle forze dell’ordine che hanno presidiato ogni angolo della città. Quest’anno sono state vietate le tradizionali sedie lungo il tragitto della macchina, mentre le tradizionali  tribune sono state montate solo in Piazza del Plebiscito: ciò è stato dovuto anche al fatto che l’amministrazione comunale di Viterbo non ha avuto i tempi tecnici essendo stata eletta solo a giugno inoltrato.

Il percorso della Macchina è tornato al passato: stop a via Marconi e arrivo diretto da corso Italia a piazza Verdi ed alla basilica di Santa Rosa.

Questo spiegamento di forze è  stato determinato anche dalla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, ormai un ospite fisso a Viterbo per il trasporto della Macchina di Santa Rosa.

L’organizzazione della sicurezza organizzata, dal Questore di Viterbo Lorenzo Suraci e dal Prefetto Giovanni Bruno, ha funzionato bene garantendo un trasporto tranquillo e regolare.

Prima della partenza della Macchina, ai microfoni di NewTuscia, il primo ad essere intervistato è stato Stefano Fiorillo, figlio del costruttore: “In questo quarto trasporto le uniche difficoltà che abbiamo incontrato con il nostro staff sono state dettate dal maltempo, questo modello di macchina pesa 5 tonnellate e 145 chili anche se il peso che grava sui facchini può variare molto ed aumentare a causa delle cosiddette accollate”.

E’ stata poi la volta di Giancarlo Bruti e Giorgio Sdinami, entrambi autori delle canzoni dedicate al trasporto della macchina di Santa Rosa. Giancarlo Bruti, nella sua veste di cronista del tempo, in particolar modo del 13° secolo in cui era diventata sede papale.
Giancarlo Bruti  nella sua intervista ha messo l’accento sulla ricorrenza dei 750 anni  dal conclave di Viterbo, il più lungo della storia della Chiesa durato oltre 1000 giorni.

Intorno alle ore 20 è arrivato tra le ali della folla l’ospite d’eccezione, Matteo Salvini, il personaggio del momento accompagnato dal senatore viterbese Umberto Fusco della Lega.

“Questo è il mio terzo trasporto della macchina di Santa Rosa e sono sempre felice di stare a Viterbo”, ha detto Salvini, poi si è avvicinato dai facchini e si è diretto sotto la macchina di Santa Rosa, per scattare una foto. Poco dopo Salvini si è avvicinato ai vigili del fuoco di Viterbo che hanno esposto al titolare degli Interni i problemi della categoria: l’esiguità degli organici attuali e l’esigenza di rimpinguarli con nuove assunzioni vista l’età piuttosto alta degli effettivi in servizio. Il Ministro Salvini ha garantito che si impegnerà in prima persona ad aumentare gli organici con nuove assunzioni.

Dopo Il ministro dell’Interno Matteo Salvini è stata la volta di Raffaele Ascenzi, ideatore di Gloria. “Sono 30 anni che sono un facchino di Santa Rosa – ha detto Ascenzi – prima come facchini ed ora come progettista, è sempre una grande emozione il trasporto, abbiamo dedicato le varie fermate della Macchina ai facchini che non sono più tra noi. Da quando ho creato Gloria vengono raccolte circa 3500 intenzioni scritte  che vengono inserite nei vari livelli della Macchina”.

Dopo Raffaele Ascenzi è stata la volta di Vincenzo Fiorillo, il costruttore: “Una grande impegno ed una forte emozione questo trasporto, un pensiero va ai morti di Genova ed ai facchini che non sono più tra noi”.

In rappresentanza dei vigili del fuoco di Viterbo ha parlato Gianluca Cannone che ha affermato: “Il ministro Salvini ha fatto delle promesse che certamente manterrà per quanto riguarda il miglioramento della situazione occupazionale e generale del nostro Corpo”.

Tra gli ospiti intervistati sotto la Macchina in Piazza San Sisto, prima della partenza, c’è stato anche Andrea Cesarini, figlio di Contaldo Cesarini,  il costruttore dei tre precedenti modelli di Gloria: “Da piccolo con mio padre andavo sempre a vedere la Macchina di Santa Rosa, poi sono diventato insieme a mio padre il costruttore. Gloria è bellissima, complimenti a Raffaele Ascenzi, dopo tanti anni passati come costruttore della Macchina di Santa Rosa serve una pausa, durante l’anno ci sono tanti pensieri e preoccupazioni. Ricorderò sempre cosa accadde nel 2007,  quando il forte vento fece piegare il ponteggio: quella dura esperienza ha portato diversi accorgimenti si successivi modelli e lavori di sistemazione del traliccio”.

Dopo i costruttori vecchi e nuovi è stata la volta dei politici. Questa volta  ai microfoni siamo riusciti a intervistare Giorgia Meloni, ormai di casa nella Tuscia. La leader di Fratelli d’Italia ha spiegato che “la prima volta che ho visto la Macchina mi è parsa maestosa, si tratta di una tradizione che si rinnova nei secoli, bisogna investire nelle tradizioni popolari che sono l’espressione più sana di un popolo e della propria cultura”.

Momento emozionante è stata la benedizione in articulo mortis impartita ai Facchini dal vescovo di Viterbo Lino Fumagalli all’interno della chiesa di San Sisto, assiepata di autorità nazionali e locali, oltreché ovviamente di tutti i cavalieri di Santa Rosa: vicini al sindaco Giovanni Arena c’eranoil presidente del Parlamento europero Antonio Tajani, l’On. Renata Polverini, il Sen. Maurizio Gasparri.

Il sindaco Giovanni Arena, visibilmente emozionato, ha affermato che “come amministratore locale ho fatto molti trasporti, questo è però il primo come sindaco di Viterbo: si tratta di  una grande emozione ed un onore. Nel lontano 1968, al tempo del Volo d’Angeli, era sindaco mio padre: quando la Macchina passerà lungo le vie di Viterbo un pensiero speciale sarà per lui”.