Cozzolino (LeBC): “Aspettando Godot a Viterbo”

NewTuscia – VITERBO – “Nella città c’è tanta attesa ovunque vai”, recita in una strofa la canzoncina dei piccoli facchini, riferendosi al principale evento religioso/folcloristico cittadino: il trasporto della Macchina di Santa Rosa, appunto, dal 2013 patrimonio dell’Unesco insieme ad altri tre trasporti di macchine a spalla italiani.

Quest’anno, tuttavia, l’attesa sembra non essere per il trasporto, evento che potrebbe essere utilizzato anche per attrarre turisti e far circolare economia in città. Ma no! Perché quest’anno i posti in tribuna per assistere al trasporto sono stati riservati unicamente ai residenti, che potevano acquistarli esibendo il documento d’identità attestante la residenza. Curioso, considerando i 90 mila euro spesi per la promozione dell’evento.

Quest’anno l’attesa di molti cittadini è per la presenza, durante l’evento, del ministro dell’Interno. Quel ministro il cui partito, quando ancora si chiamava Lega Nord e aveva come leader Umberto Bossi, rimase coinvolto nello scandalo dei rimborsi elettorali e che ora che il leader è lui (nonostante abbia eliminato la dicitura Nord, poiché ora i meridionali sono amici e i nemici sono diventati quelli molto più a Sud) dovrebbe restituire, per un totale di 49 milioni di euro. Probabilmente parteciperà anche al banchetto, per il quale il
Comune ha stanziato ulteriori 8 mila euro… Al pranzo di nozze dei reali inglesi avranno speso di meno, considerata la proverbiale parsimonia della regina.

Denaro che poteva essere speso in altri modi, considerando le condizioni in cui verte la città, con un appalto per la raccolta rifiuti che deve essere rinnovato e con buche per ogni dove, per non dire delle centinaia di famiglie con serie difficoltà ad arrivare a fine mese

Quando non si sa come affrontare un problema, la soluzione più rapida sembra essere quella di crearne di diversi, per deviare l’attenzione del cittadino; ovvero partire da un problema realmente esistente ma limitarsi a eliminare l’ultimo anello della catena senza affrontare il problema a monte: come se fosse sufficiente falciare l’erbaccia che cresce in superficie senza estirparne le radici; o tagliare la punta di un iceberg lasciandone intatta la base. E così il ministro dell’Interno illude gli italiani di star lavorando per loro, quando blocca le navi di soccorso nei porti, dopo aver creato un nemico e fomentato l’odio, invece di restituire i 49 milioni di denaro pubblico, da utilizzare magari per manutenzione di strade e ponti.

A Viterbo non si è da meno. Il deputato di Fratelli d’Italia si improvvisa sceriffo e reporter e disturba le forze dell’ordine per un campetto di calcio conteso, inveendo contro una fantomatica persona – che ovviamente non compare nel video – che lo minaccia (?!) mentre riprende inesistenti fatti delittuosi. Ed ammesso ci fosse davvero un pusher, come denunciato nell’audio del cellulare, vien da chiedersi: ma chi fornisce la droga agli spacciatori, che sono, appunto, gli ultimi anelli della catena? Se davvero si vuole eliminare questa piaga occorre risalire all’origine. E quando questa volontà manca, ci si improvvisa eroi, ma per colpire David, non Golia.

Poi c’è l’assessora che fra tante deleghe – Polizia Locale, Protezione civile, Politiche sulla sicurezza e sull’immigrazione, Agricoltura, Servizi Informatici – avrebbe anche quella al Termalismo. E allora perché non si occupa di risolvere questo ventennale problema, invece di proporre multe contro l’accattonaggio molesto, o intervistare ragazzini che non possono giocare al calcio a causa di… presenze aliene?

Barbara Cozzolino, p. Lavoro e Beni Comuni

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21