Orte, Facciamo per Cambiare: “Interramento illecito dei rifiuti tossici, la situazione è preoccupante”

NewTuscia – ORTE – Facciamo per Cambiare tratta il tema dell’interramento illecito dei rifiuti tossici ad Orte e lo fa con i documenti ufficiali. La situazione è preoccupante e dicono:

“Ci è difficile tacere quando si parla di salute e sicurezza pubblica. Tanto più quando questa riguarda il nostro Comune. È di qualche giorno fa infatti, la delibera comunale che prevede lo stanziamento di 2.500 euro per la “redazione di una nota tecnica descrittiva delle indagini geognostiche da realizzare, nonché di altre attività eventualmente necessarie, finalizzate ad acquisire i dati utili alla progettazione della bonifica del sito CLN di Orte scalo”, affidata ad una società di Ariccia.

Ci siamo interessati all’interramento dei rifiuti tossici ad Orte nell’ottobre 2017 dove, in un convegno pubblico, evidenziammo la criticità ecologica della ex fornace di Orte negli anni ’90, quando vennero interrati in poco più di 9 mesi talmente tanti fanghi tossici da aver creato ad oggi una “bomba ambientale”, per rifarsi alle parole del Vice Prefetto Vicario di Viterbo, Dott.Grillo e della Dott.ssa Amalfitano, chiamati entrambi a riferire alla Commissione d’Inchiesta alla Camera dei Deputati il 20 febbraio 2017.

Il reato ambientale è prescritto, non ci sono colpevoli nonostante i libri societari “mostrino anomalie produttive particolari”, ma il problema è una realtà presente. E come si è pensato di risolverlo? Con 2.500 euro di denaro per dare incarico ad un soggetto terzo di leggere i documenti, fare ispezioni in loco e redigere delle considerazioni.

Non siamo certo esperti, ma confrontandoci con loro abbiamo appreso che la cifra è assolutamente insufficiente per a comprendere la reale contaminazione dell’area. I dati ufficiali in nostro possesso parlano chiaro.

Abbiamo infatti raccolto tutti i documenti che dimostrano quanto l’area sia inquinata e quanto sia necessaria un’indagine approfondita per conoscere lo stato dei luoghi e i rischi che corrono i cittadini ortani. Si parla di inquinamento, di incidenza di malattie tumorali: si parla di salute. La situazione non è affatto rosea o da prendere sottogamba.

Noi ci siamo rivolti all’Università degli Studi della Tuscia, secondo l’esempio dato dal Comune di Graffignano che è alle prese con circa 140 ettari di territorio inquinato.

Abbiamo chiesto loro una possibile collaborazione. Possibile che gli incaricati di gestire la cosa pubblica hanno deciso altro affidandosi ad una società privata stanziando un fondo ridicolo? Secondo quale logica? Al fine di verificare cosa che gli atti parlano chiaro e tutta l’area necessita i indagine ispettiva.

Occorreranno svariati milioni di euro per bonificare la zona e a dirlo sono le cifre di parte (quindi sicuramente a ribasso) mostrate dalla stessa società titolare dell’impianto ortano. Sarebbe davvero una beffa se oltre ad avere questo enorme problema ambientale, il Comune di Orte non fosse in grado di utilizzare l’infausta circostanza per creare occupazione (secondo i dati in nostro possesso potrebbero occorrere fino a 10 anni di lavori per bonificare tutta la zona interessata)”.

Ci vedremo a settembre per mostrarvi la realtà”.