Anguillara, gas metano. Una vittoria della nostra associazione

NewTuscia – ANGUILLARA SABAZIA – Abbiamo letto in questi giorni uno scambio di accuse tra il consigliere Massimiliano De Rosa e l’ex assessore Andrea Piccioni della giunta targata Cinque Stelle, in merito alla questione del progetto relativo alla “metanizzazione”, che avrebbe dovuto interessare alcune zone del territorio anguillarino, tra cui Ponton dell’Elce.

Non vogliamo entrare nel merito della tenzone politica, non è nel nostro interesse, né fa parte dei nostri principi fondativi. Vogliamo però, a questo punto, esprimere la nostra opinione riguardo la vicenda che conosciamo bene, anzi benissimo, avendola affrontata tempestivamente nei minimi dettagli appena si è manifestata.

Quando, nel dicembre del 2016, fu pubblicata dalla Giunta guidata dalla sindaca Anselmo, la delibera numero 135 del 23 dicembre 2016, che prevedeva “la realizzazione di un circuito chiuso con serbatoi di stoccaggio”, fummo i primi a segnalare l’assurdità di tale progetto e il caso specifico di Ponton dell’Elce, scrivendo più volte all’amministrazione e non solo. Abbiamo più volte segnalato alla cittadinanza cosa stesse accadendo. Anzi aggiungiamo anche che nessuno dell’attuale opposizione, da noi contattati per informare della preoccupazione di ciò che stesse facendo la giunta, non diede segni di vita, tanto che incalzati più volte non hanno posto nessuna interrogazione in merito alla faccenda.

Un circuito chiuso con serbatoi di stoccaggio in una zona a ridosso del metanodotto, non ci è sembrato da subito un buon sistema. Tesi che è stata supportata dall’associazione “DIRITTI CITTADINANZA DEL LAGO”, corredata anche da una dettagliata relazione scientifica, a cura di un accreditato professionista che evidenziò i pericoli dovuti alla gestione della sicurezza di un’infrastruttura di dimensioni notevoli difficili da gestire e da controllare, insieme all’aumento di traffico veicolare pesante per il rifornimento dei serbatoi di stoccaggio. Non solo. Un’ulteriore stravolgimento ambientale dovuto all’installazione di grandi serbatoi nelle vicinanze del quartiere, con conseguente perdita del valore economico degli immobili in un territorio, già deprezzato dalla presenza delle vicine cave di basalto.

Per questa nostra presa di posizione abbiamo ricevuto attacchi, intimidazioni e minacce, forse perché avevamo bloccato qualche ingranaggio? Certamente la distribuzione di gas a circuito chiuso non avrebbe fatto l’interesse dei cittadini, che non avrebbero comunque potuto aderire al “mercato libero”, probabilmente invece avrebbe fatto comodo ad alcuni personaggi, che incitavano oltremodo, anche sui social network, alla realizzazione dell’ecomostro nel quartiere di Ponton dell’Elce. Cosa ne avrebbero guadagnato?

La soluzione che oggi si prospetta, un impianto realizzato da Italgas, con l’allaccio al metanodotto, rappresenta per noi una vittoria, grande, molto grande, doppiamente importante, perché ottenuta contro tutti. Contro alcuni assessori, che guardavano con ostilità le nostre obiezioni al progetto che avevano sostenuto immediatamente, contro l’ex comitato di quartiere 9, che invece di preoccuparsi  dell’interesse generale dei cittadini, sosteneva progetti che si sono dimostrano deleteri per il territorio, contro alcuni personaggi che, dopo le nostre ripetute segnalazioni, lo ripetiamo, ci hanno insultato, minacciato, tanto da aver dovuto denunciare e ricorrere alle autorità preposte.

Al di là di tutti parlano i fatti – commentano i responsabili dell’associazione – che il tempo si sà è galantuomo, un’azione determinata contro una drammatica scelta politica che avrebbe intaccato permanentemente il nostro territorio. Ora non ci resta che attendere ed essere particolarmente attenti nel vigilare; il danneggiamento subito da certe scelte politiche, così misere e che non avrebbero portato a nulla di buono sono sotto gli occhi di tutti. Infine ricordiamo a chi governa questo Paese, e a tutta la politica, che noi facciamo i fatti, concreti, le chiacchiere sterili e di basso spessore culturale le lasciamo volentieri agli altri.

Diritti Cittadinanza del Lago