Presunta incompatibilità Arena per danno erariale: scrive un lettore

Riceviamo e pubblichiamo

NewTuscia – VITERBO – Gentile direttore, Le scrivo in merito alla recente querelle sull’incompatibilità del nuovo sindaco di Viterbo.

Prima alcune precisazioni per mettere alcuni punti fermi: l’art 63 comma 5 del Testo Unico degli Enti Locali (L. 267/2000) dichiara che è incompatibile colui che nella veste di amministratore si è reso responsabile verso l’ente e non ha ancora estinto il debito. Mi sono andato a guardare le due sentenze della Corte dei Conti poi confermate in Cassazione le quali riportano che alcuni ex amministratori tra i quali l’attuale sindaco sono stati ritenuti responsabili di danno erariale e condannati a risarcirlo. Siccome, da quanto si legge sulla stampa, il sindaco ha affermato che entro la settimana la somma sarà sul conto del comune del Comune, ne consegue che non ha ancora estinto il debito e che quindi al momento dell’elezione era chiaramente incompatibile.

Altro punto fermo, se me lo permette, è che se anche l’assicurazione dovesse pagare al posto degli obbligati questo non annulla assolutamente la loro responsabilità come sa qualunque studente al primo anno di giurisprudenza. Ricordo che nella sentenza di primo grado che avevo scaricato dal web tempo addietro (1990/2010) i giudici contabili scrivono: “La copiosa documentazione acquisita agli atti prova che le condotte degli amministratori e dei dirigenti del Comune di Viterbo costituiscono un compendio manualistico di come un ente locale non dovrebbe essere amministrato”.

Fin qui i fatti; ora se mi permette alcune osservazioni: è possibile che nessuno abbia provveduto a informare i cittadini di una cosa così grave? È possibile che nessuno dei candidati sindaco si sia preso la briga di riferire a noi poveri mortali fatti di tale portata?
Altra domanda poi mi taccio: è possibile che per evidenti “ragioni di bottega” i partiti di centro destra abbiano sostenuto un candidato incompatibile e con una responsabilità passata così pesante? Temo che non avrò mai risposta.

distinti saluti
Antonello Rossi